Fraglia

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La fraglia (anche fragia o frala, con il significato di "fratellanza", da fratalia o fratalea) indica nel Veneto e nei territori facenti parte della Repubblica di Venezia le corporazioni di arti e mestieri o le confraternite religiose.

Corporazione di arti e mestieri con questo nome sono attestate a partire dal XIII secolo nelle città di Venezia, di Padova e di Vicenza che si occupavano degli interessi dei propri associati e offrivano una garanzia di qualità curando la loro formazione.

L'associazione si riuniva in un "capitolo", che aveva sede in genere nella chiesa della contrada in cui tendeva ad abitare chi praticava un certo mestiere. Possedevano un altare o una cappella dedicata al santo protettore e partecipavano alle processioni.

A capo della fraglia erano eletti dei gastaldi, mentre i massari ne amministravano il patrimonio e riscuotevano i contributi degli iscritti.

Fraglie di Padova[modifica | modifica wikitesto]

A Padova agli inizi del XIII secolo esistevano trentaquattro fraglie e nel 1287 furono fissate dal comune in numero di trentasei. L'iscrizione era obbligatoria per esercitare un'attività. I capi delle fraglie entravano di diritto nel "Consiglio degli Anziani".

  1. Notai
  2. Mercanti
  3. Osti
  4. Pellicciai
  5. Cardatori
  6. Sarti
  7. Barbieri (anche come chirurghi)
  8. Medici
  9. Fabbri
  10. Cordai
  11. Sellai
  12. Straccivendoli
  13. Macellai
  14. Muratori
  15. Bovari
  16. Fornai
  17. Tessitori di lino
  18. Falegnami
  19. Ortolani
  20. Fruttivendoli
  21. Barcaroli di San Giovanni
  22. Sellai
  23. Ciabattini
  24. Orafi
  25. Barcaroli di Ognissanti
  26. Mugnai
  27. Portatori di vino
  28. Lanaioli
  29. Speziali
  30. Mastellai
  31. Pescatori
  32. Sallaroli (salatura e conservazione dei cibi)
  33. Fabbricanti di panni pignolati
  34. Casolini
  35. Legnaioli
  36. Scodellari

Fraglie di Vicenza[modifica | modifica wikitesto]

L'esistenza delle fraglie è contenuta nello statuto del comune del 1264. Esistevano 8 fraglie (dei mercanti, dei merciai, dei calzolai, dei macellai e degli albergatori) a cui si aggiungevano i collegia dei giudici e dei notai. Le fraglie aumentarono man mano fino ad arrivare nel 1389 a 29.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Biblioteca del Senato della Repubblica, Catalogo della raccolta di statuti, consuetudini, leggi, decreti, ordini e privilegi dei comuni, delle associazioni e degli enti locali italiani dal Medioevo alla fine del secolo XVIII, 8 voll., Tip. del Senato - Senato della Repubblica - La nuova Italia - L. S. Olschki, Roma-Firenze 1943-1999. - Consultazione on line presso la Biblioteca del Senato.
  • A. Barzon, Fratalea cappellanorum civitatis Paduae, Tipografia del Seminario, Padova 1925.
  • Fr. Benucci - A. Cattani, La Fraglia dei portalettere e i corrieri a Padova. Pagine e documenti di storia veneta, Elzeviro, Padova 2003.
  • B. Cessi, Le fraglie dei barcaioli in Padova durante la dominazione della Repubblica veneta, Stab. tipo-litografico F. Visentini, Venezia 1902.
  • R. Cessi, La fraglia dei ciechi in Padova, Società cooperativa tipografica, Padova 1905.
  • Costruire nel Medioevo. Gli statuti della Fraglia dei murari di Padova, a cura di Giovanna Valenzano, Cassa edile provinciale di Padova, Padova 1993.
  • E. Morpurgo, Statuti e parti del capitolo della Fraglia degli speziali di Padova, Soc. Coop. Tipografica, Padova 1927.
  • A. Rigon, Clero e città. Fratalea cappellanorum, parroci, cura d'anime in Padova dal XII al XV secolo, Istituto per la storia ecclesiastica padovana, Padova 1988.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]