Gaio Aurelio Cotta

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Gaio Aurelio Cotta
Roman SPQR banner.svg Console della Repubblica romana
Nome originale Gaius Aurelius Cotta
Gens Aurelia
Consolato 75 a.C.

Gaio Aurelio Cotta (124 a.C. circa – 73 a.C.) è stato un politico e oratore romano, esponente della gens Aurelia.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Il padre Marco Aurelio Cotta era stato pretore; la madre Rutilia Rufa era stata sposata dapprima con il fratello del padre, il console Lucio Aurelio Cotta, ed era sorella di Publio Rutilio Rufo, console nel 108 a.C. Lui stesso era zio materno di Gaio Giulio Cesare per parte della sorellastra Aurelia Cotta. Nel 92 a.C. difese in un processo lo zio Publio Rutilio Rufo, ingiustamente accusato di essersi macchiato di concussione in Asia. Era in stretti rapporti con il tribuno della plebe Marco Livio Druso, che fu ucciso nel 91 a.C.; nello stesso anno anche Gaio Aurelio Cotta avanzò, senza successo, la sua candidatura al tribunato. Poco tempo dopo fu processato, come prevedeva la lex Varia, per aver fornito aiuto agli Italici durante la guerra sociale, e, per evitare una condanna, decise di andare in esilio volontario.

Non fece ritorno in Italia fino all'82 a.C., durante la dittatura dell'ottimate Lucio Cornelio Silla. Vicino allo stesso Silla, poté intercedere presso di lui perché desistesse dall'idea di ordinare l'uccisione del giovane nipote Gaio Giulio Cesare, che si era rifiutato di divorziare dalla moglie Cornelia. Nel 75 a.C. divenne console, e attirò a sé le ostilità dell'aristocrazia abrogando le leggi di Silla che impedivano ai tribuni della plebe di accedere alle magitrature superiori. Contemporaneamente, il fratello Lucio Aurelio Cotta fece abrogare una legge de iudiciis privatis, di cui non si hanno ulteriori notizie. Ottenne alcune vittorie in Gallia di cui non abbiamo notizie, e gli fu di conseguenza tributato il trionfo; il giorno precedente alla cerimonia, tuttavia, venne a morte a causa della riapertura di una vecchia ferita: nelle opere di Cicerone, infatti, si legge che Gaio Aurelio Cotta fu colpito da un proiettile scagliato da una balista mentre si trovava in un villaggio della Gallia. Si trattò di un incidente, ma il proiettile diretto contro di lui lo colpì alle spalle, ferendolo. I soldati che avevano erroneamente scagliato il proiettile tentarono di dissimulare l'incidente, fingendo che si fosse trattato, in realtà, di un agguato ordito da Galli Druidi; furono tuttavia processati e condannati a morte.

Secondo Cicerone Publio Sulpicio Rufo e Cotta erano i migliori giovani oratori del loro tempo: incapace di raggiungere le vette dell'arte oratoria, Cotta doveva i suoi successi principalmente alla ricerca e all'investigazione dei fatti. Si atteneva sempre a ciò che era essenziale nei casi che affrontava, evitando ogni inutile digressione; il suo stile era puro e semplice. Da Cicerone Cotta è introdotto come uno degli interlocutori del De oratore e del De natura deorum (libro III), dove sostiene i princìpi della Nuova Accademia. I frammenti di Sallustio contengono parte di un suo discorso pronunciato per placare il malumore della plebe, insoddisfatta a causa del mancato approvvigionamento di frumento.

Albero Genealogico[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Fonti primarie
Fonti secondarie
Predecessore Console romano Successore Consul et lictores.png
Gneo Ottavio
Gaio Scribonio Curione
(75 a.C.)
con Lucio Ottavio
Marco Aurelio Cotta,
Lucio Licinio Lucullo
Controllo di autorità VIAF: (EN17614022 · GND: (DE102385807