Giselberto di Maasgau

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Gisilberto di Maasgau (825 circa – tra l'877 e l'885) fu conte di Maasgau (la contea di Maasgau, comprendeva la città di Maastricht e si estendeva lungo la parte bassa della Mosa), dopo l' 840 sino alla sua morte.

Origine[modifica | modifica wikitesto]

Non si conoscono con esattezza gli ascendenti. Secondo la professoressa di storia medievale all'Università di Cambridge, Rosamond McKitterick, nel suo Frankish Kingdoms under the Carolingians 751-987 (1983) (Longman, London and New York) a pagina 230. molto probabilmente discendeva da Vikinghi di origine danese, stabilitisi sul basso corso della Mosa, a sud della Frisia, all'inizio del IX secolo[1]. Una seconda ipotesi lo collega ad un Reginardo, figlio di Meginhere, un nobile alla corte di Carlomagno[1].

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Giselberto divenne conte di Maasgau, tra l'840 e l'843, poiché, secondo Christian Settipani, storico francese, specializzato nella genealogia dei personaggi dell’Antichità e dell'Alto Medioevo, nel suo La préhistoire des Capétiens 481-987, 1ère partie, la contea gli fu data da Lotario I[1], imperatore carolingio dall'840, precisando anche che dovette abbandonarla, dopo il Trattato di Verdun[1], firmato nell'agosto 843[2], molto probabilmente poiché secondo il Carolingian Chronicles: Royal Frankish Annals and Nithard's Histories durante la guerra civile si era schierato con Carlo il Calvo, contro Lotario[1].

Nell'846 Giselberto, vassallo di Carlo il Calvo, come sostiene il Ruodolfi Fuldensis Annales, dopo averla rapita ed essersi rifugiato in Aquitania, sposò una figlia di Lotario[3]; anche secondo gli Annales Mettenses, Giselberto sposò in Aquitania, la figlia dell'imperatore Lotario, dopo averla rapita[4].
Secondo il Settipani, l'imperatore Lotario accettò il fatto compiuto solo, nell'849[1]. secondo il professore Siegfried Rösch , nel suo, S. Caroli Magni Progenies (Verlag Degener & Co, Neustadt an der Aisch) (1977) il nome della figlia di Lotario era Ermengarda[1].

Giselberto fu tra coloro che nell'847 appoggiarono il re dei Franchi d'Aqitania, Pipino II contro il re dei Franchi occidentali, Carlo il Calvo[1], e, dopo che Carlo aveva avuto il sopravvento, trovò accoglienza presso il re dei Franchi orientali, Ludovico il Germanico[1], e, l'anno dopo, secondo il Settipani poté rientrare nella propria contea[1].

Nell'860, Giselberto viene citato nell'Adnuntatio domni Karoli, un documento inerente un accordo tra il re dei Franchi occidentali, Carlo il Calvo ed il re dei Franchi orientali, Ludovico il Germanico[5]; mentre, nell'863, viene citato nel Chronicon Laureshamense, in un documento inerente una donazione di un terreno nella sua contea[6].

Nel capitolato 877 a Quierzy, egli compare come uno dei reggenti del regno durante l'assenza di Carlo il Calvo, impegnato nella campagna d'Italia: infatti, come suo figlio, Reginardo, Giselberto viene citato al punto 15 del documento scritto da Carlo il Calvo, nel giugno 877, inerente l'appoggio che i notabili del regno avrebbero dovuto dare al figlio di Carlo, Luigi II il Balbo, in caso di guerra contro i Franchi orientali[7].

Non si conosce l'anno esatto della morte di Giselberto, che fu senz'altro dopo l'877, ma forse fu dopo il settembre 885, in cui risulta, secondo il documento n° 130 del Karoli III diplomata, che a Giselberto fu garantita una proprietà dall'imperatore, Carlo III il Grosso[8].

Discendenza[modifica | modifica wikitesto]

Giselberto dalla moglie, Ermengarda, ebbe due figli[1][9]:

  • Reginardo (850-915), pur non essendovi alcuna fonte primaria che documenti che sia figlio di Giselberto, gli Iacobi de Guisia Annales Hanoniæ, in diversi passaggi citano Reginardo, come conte di una zona a sud della Frisia, nella parte bassa della Mosa[10], fu conte di Hainaut, come viene riconosciuto dalla Chronica Albrici Monachi Trium Fontium nell'876, e lo era ancora, dopo aver appoggiato secondo gli Annales Vedastini, nell'895, il re di Lotaringia, Sventiboldo[11]
  • Alberto (860-928), come risulta da un documento del 932, in cui si dichiara fratello di Reginardo e consanguineo di Giselberto[1].

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]