Giuseppe Torretti

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Giuseppe Torretti, o Torretto (Pagnano, 29 agosto 1664Venezia, 13 dicembre 1743), è stato uno scultore e intagliatore italiano.

Sant'Osvaldo di Giuseppe Toretti sulla facciata della chiesa di San Stae a Venezia.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Figlio di Giovanni e di una Caterina, come testimoniato dagli atti rilasciati in vista del suo matrimonio si trasferì a Venezia attorno al 1680. Qui fu assunto nella bottega dell'intagliatore Antonio Raffaelli, come affermato dal figlio di questi, Girolamo.

Dall'unione con la triestina Barbara Rosaniz, nel 1691, ebbe due figli: Giovanni Maria, nato nel dicembre 1691 e morto nel gennaio successivo, e Giovanni Antonio, nato nel 1693 e morto per «febre et ethisia» nel 1712. Scomparsa anche la moglie nel 1717, trascorse il resto della propria esistenza con il nipote Giuseppe Bernardi, a cui insegnò il mestiere e che per questo fu soprannominato Torretti.

A partire dagli anni 1690 ricoprì cariche sempre più rilevanti all'interno della fraglia degli intagliatori, alla quale fu iscritto sino agli anni 1740: nel luglio 1691 fu eletto "aggiunto alle prove", mentre l'anno successivo divenne avicario dell'arte, così come nel 1697 e nel 1700. Evidentemente in questi anni la sua attività doveva essere ben avviata, tuttavia non ci sono pervenute opere del periodo tardo-secentesco; è attestata solo la realizzazione, entro il 1698, di un letto intagliato per la famiglia Zane, di cui tuttavia non restano tracce.

Una delle sue prime opere che ci sono pervenute è il Sant'Antonio di Padova col Bambino per la chiesa di Paderno del Grappa, spedita da Venezia nel marzo 1700 e considerata un prototipo per le successive con il medesimo soggetto.

Nel 1706 si stabilì nella parrocchia di Santa Marina a Venezia dove visse fino alla morte. Lavorò soprattutto a Venezia: opere sue si trovano, per esempio, a Santa Maria Formosa, ai Gesuiti, agli Scalzi e a San Stae sempre a Venezia. Ad Udine, nella Cappella Manin vi sono suoi altorilievi lapidei, con episodi della vita della Vergine, che decorano le pareti laterali.[1]

Fu inoltre il fondatore di una nota bottega, continuato poi dai nipoti Giuseppe Bernardi e Giovanni Ferrari, dove, fra gli altri, si formò il Canova. Il nipote Giuseppe Bernardi venne soprannominato, e viene ancora talvolta nominato, con lo stesso cognome (Giuseppe Torretto o Torretti o Torrettino).[2]

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Sicuramente sono documentate del Torretti le seguenti opere:

Opere attribuite sono:

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Cappella Manin, su udinevicina.it. URL consultato il 30 aprile 2019.
  2. ^ Venezia. Touring Club Italiano, Milano, 2007, ISBN 978-88-365-4347-2
  3. ^ Massimo Favilla e Ruggero Rugolo, Venezia Barocca, Sassi editore, Schio, 2009, pp. 130-131, ISBN 978-88-96045-08-4.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Andrea Bacchi, Giuseppe Torretto in La scultura a Venezia da Sansovino a Canova, pp. 626-649 (figure) pp. 795-747 (biografia), Longanesi & C., Milano 2000, ISBN 88-304-1776-9.
  • Paola Rossi, Pietro Baratta e Giuseppe Torretti: Il problema delle interrelazioni, in Janez Höfler (a cura di), Francesco Robba and the Venetian sculpture of the eighteenth century, Rokus Ljubljana 2000, pp. 41-50, ISBN 961-209-160-9.
  • Enrico Bonafè, La Confraternita della SS. Trinità, nel contesto della "venezianità" di Loreo, Editrice nuova Scintilla, Chioggia, 2014, ISBN 978-88-89656-15-0.

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