Giorgio Morelli

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Giorgio Morelli

Giorgio Morelli, nome di battaglia "Solitario" (Albinea, 1926Arco, 9 agosto 1947), è stato un partigiano e giornalista italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Cominciò la sua attività nel 1943 scrivendo su ciclostilati clandestini, i Fogli Tricolori. Nel 1944 entrò in una formazione partigiana, la Brigata Garibaldi, dalla quale uscì per arruolarsi nelle Fiamme Verdi, formazione partigiana fondate da don Domenico Orlandini di ispirazione cattolica operante nelle province di Reggio Emilia e Modena.

Durante la Resistenza fu l'animatore, assieme a Eugenio Corezzola, suo coetaneo, del giornale La Penna del quale uscirono tra il marzo e l'aprile del 1945 4 numeri, che crearono tensione con i comunisti. Fu il primo partigiano ad entrare a Reggio Emilia liberata dai nazifascisti. Fu amico di Mario Simonazzi, popolare comandante partigiano ucciso nella Pasqua del 1945 da partigiani legati al PCI. Inoltre era nipote del professore Alfonso Rossi e Matilde Rossi Scipioni, sequestrati insieme ad altri il 1º gennaio 1945 dai partigiani e poi uccisi[1]. I corpi non furono mai più rinvenuti e Morelli ipotizzò che nel dopoguerra fossero stati "bruciati nelle fornaci di Ca' de Caroli"[2]

Dopo la Liberazione, sconvolto dall'uccisione dell'amico e dal clima di violenza e omertà in cui era precipitata la provincia di Reggio Emilia, diede vita assieme a Eugenio Corezzola ad un giornale indipendente, La nuova Penna, col quale si prefisse di scoprire la verità sui numerosi delitti politici, insabbiamenti e depistaggi in atto nella provincia. Dopo solo sette giorni dall'uscita del primo numero il giornale attirò gli strali di Didimo Ferrari, capo partigiano, soprannominato "Eros" e presidente locale dell'ANPI, che definì La nuova Penna "l'organo dei nemici del popolo". Ma Morelli e Corezzola non si fecero intimidire e continuarono nelle loro inchieste. "Eros" li espulse dall'ANPI e Morelli gli replicò con un articolo che rimase uno dei suoi editoriali più famosi, intitolato: "Eros, per chi suonerà la campana?". Si legge:

« La nostra espulsione dall'Anpi, da te ideata, è per noi un profondo motivo d'onore... La nostra voce, che chiede libertà e invoca giustizia, è una voce che ti fa male e che ti è nemica. »

L'articolo, come tutti i suoi editoriali, era firmato con lo pseudonimo Il Solitario. Il giornale ebbe vita assai difficile. La tipografia che lo stampava fu minacciata e danneggiata, e per continuare ad uscire dovette essere stampata presso i Benedettini di Parma.

L'attentato[modifica | modifica wikitesto]

Il 27 gennaio 1946 Morelli venne ferito in un agguato ad opera di ignoti che, nottetempo, gli spararono sei colpi di pistola, mentre rientrava nella sua abitazione di Borzano. Trasferito in un sanatorio di Arco, non riuscì a guarire dalla ferita al polmone e morì il 9 agosto 1947, di tubercolosi, accudito dalla sorella.

Nel maggio 1946 nella "Nuova Penna" Pasquale Marconi, già rappresentante della Democrazia Cristiana nel CLN, descrisse i difficili rapporti al tempo della guerra con la componente comunista.

Solo dopo la rottura della collaborazione governativa tra cattolici e comunisti (31 maggio 1947), le indagini sulla morte del "Comandante Azor", alias Mario Simonazzi, ripresero e si conclusero con la celebrazione di un processo in cui vennero confermate le denunce del coraggioso giovane.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Tadolini, pp. 17-18
  2. ^ Tadolini, p. 18

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Gianpaolo Pansa, Il sangue dei vinti, Milano, Sperling & Kupfer editore, 2003. pag. 327-332.
  • Roberto Beretta, La resistenza e le morti dimenticate. Inchiesta (5). Brigate contro il Biancofiore, pubblicato su «Avvenire» il 10 febbraio 2004.
  • Giovanni Fantozzi, Vittime dell'odio: l'ordine pubblico a Modena dopo la liberazione, 1945-1946, Bologna: Europrom, 1990; 181 pagine; 24 cm.
  • Daniela Anna Simonazzi, AZOR La Resistenza incompiuta di un comandante partigiano, Reggio nell'Emilia: Age, 2004.
  • Luca Pignataro, Il “paese delle foibe” nel “triangolo della morte”. “La Penna”, una rivista della resistenza cattolico liberale, in “Nuova Storia Contemporanea”, X, 5 (settembre-ottobre 2006), pp. 141–150.
  • Luca Tadolini, La Repubblica Sociale Italiana a Reggio Emilia 1945 lo scontro frontale prima dell'invasione, Edizioni all'insegna del Veltro, Parma

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]