Francesco Raimondo Adami

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Basilica della Santissima Annunziata. Casa madre dei Serviti (1856)

Francesco Raimondo Adami (Livorno, 1711Livorno, 1792) è stato un religioso, teologo e collezionista d'arte italiano, priore generale dell'Ordine dei Serviti.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Monogramma dei Servi di Maria

Nato a Livorno nel 1711, dopo aver studiato presso i gesuiti e gli scolopi,[1] nel 1729 Adami si fece frate nel monastero fiorentino dell'Annunziata, appartenente all'Ordine dei Servi di Maria.[1]

Docente di filosofia e teologia a Firenze, nel 1742 iniziò le pubblicazioni del Giornale de' Letterati con il proposito di esporre le novità più significative nel campo scientifico e letterario.[2] La rivista, di cui l'Adami fu per un periodo l'unico contributore, ebbe periodicità irregolare, dapprima stampata a Firenze s'interruppe nel 1753, riprese nel 1757 stampata a Pisa, per cessare definitivamente nel 1762.[1][3]

Nel 1744 Adami fu chiamato a sostituire, in qualità di supplente, Giampietro Francelli, docente di teologia dogmatica presso l'Università di Pisa, nominato priore generale dei serviti.[1] Nel 1749 fu nominato titolare della stessa cattedra tenendola per quasi vent'anni, fino al 1768, quando lui stesso fu nominato priore generale del suo Ordine.[1] Riassunse nuovamente il vecchio ruolo di docente nella stessa materia nel 1774 per lasciarlo definitivamente, causa l'età, nel 1789.[1]

Morì poco dopo, nel 1792, a ottantuno anni nella sua città natale.[1]

La polemica con Giovanni Lami[modifica | modifica wikitesto]

L'Adami polemizzò vivacemente con il teologo Giovanni Lami che, con lo pseudonimo di Clemente Bini, aveva criticato alcuni scritti di Giovanni Gualberto De Soria, professore all'ateneo pisano.[1] Adami, con lo pseudonimo di Gelaste Megistoforo, in due successivi scritti pubblicati nel 1746 e 1747,[4] che provocarono molto clamore,[2] sostenne, in ossequio alle idee del grande filosofo e matematico tedesco Leibniz e al suo principio di ragion sufficiente, che Dio, nella sua infinita bontà, aveva creato, tra tutti gli Universi possibili, quello migliore.[1][5] Il Lami replicò a sua volta alle critiche di Adami pubblicando nel 1747 le Riflessioni sopra la lettera di Gelaste Mastigoforo...[6] che posero fine alla polemica.

Adami collezionista d'arte[modifica | modifica wikitesto]

Adami, che ebbe interessi culturali diversi oltre quelli filosofici e teologici, tra i quali pure gli studi matematici con l'insegnamento dello scolopio Odoardo Corsini,[2] nella metà del XVIII secolo, cominciò a interessarsi anche di arti, numismatica e antiquaria.[2] Promosse il rifacimento della decorazione della sagrestia della Santissima Annunziata con le opere del pittore Pietro Giarrè[7] e le sculture di Pompeo Ticciati.

Si impegnò, inoltre, ad accrescere la biblioteca conventuale con incunaboli ed edizioni rare.[2] Raccolse, conservandoli nelle sue stanze private, monete e medaglie, avori, vasi antichi, dipinti e piccoli bronzi.[2] Ormai anziano, negli ultimi anni della sua vita, curò il trasferimento dei preziosi oggetti, concluso nel 1789, dalle sue stanze in locali allestiti all'interno della biblioteca: il Museo Adamiano.[2]

Confrontro tra lesioni da vaiolo e variolizzazione (a sinistra)

In difesa dell'innesto del vaiolo[modifica | modifica wikitesto]

A riprova della varietà degli interessi culturali dell'Adami, estesa anche ad argomenti scientifici, si può citare un articolo, apparso inizialmente sul Giornale de' Letterati nel 1758, in difesa dell'inoculazione nell'individuo da immunizzare, di materiale prelevato da lesioni vaiolose. Tale pratica, definita variolizzazione, non esente dai rischi, precedette la più efficace vaccinazione del medico britannico Edward Jenner. [1] Lo scritto, che destò notevole interesse, fu poi inserito in un volume,[8] stampato a Milano nel 1762, con scritti analoghi di altri due dottissimi teologhi toscani[9] Giovanni Lorenzo Berti[10] e Gaetano Veraci.[11] Il volume ebbe una seconda edizione a Pisa nell'anno successivo.[12]

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • Lettere di Gelaste Mastigoforo all'eccellentissimo signor dottore Clemente Bini per communicargli le riflessioni fatte sopra le lettere critiche dal medesimo scritte contro le dissertazioni anonime intorno all'esistenza di Dio, ed immortalità dello spirito umano, Lucca, nella stamperia di Filippo Maria Benedini, 1746.
  • Lettera seconda di Gelaste Mastigoforo all'eccellentissimo sig. dottore Clemente Bini [...], Lucca, nella stamperia di Filippo Maria Benedini, 1747.
  • Tre consulti, fatti in difesa dell'innesto del vaiuolo da tre dottissimi teologhi toscani viventi e dedicati dall'editore all'eminentissimo principe il sig. cardinale Ignazio Michele Crivelli..., con Giovanni Lorenzo Berti e Gaetano Veraci, Milano, appresso Giuseppe Galleazzi, 1762.
  • Methodus studii philosophici, et theologici atque affinium quarumdam disciplinarum cui vacare debent integro novennio religiosi juvenes sacri ordinis servorum Mariae cum elencho quaestionum ad eisdem exponendarum in examine ante graduum assecutionem, Florentiae, apud Josephum Allegrini, & socios, 1769.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f g h i j Fonte: G. Miccoli, Dizionario Biografico degli Italiani, riferimenti e link in Bibliografia.
  2. ^ a b c d e f g Fonte: A. Tartuferi e G. Tormen, La fortuna dei primitivi. Tesori d’arte dalle collezioni italiane fra Sette e Ottocento, riferimenti in Bibliografia.
  3. ^ Tiziana Fiorini, Raffaello Ceschi, Stefano Bolla, La biblioteca di Vincenzo Dalberti, Edizioni Casagrande, 1991, p. 150, nota n. 787. (Google Libri).
  4. ^ Lettere di Gelaste Mastigoforo... e Lettera seconda di Gelaste Mastigoforo all'eccellentissimo signor dottore Clemente Bini... (vedi Opere).
  5. ^ L'idea di Leibniz del migliore dei mondi possibili fu oggetto di feroce sarcasmo nella più celebre opera di Voltaire: Candido. Nel suo romanzo Voltaire affida al dottor Pangloss, nonostante tutte le sue disgrazie, la difesa tenace, ostinata e senza limiti del principio leibniziano.
  6. ^ Riflessioni sopra la lettera di Gelaste Mastigoforo in risposta alla prima scritta dal signor dottore Clemente Bini contro alcune dissertazioni metafisiche d'un professore di Pisa, Firenze, presso Andrea Bonducci, 1747.
  7. ^ Susanne Adine Meyer, «GIARRÈ, Pietro» in Dizionario Biografico degli Italiani, Volume 54, 2000.
  8. ^ Tre consulti, fatti in difesa dell'innesto del vaiuolo da tre dottissimi teologhi toscani viventi..., vedi Opere.
  9. ^ Così sono definiti gli autori nel frontespizio del volume.
  10. ^ Teologo e letterato (Seravezza 1696 - Pisa 1766), Enciclopedie on line
  11. ^ Professore di teologia, poeta, priore di san Miniato fra le Torri a Firenze. Autore con Gino Coda e con lo pseudonimo di Scarpafico Codacci di Cicalata sopra la coda... del 1765. Google Libri.
  12. ^ Pisa, per Gio. Paolo Giovannelli e comp. stampatori dell'Almo Studio pisano, 1763. Catalogo Opac SBN.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giovanni Miccoli, «ADAMI, Francesco Raimondo» in Dizionario Biografico degli Italiani, Volume 1, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1960.
  • Angelo Tartuferi e Gianluca Tormen, La fortuna dei primitivi. Tesori d'arte dalle collezioni italiane fra Sette e Ottocento, Capitolo III Il collezionismo a Firenze e in Toscana di Sonia Chiodo, Catalogo della Mostra tenuta a Firenze nel 2014, Firenze-Milano, Giunti, 2014, p. 225 e seg. ISBN 978-88-09-79431-3. (Consultazione parziale in Google Libri).

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Opere di Adami consultabili in rete[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN173175192 · ISNI (EN0000 0001 2339 5445 · SBN IT\ICCU\CFIV\161015 · GND (DE1013774620 · CERL cnp01297419 · WorldCat Identities (ENviaf-173175192
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