Goji

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fiori di goji
Bacche di goji
bacche di goji essiccate

Più comunemente dette bacche di goji, ve ne sono di due specie: il Lycium barbarum L. e il Lycium chinense, entrambe della famiglia delle Solanaceae (che include tra le altre la patata, il pomodoro, la melanzana, il tabacco, il peperoncino e la Belladonna).

Etimologia[modifica | modifica wikitesto]

Lycium, il nome del genere, deriva dalla Licia (Λυκία), una regione dell'Anatolia meridionale.[5] Il frutto è conosciuto nella medicina tradizionale cinese come Frutto di Licia ovvero in latino: Fructus Lycii

La parola Goji, invece è un'approssimazione della pronuncia cinese gǒuqǐ (枸杞), nome cinese per bacca,. Potrebbe derivare dalla stessa radice che ha la parola persiana gojeh (گوجه) che significa anch'essa bacca.

Origine[modifica | modifica wikitesto]

Il nome goji è stato creato nel 1973 dall'etnobotanico nord-americano Bradley Dobos. Queste bacche rosse crescono spontaneamente nelle valli himalayane, nella Mongolia, nel Tibet, nelle province della Cina dello Xinjiang, dello Ningxia, e nella regione autonoma della Mongolia Interna. Vengono coltivate da migliaia di anni e sono considerate un elemento essenziale nella medicina tradizionale cinese. Comunque la più alta densità produttiva si riversa nelle terre attraversate dal fiume Huang He. Con il passare del tempo le sedimentazioni dei suoi bacini alluvionali hanno dato origine a un terreno straordinariamente fertile. Le piante di Goji possono facilmente utilizzare i minerali grazie alla struttura a grana fine dei sedimenti mentre altri componenti del “silt” mantengono il terreno soffice e ben aerato.

Frutto[modifica | modifica wikitesto]

Il frutto è una bacca rossa leggermente allungata e contenente diversi semini appiattiti.

Principi attivi[modifica | modifica wikitesto]

Alcune delle principali sostanze contenute nelle bacche di Goji[1]:

La presenza di betaina e luteina rende sconsigliabile l'assunzione di queste bacche in gravidanza[2].

Le foglie della pianta sono ricche di flavonoidi, in particolare di rutina, ma i frutti contengono queste sostanze solo in misura molto ridotta[3].

100 grammi di prodotto contengono[1]:

  • Grassi totali 5,7 g
  • Grassi saturi 1,1 g
  • Proteine 10,6 g
  • Carboidrati 21 g
  • Zuccheri 17,3 g
  • Sodio 24 mg
  • Calcio 112,5 mg
  • Ferro 8,4 mg
  • Fibre crude 7,70 g
  • Vitamina C 306 mg
  • Carotene 7,38 mg
  • Amminoacidi 8,48 mg
  • Vitamina B1 0,15 mg
  • Polisaccaridi 46,5 mg

Una descrizione scientifica dettagliata del contenuto dei frutti è disponibile qui[4].

Proprietà farmacologiche[modifica | modifica wikitesto]

La medicina tradizionale cinese attribuisce alle bacche di goji, nonché alla corteccia, alle radici e alle foglie della stessa pianta, numerose proprietà curative e preventive[4]. Già nell'antico manuale di erboristeria Shennong Ben Cao Jing la pianta viene citata come curativa per una serie di mali e anche efficace per fortificare muscoli e ossa e rallentare l'invecchiamento[5].

Tuttavia gli studi scientifici in merito sono carenti[4]. Per questo motivo, si ritiene che gli effetti benefici non siano sufficientemente provati, anche se è riconosciuta la presenza di sostanze potenzialmente utili[2].

Uno studio cinese condotto sui topi ha riscontrato che le bacche di goji potenziano la capacità antiossidante dell'organismo come dimostrato dall'innalzamento degli enzimi superossido dismutasi (SOD), catalasi (CAT) e glutatione perossidasi (GSH-Px). L'attività antiossidante è risultata essere comparabile a quella della vitamina C.[6]

Uno studio condotto ad Hong Kong[7] nei primi anni duemila ha evidenziato come la zeaxantina contenuta nelle bacche di Goji sia ben assorbibile dall’organismo umano; gli autori suggerivano, nel 2004, la necessità di ulteriori studi su strategie dietetiche per contrastare la degenerazione maculare senile[7].

I possibili effetti avversi sono considerati improbabili, eccetto per specifiche casistiche[2]. In particolare, l'atropina, una sostanza velenosa presente nei frutti di varie specie della stessa famiglia, è presente in quantità minime[4].

Uso[modifica | modifica wikitesto]

Si può consumare fresca, appena raccolta. Oggi le bacche di goji sono presenti anche nel mercato occidentale, essiccate o in concentrato miscelato con altri prodotti quali succhi di frutta, yogurt, tè, merendine, barrette, marmellate. Il loro sapore è paragonabile a quello del mirtillo, uva passa, lampone e fragola. Una dose media è rappresentata da circa 20 grammi giornalieri.

Coltivazione[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b bacche di Gogji, vitamineproteine.com
  2. ^ a b c (ENES) Lycium su Medline Plus, U.S. National Library of Medicine, 22 aprile 2013. URL consultato il 13 novembre 2014.
  3. ^ (EN) Jing Z.Dong, Da Y.Lu, Y.Wang, Analysis of Flavonoids from Leaves of Cultivated Lycium barbarum L. (abstract) in Plant Foods for Human Nutrition, vol. 64, 5 agosto 2009. URL consultato il 13 novembre 2014.
  4. ^ a b c d (EN) O.Potterat, Goji (Lycium barbarum and L. chinense): Phytochemistry, Pharmacology and Safety in the Perspective of Traditional Uses and Recent Popularity in Planta Medica, vol. 76, 2010. URL consultato il 13 novembre 2014.
  5. ^ Si può leggere il testo nella traduzione inglese (cercare: "Gou Qi") in: (EN) The Divine Farmer's Materia Medica: A Translation of the Shen Nong Ben Cao Jing su Google, Blue Poppy, 1998, p. 93. URL consultato il 13 novembre 2014.
  6. ^ Li XM, Ma YL, Liu XJ, Effect of the Lycium barbarum polysaccharides on age-related oxidative stress in aged mice in J Ethnopharmacol, vol. 111, nº 3, 2007, pp. 504–11, DOI:10.1016/j.jep.2006.12.024, PMID 17224253.
  7. ^ a b (EN) Fasting plasma zeaxanthin response to Fructus barbarum L. (wolfberry; Kei Tze) in a food-based human supplementation trial in British Journal of Nutrition, 93 (2005), 1º settembre 2004. URL consultato il 13 novembre 2014.

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