Ferecide di Siro

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Ferecide di Siro

Ferecide di Siro (in greco antico Φερεκύδης, traslitterato in Pherekydes; Syros, ... – ...) è stato un filosofo greco antico,[1] ricordato da alcuni autori antichi come uno dei Sette sapienti greci[2].

Biografia e opere[modifica | modifica wikitesto]

Vissuto nel VI secolo a.C.,[3] indicato come figlio di Babis,[4] gli si attribuisce una vita di ottantacinque anni ma è incerta la sua data di nascita: Diogene Laerzio la pone al 584-1 a.C. essendo al culmine della sua vita (ovvero quaranta anni) durante la 59sima olimpiade (544-1 a.C.), mentre la Suda afferma che era nato nella 45sima olimpiade (600-597 a.C.).[5]

Ferecide è autore di una particolare teogonia, Le sette caverne (Ἑπτάμυχος), una delle prime opere in prosa della letteratura greca,[6] che ha fatto da collegamento fra gli scritti mitologici e il pensiero presocratico.[7] In quest'opera Ferecide segue la concezione esiodea dell'origine del mondo da un Caos primigenio identificato con l'Oceano omerico ma da un frammento risulta come egli affermi l'esistenza originaria di tre divinità primordiali ed eterne: Zas (Zeus), Chronos (il tempo, fuso con Kronos, Saturno) e Chthonie[8] dalle cui vicende sarebbero nati gli elementi naturali e «la grande stirpe degli dei».[9]

Busto del XX secolo di Ferecide collocato a Syros

Dai frammenti risulta un suo interesse per la teogonia dell'orfismo e un suo influsso su Pitagora, che secondo la tradizione sarebbe stato un suo discepolo[10] e che di lui si prese cura e lo seppellì a Delo.[11]

Si tramanda anche che per primo abbia svolto un discorso sulla metempsicosi[12][13] e che abbia scritto un'opera in dieci libri sulla Storia degli dei.[5]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Da non confondere con gli omonimi Ferecide di Atene, mitografo greco della prima metà del V secolo a. C. e Ferecide di Lero, erudito logografo del periodo ellenistico.
  2. ^ Clemente Alessandrino, Stromata, I, 14.
  3. ^ Nicola Abbagnano, Storia della filosofia. Volume 1, cit. p. 10; Gruppo Editoriale L'Espresso, 2006.
  4. ^ Diogene Laerzio, I, 116.
  5. ^ a b Suda φ 214 Adler.
  6. ^ La Suda (φ 214) lo indica come "il primo prosatore", ricordando che secondo altre fonti questo titolo era invece attribuito a Cadmo di Mileto.
  7. ^ Diogene Laerzio, I, 116 attesta che «Ferecide fu il primo a scrivere sulla natura e l'origine degli dei».
  8. ^ Parola greca usata da Ferecide per indicare una divinità cosmica originaria, Ctonie (Χθονίη, ovvero Sotterra, dall'aggettivo greco χθόνιος che significa sotterraneo).
  9. ^ H. Diels, Die Fragmente der Vorsokratiker, II 4ª ed., Berlino 1922, A 1
  10. ^ Ferecide di Siro, in Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 15 marzo 2011. URL consultato il 13 novembre 2015.
  11. ^ Diogene Laerzio, I, 118.
  12. ^ Annali del mondo, ossia Fasti Universali di tutti i tempi e di tutti i luoghi della terra ... , Volume 2, ed. Giuseppe Antonelli, 1835, p. 496.
  13. ^ Nicola Medaglia, Il tempo come linguaggio dell'essere, Pellegrini Editore, 2007 p. 213.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Fonti primarie
Fonti secondarie
  • H. Diels, Die Fragmente der Vorsokratiker, II 4ª ed., Berlino 1922, pp. 198-205
  • Hermann Sadun Schibli, Pherekydes of Syros, Oxford University Press, 1990, pp. 240
  • (EN) G.S. Kirk e J.E. Raven, The presocratic philosophers, Cambridge, Cambridge University Press, 1957, pp. 48-72.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN67258004 · GND: (DE118593757 · CERL: cnp00396108