Filippo Schiassi
Filippo Schiassi (Bologna, 13 dicembre 1763 – Bologna, 18 gennaio 1844) è stato un presbitero, archeologo, epigrafista e numismatico italiano.
Biografia
[modifica | modifica wikitesto]Nacque a Bologna il 13 dicembre 1763 da Francesco Saverio Schiassi e Marta Rovatti. In giovane età entrò in seminario, laureandosi poi in teologia intorno forse al 1789. Fu ordinato sacerdote e divenendo canonico presso la Cattedrale di San Pietro.[1]

Nel 1795 fu nominato professore di Storia ecclesiastica presso l'Università di Bologna, divenendo poi nel 1798 professore aiutante alla sala delle antichità dell'Istituto di scienze e venendo chiamato nel 1799 a sostituire Clotilde Tambroni nell'insegnamento di Lettere greche, poiché quest'ultima fu costretta ad abbandonare l'università dopo essersi rifiutata di giurare fedeltà alla neonata Repubblica Cisalpina. Dopo il riordinamento dell'ateneo nel 1803 divenne professore di Numismatica ed Antiquaria e poi nel 1815 professore di Archeologia, rimanendo attivo in quest'insegnamento fino al 1836; nel 1810 fu il fautore della riapertura del Museo antiquario dell'università[2], rimasto autonomo fino al 1881 (confluito poi nel Museo civico archeologico), e fu inoltre Reggente della stessa università tra il 1817 e il 1824.[1] A partire dal 1829 è stato socio corrispondente dell'Accademia delle Scienze di Torino.[3]
Fu un prolifico autore di pubblicazioni su argomenti di svariata natura, inerenti soprattutto ritrovamenti archeologici nel bolognese, epigrafia e numismatica; tra le sue opere più importanti figurano i Sermones Habiti, ossia una raccolta miscellanea di suoi discorsi tenuti nell'ambito dei suoi insegnamenti presso l'Università di Bologna, e il Lexicon epigraphicum Morcellianum.[1][4] Sotto lo pseudonimo di Ippofilo Assischio (anagramma del suo nome) compose inoltre diversi sonetti in occasione di matrimoni delle famiglie più influenti della città.[4] Operò inoltre come compositore di numerose iscrizioni latine soprattutto presso il cimitero monumentale della Certosa di Bologna, il cui vasto patrimonio epigrafico fu da lui stesso raccolto in un'opera edita in due volumi ed intitolata Specimen inscriptionum coemeterii Bononiensis[5], ma anche presso chiese e piazze del bolognese.[6]
Si occupò anche di scienze e, nel 1834, pubblicò il De luce , un trattato sulla meccano-luminescenza.[7][8]
Morì il 18 gennaio 1844 e fu sepolto nel sotterraneo[4] della Sala del Pantheon del cimitero della Certosa[1], nella quale vi era anche un suo busto realizzato dallo scultore Carlo Berozzi, oggi nei depositi del MAMbo.[9][10] Il 16 agosto dello stesso anno il Comune di Bologna deliberò il suo inserimento tra gli uomini illustri bolognesi.
Opere
[modifica | modifica wikitesto]- (LA) Specimen inscriptionum coemeterii Bononiensis, Bononiae, ex Typographia Josephi Lucchesiniii, 1809.
- (LA) Sermones Habiti, Bononiae, ex Typographia Josephi Lucchesiniii, 1817.
- (LA) Lexicon epigraphicum Morcellianum Schiassianum, 3 voll., 1835-1838.
Note
[modifica | modifica wikitesto]- 1 2 3 4 Filippo Schiassi, su badigit.comune.bologna.it, Biblioteca comunale dell'Archiginnasio. URL consultato il 15 marzo 2024.
- ↑ Giugno 1810. Il Museo di Antichità, su Bologna online. Cronologia di Bologna dal 1796 a oggi, Biblioteca Salaborsa, 27 marzo 2020, ultimo aggiornamento 24 novembre 2022. URL consultato il 15 marzo 2024.
- ↑ Filippo SCHIASSI, su accademiadellescienze.it, Accademia delle Scienze di Torino. URL consultato il 15 marzo 2024.
- 1 2 3 Roberto Martorelli, Schiassi Filippo, su Storia e Memoria di Bologna, Comune di Bologna. URL consultato il 28 dicembre 2025.
- ↑ 19 gennaio 1844. Muore il latinista Filippo Schiassi, su Bologna online. Cronologia di Bologna dal 1796 a oggi, Biblioteca Salaborsa, 4 settembre 2020, ultimo aggiornamento 6 febbraio 2024. URL consultato il 15 marzo 2024.
- ↑ Roberto Martorelli, Schiassi Filippo, su Storia e Memoria di Bologna, Comune di Bologna. URL consultato il 15 marzo 2024.«La sua capacità di epigrafista viene richiesta anche per le chiese e le piazze: si trovano così incisi suoi testi latini sia a Bologna (Ss. Gregorio e Siro) che in provincia (piazza di Castel S. Pietro, S. Maria di Baricella)»
- ↑ Marco Taddia e Lorella Guadagnini, LUCE DAI VETRI INFRANTI: GLI ESPERIMENTI DI FILIPPO SCHIASSI (1763-1844) (PDF), su soc.chim.it, dicembre 2016. URL consultato il 28 dicembre 2025.
- ↑ Filippo Schiassi, De luce quam corpora diffracta in tenebris emittunt : dissertatio complectens partes duas in quarum altera de sphaeris et phialis vitreis in altera de aliis quibusdam corporibus agitur, Bononiae, Ex officina Emygdii ab Ulmo et Josephi Tiocchi, 1832, SBN BA10034999.
- ↑ Settanta celebrità dimenticate, su Storia e Memoria di Bologna, Istituzione Bologna Musei. URL consultato il 28 dicembre 2025.
- ↑ Uomini illustri dichiarati dal Consiglio comunale pei quali è stata decretata la collocazione del rispettivo busto marmoreo nella Sala all'uopo destinata nel Cimitero comunale di Certosa (PDF), su Museo civico del Risorgimento, Archivio Storico del Comune di Bologna (archiviato dall'url originale il 16 febbraio 2023). (Scritture Private, Comune, 1876, n.180)
Altri progetti
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Wikisource contiene una pagina dedicata a Filippo Schiassi
Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Filippo Schiassi
Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- Roberto Martorelli, Schiassi Filippo, in Storia e Memoria di Bologna, Comune di Bologna.
- Filippo Schiassi, su accademiadellescienze.it, Accademia delle Scienze di Torino.
- Opere di Filippo Schiassi, su MLOL, Horizons Unlimited.
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 12297834 · ISNI (EN) 0000 0000 6140 2098 · SBN SBLV041912 · BAV 495/89216 · CERL cnp00946796 · LCCN (EN) no2009048188 · GND (DE) 128960981 · BNE (ES) XX1288146 (data) · BNF (FR) cb10452806n (data) |
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