Federica Rossi Gasparrini

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Federica Rossi Gasparrini

Deputato della Repubblica Italiana
Legislature XV
Gruppo
parlamentare
Italia dei Valori
Coalizione L'Unione
Circoscrizione Lazio 1
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politico Italia dei Valori (2006-2007)

UDEUR (2007-2008)

Federica Rossi Gasparrini (Stagno Lombardo, 1º maggio 1937) è una politica italiana.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Laureata in geologia, presidente nazionale DonnEuropee Federcasalinghe, è stata segretario generale della Confconsumatori, presidente del comitato di solidarietà "Bambini del Ruanda", presidente di "Molise Sviluppo Spa".

Dopo 25 anni trascorsi nella Dc, vicina a Paolo Bonomi e Giulio Andreotti,[1] e un breve periodo a fianco di Mariotto Segni, aderisce a Forza Italia, il movimento fondato e diretto da Silvio Berlusconi, per poi passare al centrosinistra, prima a Rinnovamento di Lamberto Dini (senza però essere eletta)[2] e in seguito all'Ulivo, diventando sottosegretario al Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale durante il primo Governo Prodi dal 1996 al 1998. È eletta deputato nella lista di Italia dei Valori di Antonio Di Pietro per la circoscrizione Lazio 1 ed è membro della Commissione Lavoro pubblico e privato.

A luglio 2006, quando il suo partito si oppone all'approvazione di un provvedimento di indulto e protesta platealmente, Rossi Gasparrini è l'unica dei 20 deputati Idv a votare a favore di tale misura. Dichiara a proposito:

«Ho presentato una proposta di legge su richiesta dei giovani di Locri contro il voto di scambio. Ma voto sì anche se riconosco che l'Italia dei valori ha contribuito molto a migliorare il testo che stiamo esaminando.»

Anche in seguito ai contrasti col proprio gruppo sull'indulto il 14 settembre 2006 abbandona l'Italia dei Valori, aderendo al gruppo misto della Camera e dichiarandosi poi vicina al movimento Italiani nel Mondo di Sergio De Gregorio, una adesione presto interrotta. Dal gennaio 2007 aderisce infatti ai Popolari UDEUR, divenendone presidente del Consiglio nazionale. Ha abbandonato l'UDEUR il 21 febbraio 2008, alla vigilia di nuove elezioni politiche, sostenendo la volontà di creare una "formazione politica delle famiglie", seguendo la scelta espressa con voto unanime dagli stati generali di Federcasalinghe.

Controversie[modifica | modifica wikitesto]

È fra i parlamentari con doppi incarichi rivelati da un'inchiesta di Repubblica[3].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Sergio Rizzo, Gian Antonio Stella, op. cit., p.117
  2. ^ Sergio Rizzo, Gian Antonio Stella, op. cit., pp. 118-119
  3. ^ Doppi incarichi per 14 deputati ma non lasciano le poltrone, su repubblica.it, 11 ottobre 2007. URL consultato il 29 agosto 2017.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]