Tito Claudio Marco Aurelio Aristobulo

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Tito Claudio Marco Aurelio Aristobulo (latino: Titus Claudius Marcus Aurelius Aristobulus; fl. 285296; III secolo – ...) fu un alto ufficiale dell'Impero romano, che servì sotto gli imperatori Carino e Diocleziano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Aristobulo era prefetto del pretorio di Carino, oltre che console per il 285. In quello stesso anno vi fu la ribellione di Diocleziano, e Aristobulo partecipò al fianco di Carino alla battaglia del fiume Margus, che decretò la sconfitta e morte di Carino e il dominio incontrastato di Diocleziano. Poiché Aristobulo non solo non perse né il consolato né la prefettura,[1] ma anzi guadagnò il proconsolato d'Africa e la prefettura dell'Urbe, è possibile che la sconfitta di Carino fosse stata opera del tradimento di Aristobulo:[2] alcune fonti, infatti, narrano che l'esercito di Carino abbandonò il proprio imperatore.[3]

Fu dunque console per il 285, prima con Carino e poi con Diocleziano. Prima del luglio del 290 divenne proconsole d'Africa, carica che tenne per quattro anni, quando gli succedette Cassio Dione; durante questa carica, ricevette una disposizione contenuta nel Codice teodosiano.[4] Tenne la prefettura dell'Urbe dall'11 gennaio 295 al 18 febbraio 296, anche in questa carica sostituito da Cassio Dione.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Aurelio Vittore, 39.15.
  2. ^ Jones, p. 106.
  3. ^ Eutropio, 9.20.2
  4. ^ Codex Theodosianus, ii.13.1, datata 10 settembre 293.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Fonti primarie[modifica | modifica wikitesto]

Fonti secondarie[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Console romano Successore
Imperatore Cesare Marco Aurelio Carino Augusto II,
Imperatore Cesare Marco Aurelio Numerio Numeriano Augusto
285
con Imperatore Cesare Marco Aurelio Carino Augusto III,
Imperatore Cesare Gaio Aurelio Valerio Diocleziano Augusto II
Marco Giunio Massimo II,
Vettio Aquilino
Predecessore Praefectus urbi Successore
Settimio Aquindino 11 gennaio 295—18 febbraio 296 Cassio Dione