Fritz Tornow

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Fritz Tornow
NascitaBerlino, 27 luglio 1924
Morte?, ?
Dati militari
Paese servitoGermania Germania nazista
Forza armataBalkenkreuz.svg Wehrmacht
ArmaHeer
GradoFeldwebel
Fonti nel corpo del testo
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Fritz Tornow (Berlino, 27 luglio 1924 – ...) è stato un sergente dell'esercito tedesco che ha servito come conduttore di Blondi, il cane pastore tedesco di Adolf Hitler.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Tornow aveva il compito di prendersi cura di Blondi, il cane di Hitler, così come dei suoi cuccioli e dei cani di Eva Braun.[1] Oltre a questi cani, Tornow aveva un proprio bassotto.

Durante gli ultimi giorni della seconda guerra mondiale, Tornow fu uno dei pochi uomini del personale rimasti nel Führerbunker. Durante il corso del 29 aprile 1945, Hitler apprese della morte del suo alleato, Benito Mussolini, il quale era stato ucciso dai partigiani italiani. Questo fatto, unito all'avanzata dell'Armata Rossa verso la Cancelleria del Reich, rafforzò l'idea di Hitler di non voler essere catturato vivo dai sovietici. Quel pomeriggio, Hitler espresse dubbi sulle capsule di cianuro che aveva ricevuto dalle SS di Heinrich Himmler.[2] Per verificare le potenzialità delle capsule, Hitler ordinò al dr. Werner Haase di testarle sul suo cane, Blondi. Tornow dovette forzare il cane ad aprire la propria mascella mentre Haase le faceva ingerire la capsula. Tornow fu turbato da questi eventi, ancora di più quando il cane morì, come ci si aspettava.[3][4][5]

Secondo un rapporto ordinato da Stalin e basato su testimoni dei fatti, Tornow fu ancora più mortificato quando gli fu ordinato di sparare ai cuccioli di Blondi.[6][7] Il 30 aprile, Tornow prese uno ad uno i cuccioli di Blondi e li uccise nel giardino della cancelleria del Reich, al di fuori del Führerbunker, dopo il suicidio di Hitler ed Eva Braun. Uccise anche i due cani di Eva Braun, i cani di Gerda Christian ed il suo bassotto.[8][9][10]

Il 2 maggio 1945 l'Armata Rossa prese il controllo del Führerbunker. Tornow fu uno dei cinque occupanti del bunker;[11] gli altri erano il dr. Haase, le infermiere Erna Flegel e Liselotte Chervinska, e Johannes Hentschel. Essi poi si arresero alle truppe sovietiche.[12]

Nella cultura di massa[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Hitler's Berghof: Then and Now.
  2. ^ Kershaw 2008, pp. 951–953.
  3. ^ Kershaw 2008, p. 952.
  4. ^ Luigi Guarnieri, Il sosia di Hitler, Mondadori, ISBN 9788852053955.
  5. ^ (EN) Armin Lehmann e Tim Carroll, In Hitler's Bunker: A Boy Soldier's Eyewitness Account of the Führer's Last Days, Mainstream Publishing, 12 agosto 2011, ISBN 9781780573021.
  6. ^ 'He watched as cyanide was slipped into his dog’s mouth. He was emotionless. He only wanted to know if it worked': Hitler’s confidantes describe his last days in extraordinary never-before-seen interviews, in Mail Online.
  7. ^ (EN) On the 70th anniversary of his death, five facts about Hitler's final hours, in The Independent, 30 aprile 2015.
  8. ^ Eberle & Uhl 2005, p. 273.
  9. ^ Lehmann & Carroll 2005, p. 169.
  10. ^ O'Donnell 1978, p. 166.
  11. ^ https://www.thejc.com/culture/books/why-i-had-to-expose-the-secret-of-hitler-1.66572, su www.thejc.com.
  12. ^ Vinogradov, Pogonyi & Teptzov 2005, p. 62.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Eberle, Henrik; Uhl, Matdias, eds. (2005). The Hitwer Book: The Secret Dossier Prepared for Stalin. New York: PublicAffairs. ISBN 1-58648-366-8.
  • Lehmann, Armin Dieter; Carroll, Tim M. (2005). In Hitler's Bunker: A Boy Soldier's Eyewitness Account of the Fuhrer's Last Days. The Lyons Press. ISBN 1-59228-578-3.
  • Kershaw, Ian (2008). Hitler: A Biography. New York: W. W. Norton & Company. ISBN 978-0-393-06757-6.
  • O'Donnell, James (1978). The Bunker: The History of the Reich Chancellery Group. Boston: Houghton Mifflin, ISBN 0-395-25719-0.
  • Vinogradov, V. K.; Pogonyi, J. F.; Teptzov, N. V., eds. (2005). Hitler's Death: Russia's Last Great Secret from the Files of the KGB. London: Chaucer Press. ISBN 978-1-904449-13-3.