Giovanni Ciusa Romagna

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Giovanni Ciusa Romagna (Nuoro, 20 febbraio 1907Nuoro, 15 dicembre 1958) è stato un pittore italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato lo stesso anno in cui Francesco Ciusa, suo zio paterno, fu premiato alla Biennale veneziana per la scultura La madre dell'ucciso, fin da ragazzo rivelò la sua inclinazione artistica appassionandosi alla pittura. Terminate a Nuoro le scuole medie, fu mandato a Firenze dove frequentò l'Accademia di Belle Arti avendo Felice Carena come maestro.

Nel 1925 morì il padre e Giovanni, allora diciottenne, dovette interrompere gli studi per poi concluderli solo più tardi.

Lo zio Francesco, il quale dirigeva ad Oristano una scuola d'Arte Applicata da lui stesso fondata, lo chiamò allora come insegnante. In quei primi anni di lavoro, Giovanni partecipò alle sue prime mostre collettive nell'isola e approfondì le sue conoscenze artistiche recandosi a Roma e a Venezia, dove visitò la Biennale e dove, nel 1935, conseguì il diploma dell'Accademia di Belle Arti.

Negli anni trenta accettò la cattedra di disegno e storia dell'arte all'Istituto Magistrale di Nuoro, di cui fu poi anche preside e in cui insegnò fino alla sua prematura morte, all'età di cinquantuno anni.

Fontana disegnata da Giovanni Ciusa Romagna, (originariamente collocata in piazza Vittorio Emanuele II, fu poi spostata al Museo del Costume, sempre a Nuoro).

Il suo stile pittorico andò negli anni affinandosi e ciò gli valse premi e riconoscimenti anche da parte della critica. Quanto alla tecnica, oltre agli oli su tela, la sua produzione comprende disegni a sanguigna e carboncino, tempere ed acquerelli. Negli anni cinquanta, inoltre, fu protagonista di alcuni interventi architettonici nella sua città, quali il rifacimento della chiesetta della Madonna della Solitudine in cui fu collocato il sepolcro di Grazia Deledda e la sistemazione della piazza Vittorio Emanuele II, adiacente il corso Garibaldi.

Legato alla sua terra e ai suoi affetti, i soggetti delle sue opere vanno dalle figure in costume sardo alle scene delle tradizioni locali, dai lavoratori dei campi e delle miniere alle rappresentazioni di carattere sacro, dai ritratti di familiari, amici e committenti fino ai paesaggi.

Di lui si ricordano anche la collaborazione per l'allestimento della prima mostra dell'artigianato sardo organizzata dall'I.S.O.L.A. con lo scultore Eugenio Tavolara (autore, a sua volta, del portale in bronzo della chiesa della Solitudine) e altri interventi condivisi con artisti della sua epoca.

Principali mostre e premi[modifica | modifica wikitesto]

1932 - Prima mostra personale a Nuoro;

1949 - mostra d'Arte Moderna Sarda, tenutasi dapprima a Venezia e poi a Roma;

1952 - premio alla II Mostra Nazionale dell'Arte a Trieste;

1953 - mostra dell'Arte nella Vita del Mezzogiorno d'Italia a Roma;

1954 - VII Premio Nazionale di Pittura Michetti a Francavilla al Mare;

1955 - VII Quadriennale d'arte a Roma;

1957 - medaglia d'oro alla XI Triennale a Milano.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • C. Maltese, Giovanni Ciusa Romagna, Fossataro, Cagliari, 1969;
  • Còlomo G., Albo generale artisti sardi, Nuova Europa, Firenze, 1978;
  • Giovanni Ciusa Romagna. Il sentimento del colore, a cura di G. Ciusa, M. Ciusa, saggio di M. Stringa, Il Cardo, Venezia, 1996;
  • G. Ciusa, L'isola di mio padre. Un pittore tra Sardegna e Novecento, Leonardo, Milano, 1998;
  • M. L. Frongia, Un percorso dell'arte in Sardegna nel XX secolo, catalogo della collezione MAN, Amministrazione Provinciale, Nuoro, 1998;
  • G. Altea, M. Magnani, Pittura e scultura dal 1930 al 1960, Ilisso, Nuoro, 2000;
  • M. L. Frongia, Giovanni Ciusa Romagna, Ilisso, Nuoro, 2005;

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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