La caduta - Gli ultimi giorni di Hitler

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La caduta - Gli ultimi giorni di Hitler
La caduta film.jpg
Adolf Hitler (Bruno Ganz) prima di suicidarsi
Titolo originale Der Untergang
Paese di produzione Germania
Anno 2004
Durata 150 min
  • 178 min (versione estesa)
Rapporto 1,85:1
Genere biografico, drammatico, azione, guerra, storico
Regia Oliver Hirschbiegel
Soggetto Bernd Eichinger
Sceneggiatura Bernd Eichinger
Produttore Bernd Eichinger
Produttore esecutivo Christine Rothe
Distribuzione (Italia) 01 Distribution
Fotografia Rainer Klausmann
Montaggio Hans Funck
Effetti speciali Michael Alekseev Dirk Lange
Musiche Stephan Zacharias
Scenografia Bernd Lepel
Costumi Claudia Bobsin
Trucco Peter Bour, Tamara Frid, Francis Jadoul
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani
Premi
« Già domani milioni di persone mi malediranno, ma è questo che ha voluto il destino. »
(Adolf Hitler, interpretato da Bruno Ganz)
« Se la guerra è persa, non mi importa che il popolo muoia. Non verserò una sola lacrima per loro. Non meritano nulla di meglio. »
(Tagline del film)

La caduta - Gli ultimi giorni di Hitler (Der Untergang) è un film tedesco del 2004, diretto da Oliver Hirschbiegel.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Nel novembre 1942 Adolf Hitler, durante una riunione alla Tana del Lupo di Rastenburg, assume Junge come sua segretaria.

Il 20 aprile 1945, durante la battaglia di Berlino, un bombardamento d'artiglieria sveglia Traudl, la collega Gerda Christian e la cuoca Constanze Manziarly nella loro stanza del Führerbunker. Hitler viene informato dal generale Wilhelm Burgdorf e poi da Karl Koller che Berlino è sotto attacco e che l'Armata Rossa è avanzata fino ad arrivare in un raggio di 12 chilometri dal centro della capitale. Al ricevimento del cinquantaseiesimo compleanno del Führer, il Reichsführer-SS Heinrich Himmler e il suo aiutante generale Hermann Fegelein cercano invano di convincere il dittatore a lasciare la città, ma Hitler rifiuta. Himmler cerca di negoziare i termini di resa con gli Alleati occidentali all'insaputa di Hitler. Intanto, in un'altra parte della capitale, un gruppo di membri della Gioventù hitleriana stanno rafforzando le difese. Peter, uno dei membri, viene sollecitato dal padre a disertare, ma rifiuta ostinatamente.

In un'altra parte della città, il medico e tenente colonnello delle SS Ernst-Günther Schenck cerca di convincere un generale di ignorare un ordine di evacuazione ed è quindi richiesto dal Brigadeführer Wilhelm Mohnke di portare tutte le forniture mediche disponibili per la Cancelleria del Reich. Durante la sera, Hitler discute con il suo architetto Albert Speer a proposito della sua nuova politica di terra bruciata, mentre Eva Braun organizza una festa per gli abitanti del bunker, che viene però interrotta da una cannonata sovietica.

Il 21 aprile, mentre la sua unità è fuori a combattere i sovietici, il generale Helmuth Weidling va al bunker in attesa di essere fucilato per aver ordinato un ritiro a ovest. Dopo aver spiegato al generale Hans Krebs e a Burgdorf che si è trattato di un equivoco, viene promosso dal feldmaresciallo Wilhelm Keitel con l'obiettivo di sorvegliare le difese fatiscenti di Berlino. Il 22 aprile il Führer ordina un attacco della divisione del generale Felix Steiner per respingere l'avanzata dei russi, ma viene informato da Krebs e dal generale Alfred Jodl che Steiner manca di forze sufficienti per l'attacco. Dopo aver respinto tutti gli ufficiali dalla sala conferenze ad eccezione di Keitel, Jodl, Krebs, e Burgdorf, Hitler scoppia in una crisi di rabbia.

Dopo aver visto dei civili combattenti morire inutilmente in battaglia, Mohnke affronta il ministro della propaganda Joseph Goebbels e cerca di persuaderlo a far evacuare i civili. Goebbels risponde a Mohnke che non ha nessuna compassione per i civili, siccome hanno già scelto il loro destino. Hitler perde il senso della realtà e ordina al feldmaresciallo Keitel di trovare l'ammiraglio Karl Dönitz, che il Führer crede stia raccogliendo truppe del nord, e di aiutarlo a pianificare un'offensiva per ritrovare i campi petroliferi rumeni.

La notte del 23 aprile il Reichsleiter Martin Bormann interrompe un incontro tra Hitler, Goebbels e Walther Hewel leggendo un telegramma del maresciallo Hermann Göring, proponendo il permesso di assumere il comando e diventare capo di Stato. Hitler risponde rabbiosamente ordinando di degradare e arrestare Göring, dopodiché nomina Robert Ritter von Greim come suo sostituto. Più tardi, Hitler riceve nuovamente la visita di Speer, il quale informa, durante un colloquio privato, che ha ignorato i suoi ordini di terra bruciata. Hitler tuttavia non punisce Speer e quest'ultimo, sebbene non stringe la mano del Führer, lo saluta per poi abbandonare Berlino.

A cena, Hitler riceve un rapporto che Himmler ha contattato il diplomatico Folke Bernadotte nel tentativo di negoziare la resa. In preda all'ira, ordina a von Greim e alla sua amante Hanna Reitsch di trovare Himmler e Fegelein e portarli al suo cospetto. Dopo essere stato informato dalla sua guardia del corpo Otto Günsche che Fegelein ha abbandonato il bunker, Hitler ordina comunque di continuare le ricerche e di giustiziarlo per tradimento.

Il 28 aprile, il Reichsphysician delle SS Ernst-Robert Grawitz, capo della Croce Rossa tedesca, chiede il permesso a Hitler di evacuare Berlino per paura di rappresaglie da parte dei russi per le sue azioni. Hitler rifiuta ancora una volta la proposta e Grawitz va a casa uccidendo se stesso e la sua famiglia con delle granate. Quella stessa notte, Fegelein viene trovato e sommariamente fucilato.

Le notizie si fanno ancora più cupe quando Weidling dice a Hitler che non ci sono riserve e Mohnke riferisce che i sovietici sono a 300 o 400 metri dalla Cancelleria del Reich. Hitler rassicura gli ufficiali che il generale Walther Wenck della 12ª Armata li salverà dalla situazione. Dopo che il Führer lascia la sala conferenze, i generali sono tutti d'accordo che l'attacco di Wenck non sarà in grado di fermare l'avanzata dei russi. Dopo la mezzanotte del 29 aprile, Hitler, con l'aiuto di Traudl, detta il suo testamento politico, prima di sposare Eva Braun. Dopodiché ordina a Gunsche di bruciare le sue spoglie una volta compiuto il suicidio, per poi ordinare a Goebbels di lasciare Berlino, ma quest'ultimo rifiuta.

Il 30 aprile, i dottori Schenk, Werner Haase e l'infermiera Erna Flegel vengono convocati nel bunker per essere ringraziati dal Führer per i loro servizi medici nei confronti dei feriti. Il dottor Haase spiega a Hitler il metodo migliore per il suicidio e, per verificare l'effetto letale del cianuro per Eva Braun, lo somministra a Blondi, il pastore tedesco del dittatore. Dopo aver mangiato il suo ultimo pasto, Hitler saluta tutto il personale bunker e decora Magda Goebbels con l'Insegna d'oro del Partito Nazionalsocialista dei Lavoratori Tedeschi come "la più eroica madre del Reich". Emotivamente impressionata dal gesto, Magda si reca nello studio di Hitler e cerca disperatamente di convincerlo ancora una volta a riconsiderare il suicidio, ma il Führer non lo fa in quanto è il destino che ha voluto così. Alle 15:30 del pomeriggio, Eva si uccide col cianuro, Hitler si spara alla testa e i loro corpi vengono infine cremati nel cortile della Cancelleria.

La sera stessa, Krebs incontra il generale Vasily Chuikov per tentare di negoziare le condizioni di pace, ma senza successo. Goebbels rimprovera i suoi generali, ricordando a loro che Hitler aveva proibito la capitolazione. Hans Fritsche lascia la sala riunioni per cercare di prendere la situazione nelle proprie mani, per poi essere quasi ucciso da un indignato Burgdorf. Intanto, con l'aiuto del medico delle SS Ludwig StumpfeggerMagda uccide i suoi sei bambini con il cianuro. Dopodiché, lei e suo marito Joseph si recano nel giardino della Cancelleria, dove Goebbels spara alla moglie e poi rivolge la pistola su se stesso. Il resto del personale nel bunker comincia ad evacuare mentre Krebs e Burgdorf si suicidano anche loro. Contemporaneamente, Weidling trasmette un messaggio alla città che Hitler è morto e che sarà alla ricerca di un accordo per cessare le ostilità.

Traudl, Gerda e le restanti truppe delle SS lasciano il bunker insieme a Schenck, Mohnke e Günsche. Hewel riesce a unirsi a loro, ma dopo aver appreso la capitolazione si spara. Nel frattempo, i bambini soldato sono tutti caduti vittima della tassa russa tranne Peter, che scopre che una squadra ha giustiziato i suoi genitori. Mentre le truppe dell'Armata Rossa sono nelle strade, Traudl decide di lasciare. Peter la accompagna in mezzo alle truppe e si affrettano a lasciare la città. Ad un ponte in rovina, Peter trova una bicicletta e pedala con Traudl lontano da Berlino.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Il Führerbunker nel 1947 poco prima della demolizione

Sceneggiatura[modifica | modifica wikitesto]

Il film è ispirato da due libri: La disfatta, scritto da Joachim Fest, storico del Terzo Reich ed autore di biografie su Hitler,[1] e Fino all'ultima ora, diario di Traudl Junge, segretaria del Führer.

Riprese[modifica | modifica wikitesto]

Il film è stato girato a Berlino e Monaco di Baviera, mentre le riprese degli esterni sono state effettuate in Russia, a San Pietroburgo.[2] La vicenda si svolge prevalentemente nel bunker della Cancelleria. Il regista Hirschbiegel volle ricostruire accuratamente l'aspetto e l'atmosfera decadente del bunker attingendo dalle memorie di testimoni oculari dell'epoca, sopravvissuti, e da altre fonti storiche.

Per prepararsi all'interpretazione del personaggio, Bruno Ganz ha visionato ed ascoltato per ore filmati e registrazioni dei famosi discorsi di Hitler, per poterlo imitare nel migliore dei modi possibili (anche nell'accento austriaco).

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

Alla sua uscita nel 2004 il film riscosse recensioni molto favorevoli da parte della critica. Sul sito Rotten Tomatoes ha una percentuale di gradimento del 91%, basata su 136 recensioni con un punteggio medio totale pari a 8.1 su 10. Inoltre il film ha un punteggio di 82 su 100 su Metacritic basato su 35 recensioni da parte di critici professionisti.[3]

In Germania il film provocò una serie di dibattiti sulla stampa. Il tabloid Bild si domandò in un articolo: "Siamo autorizzati a mostrare il "mostro" [Adolf Hitler] come un essere umano?".

Il film ricevette una nomination come miglior film straniero agli Academy Awards del 2005, ma non si aggiudicò la statuetta. Nello stesso anno, la pellicola vinse il concorso World Cinema della BBC Four,[4] ed il premio British Independent Film Awards come miglior film straniero. Nel 2006 fu la volta del Premio Robert come miglior film straniero non statunitense, e del Kansas City Film Critics Circle Awards, sempre come miglior film straniero.

Particolarmente lodata fu la performance attoriale di Bruno Ganz nella parte di Hitler, e nel 2014, il sito internet Watchmojo.com la ha dichiarata "miglior interpretazione di sempre di un "cattivo" realmente esistito", battendo altri nomi in lizza quali Forest Whitaker e Charlize Theron, rispettivamente interpreti sullo schermo di Idi Amin e Aileen Wuornos.[5]

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

Data di uscita[modifica | modifica wikitesto]

Edizioni home video[modifica | modifica wikitesto]

DVD[modifica | modifica wikitesto]

In Italia il film è uscito in DVD il giorno 15 giugno 2007. Distribuito da 01 Distribution è in italiano, Dolby Digital 5.1, e tedesco, Dolby Digital 5.1, sottotitolato in italiano per non udenti.[7]

Inesattezze storiche[modifica | modifica wikitesto]

  • Nel film il dottor Schenck viene mandato in un ospedale di Berlino, ormai preso dai sovietici, a recuperare bende, medicine e fiale di penicillina. Il film è ambientato nel 1945 e, mentre la penicillina era stata isolata nel 1940 da alcuni ricercatori inglesi (Fleming fu il primo), solo nel 1947 fu introdotta nella pratica ospedaliera.
  • Verso la fine del film Hitler chiama in disparte Otto Günsche e gli dà disposizioni di bruciare il proprio corpo e quello di Eva Braun subito dopo il loro suicidio. Mentre il Führer parla, Günsche, anziché stare sull'attenti, ascolta con le mani dietro la schiena, quasi confidenzialmente, cosa completamente impossibile in presenza di Hitler, sempre riverito e omaggiato da tutti.
  • La morte di Joseph e Magda Goebbels è differente: nella realtà i due si fecero uccidere da un attendente e non compirono il gesto di omicidio-suicidio come visto nel film.
  • Nella realtà Hitler aveva gli occhi azzurri, mentre nel film ha gli occhi castani.

Parodie su internet[modifica | modifica wikitesto]

Dall'uscita del film fino ad oggi sul web sono stati creati numerosi video parodia di scene scelte del film, con l'aggiunta di sottotitoli fuorvianti alla lingua originale, per creare varie storie e sequenze comiche. Il motivo risale all'ilarità che produce la figura isterica di Hitler nei momenti di sconforto nella trama, come ad esempio nella scena cult, in cui nel bunker di Hitler viene comunicata la notizia del tradimento di Steiner. La produzione del film e lo stesso Bruno Ganz hanno ben accolto questo boom di parodie.

Le parodie, come anche il film stesso, nel corso egli anni hanno acquisito lo status di "cult", generando addirittura un gruppo di Youtuber che si autodefiniscono "Untergangers" (dal titolo originale del film),[8][9] devoti a postare in rete video parodie di La caduta. Alcuni di essi hanno persino motivato la loro scelta.[10] Stacy Lee Blackmon, una utente di YouTube creatrice del canale "Hitler Rants Parodies",[11] al gennaio 2017 ha postato a suo nome oltre 1500 video in merito. In un'intervista concessa alla rivista svedese Kobra, Blackmon negò che i fautori della parodie possano essere dei simpatizzanti neonazisti, ribadendo come la comunità Unterganger condanni il Nazismo.[9]

Il regista del film, Oliver Hirschbiegel, nel corso di un'intervista del 2010 alla rivista New York, si espresse favorevolmente nei confronti delle parodie apparse su internet, dichiarando che alcune di esse sono molto divertenti ed una diretta estensione di quello che era lo scopo reale della pellicola: "buttare giù dal piedistallo queste persone orribili, rendendole reali e sfatando la loro immagine da demoni".[12] Tuttavia, la Constantin Film, casa distributrice del film, tenne un atteggiamento "ambivalente" verso le parodie di La caduta - Gli ultimi giorni di Hitler e, in alcuni casi, richiese la rimozione immediata dei video.[13] Il 21 aprile 2010, iniziò la rimozione ufficiale di vari video-parodia da YouTube.[14]

Nell'ottobre 2010, YouTube rimosse il blocco verso le parodie de La caduta, permettendone nuovamente l'immissione in rete.[15] Corynne McSherry, avvocato specializzato in materia di infrazione del copyright e libertà d'espressione[16] per la Electronic Frontier Foundation, dichiarò: «Tutte le parodie del film che ho visionato fanno un ampio uso di idee originali e quindi non infrangono le leggi sul diritto d'autore, e di conseguenza, non devono essere rimosse».[17] La Constantin Film finì per produrre e distribuire la commedia Lui è tornato (2015), incentrata su Hitler, che include essa stessa numerose parodie di scene trattate ne La caduta.[18]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ amazon.it
  2. ^ cinekolossal.com
  3. ^ Downfall, su Metacritic, 2004.
  4. ^ Downfall wins BBC world film gong, in BBC, 26 gennaio 2006. URL consultato il 20 luglio 2009.
  5. ^ http://www.watchmojo.com/video/id/11954
  6. ^ imdb.com - date di uscita
  7. ^ mymovies.it
  8. ^ Internetting: a user's guide #18 - How downfall gained cult status, in The Guardian (Londra), 5 luglio 2013. URL consultato il 10 luglio 2013 (archiviato dall'url originale il 31 ottobre 2013).
  9. ^ a b (SV) Kobra - Del 2 av 12: Hitlerhumor, SVT Play. URL consultato il 23 marzo 2013 (archiviato dall'url originale il 23 marzo 2013).
  10. ^ Benny Evangelista, Parody, copyright law clash in online clips, in San Francisco Chronicle, 23 luglio 2010. URL consultato il 19 febbraio 2012.
  11. ^ The Passion of the Hitler: The World's Most Prolific Downfall Parodist Speaks, Heeb. URL consultato il 27 dicembre 2012.
  12. ^ Emma Rosenblum, The Director of Downfall Speaks Out on All Those Angry YouTube Hitlers, in New York, 15 gennaio 2010. URL consultato il 16 gennaio 2010.
  13. ^ Finlo Rohrer, The rise, rise and rise of the Downfall Hitler parody, BBC News, 13 aprile 2010. URL consultato il 13 aprile 2010.
  14. ^ Finlo Rohrer, Downfall filmmakers want YouTube to take down Hitler spoofs, in The Guardian (Londra), 21 aprile 2010. URL consultato il 21 aprile 2010.
  15. ^ Constantin Film are not blocking parodies any more, s1.zetaboards.com. URL consultato il 23 ottobre 2010.
  16. ^ EFF's Staff | Electronic Frontier Foundation, Eff.org, 25 aprile 2011. URL consultato il 12 luglio 2012.
  17. ^ YouTube Pulls Hitler 'Downfall' Parodies, NPR, 23 aprile 2010. URL consultato il 12 luglio 2012.
  18. ^ Führer Humor: The Art of the Nazi Comedy, The Atlantic, 20 dicembre 2015. URL consultato il 23 giugno 2016.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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