Fontana di piazza Santa Maria in Trastevere

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Coordinate: 41°53′22.2″N 12°28′13.08″E / 41.8895°N 12.4703°E41.8895; 12.4703

La fontana in piazza Santa Maria in Trastevere.

La fontana di piazza Santa Maria in Trastevere si trova a Roma, nella piazza antistante l'omonima basilica. La fontana è una realizzazione di Donato Bramante, con dei perfezionamenti successivi da parte di Gian Lorenzo Bernini e Carlo Fontana, su una preesistente opera forse di epoca imperiale.

Storia e descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Si ritiene sia la più antica fontana di Roma ancora funzionante, fatti salvi i restauri, gli interventi di vario tipo, e anche uno spostamento. Sembra infatti che la prima testimonianza di una fonte in quel luogo possa farsi risalire all'epoca augustea, sebbene non ne esistano prove assolutamente certe. La fonte doveva essere alimentata dall’Aqua Alsietina, l'acquedotto che Augusto aveva fatto costruire nel 2 a.C. per l'alimentazione della sua "naumachia", il lago artificiale per gli spettacoli di combattimenti navali realizzato nella zona di Trastevere[1]. L'acquedotto era probabilmente destinato fin dall'origine ad un tale scopo: l'acqua infatti non era potabile, e quando non veniva utilizzata per la naumachia era impiegata a scopi agricoli e per l'irrigazione dei “giardini di Cesare”, il parco che lo stesso Cesare volle fosse reso pubblico dopo la sua morte.

Il primo intervento sui resti del preesistente monumento romano sembra si possano far risalire alla fine dell'VIII secolo, ad opera di papa Adriano I (ma la notizia è riferita da cronache molto più tarde, della metà del XVII secolo). Da allora non se ne hanno più notizie fino al 1450, quando, per volontà di papa Niccolò V, in occasione del Giubileo risulta l'edificazione di una vasca quadrata, posta su gradini, al centro della quale, su un piedistallo con balaustri, erano due catini circolari di diversa dimensione. L'alimentazione era probabilmente assicurata dai resti dello stesso acquedotto Alsietino, ma probabili difficoltà nell'ottenere un flusso adeguato e costante portarono ben presto all'eliminazione del catino sommitale, che è già scomparso in una pianta di Roma risalente al 1474.

Tra il 1496 e il 1501 il primo restauro, ad opera, forse, del Bramante, che aggiunse al catino superstite degli ornamenti a forma di testa di lupo dalle cui fauci l'acqua cadeva nella vasca di base. Alla fine dello stesso XVI secolo si pone un successivo intervento di Giovanni Fontana, che fu talmente radicale da rappresentare, convenzionalmente, la data di edificazione dell'attuale fontana di piazza Santa Maria in Trastevere. Cambiò infatti, tra l'altro, la forma della vasca basale da quadrata ad ottagonale. Nel 1604 un ramo secondario dell'”Acqua Felice” raggiunse il lato destro del Tevere, e si provvide ben presto a sostituire la vecchia alimentazione fornita dall'ormai inadeguata Aqua Alsietina con il nuovo condotto, ad opera di Girolamo Rainaldi.

Realizzato poco dopo anche l'acquedotto dell'”Acqua Paola” sul vecchio tracciato dell'Acquedotto Traiano, si cambiò di nuovo l'alimentazione della fontana, visto che il nuovo condotto era ben più ricco del precedente[2]. L'impresa ne richiese però lo spostamento dalla originaria posizione sul lato opposto della chiesa, alla nuova sistemazione al centro della piazza. Questa volta l'opera fu affidato al Bernini, che nel 1658 completò la nuova fontana, innalzandola su gradini, apponendo sui lati della vasca ottagonale un'epigrafe commemorativa e gli stemmi di papa Alessandro VII, e aggiungendo quattro conchiglie su lati alterni, con le valve aperte rivolte verso l'esterno, dal retro dalle quali fuoriusciva l'acqua nell'altra valva, prima di cadere nella vasca maggiore.

Un successivo intervento, del 1694, porta la firma di Carlo Fontana, che ampliò la capienza della vasca, realizzandola in travertino, e si concentrò sull'ornamentazione delle quattro grosse conchiglie erette (e voltate stavolta verso l'interno della vasca) da cui far uscire l'acqua, in sostituzione delle precedenti, più piccole.

Ancora un restauro nel 1873, ad opera del Comune, in occasione del quale viene rifatta la vasca principale in marmo bardiglio e viene inoltre apposto un imponente S.P.Q.R. all'esterno delle conchiglie e, infine, un ultimo intervento nel 1984.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ La naumachia di Augusto doveva trovarsi nell'area dell'attuale piazza San Cosimato.
  2. ^ L'”Acqua Paola” forniva alla fontana 36 once di acqua invece delle precedenti 5.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Sergio Delli, Le fontane di Roma, Schwarz & Meyer Ed., Roma, 1985

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