Galeria Valeria

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Galeria Valeria
123 Galeria Valeria.jpg
Profilo di Valeria da una moneta.
Augusta dell'Impero romano
In carica novembre 308 - 315
Morte Tessalonica, 315
Dinastia costantiniana
Padre Diocleziano
Madre Prisca
Consorte di Galerio
Figli Candidiano

Galeria Valeria (... – Salonicco, 315) era figlia dell'imperatore romano Diocleziano, seconda moglie dell'imperatore Galerio, nonché Augusta.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Galeria era nata da Diocleziano e Prisca, sposò Galerio nel 293, quando suo padre lo elesse cesare per l'Oriente. Questo matrimonio, chiaramente organizzato per rafforzare i rapporti tra i due imperatori, richiese che Galerio divorziasse dalla sua prima moglie, Valeria Massimilla.

Valeria simpatizzava con i cristiani, mentre suo marito li perseguitava e fu innalzata al titolo di Augusta e mater castrorum nel novembre 308. Poiché non diede figli a Galerio, ella adottò come proprio il figlio illegittimo di suo marito, Candidiano.

Quando Galerio morì, nel 311, Licinio divenne imperatore, e gli furono affidate Valeria e sua madre Prisca. Le due donne, comunque, fuggirono da Licinio per mettersi sotto la protezione di Massimino Daia, la cui figlia era stata promessa in matrimonio a Candidiano. Poco tempo dopo Valeria rifiutò le proposte di matrimonio di Massimino, che la fece arrestare e confinare in Siria, confiscando le sue proprietà.

Alla morte di Massimino, Licinio ordinò la pena capitale per Valeria, che fuggì, nascondendosi per un anno, finché non fu trovata a Tessalonica; fu catturata dalla folla, decapitata nella pubblica piazza ed il suo corpo fu gettato in mare.

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