Faysal bin Abd Allah bin Mohammed Al Sa'ud

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Fayṣal bin Abd Allāh bin Moḥammed Āl Saʿūd
Principe dell'Arabia Saudita
Stemma
Nascita Riyad, 13 maggio 1950
Dinastia Dinastia Saudita
Padre Abd Allah bin Mohammed Al Sa'ud
Madre Nouf bint Abd al-Aziz Al Saud
Consorte Adila bint Abd Allah Al Sa'ud
Figli Principe Muhammad
Principe Salman
Principessa Aya
Principessa Sama
Principessa Layan
Principessa Dana
Religione Musulmano sunnita
Khālid bin Salmān Āl Saʿūd

Ministro dell'Istruzione
Durata mandato 14 febbraio 2009 –
22 dicembre 2013
Monarca Re Abd Allah
Predecessore Abd Allah bin Saleh bin Obaid
Successore Khalid bin Faysal Al Sa'ud

Vice Direttore Generale dell'Intelligence
Durata mandato 2003 –
14 febbraio 2009
Monarca Re Fahd
Re Abd Allah
Predecessore  ?
Successore  ?

Vice Comandante della Guardia Nazionale
per le Province Occidentali
Durata mandato 1992 –
2003
Monarca Re Fahd
Predecessore  ?
Successore  ?

Fayṣal bin Abd Allāh bin Moḥammed Āl Saʿūd (in arabo: الامير فيصل بن عبدالله بن محمد آل سعود‎; Riyad, 13 maggio 1950) è un principe, militare, politico ed imprenditore saudita, membro della famiglia reale Āl Saʿūd.

Primi anni di vita e formazione[modifica | modifica wikitesto]

Il principe Faysal è nato a Riyad il 13 maggio 1950.[1][2][3] Appartiene a un ramo cadetto della famiglia Al Sa'ud.[4] Sua madre è Nouf bint Abd al-Aziz Al Saud che è figlia di re Abd al-Aziz e sorella germana di re Abd Allah.[4]

È stato educato negli Stati Uniti dove ha ricevendo una laurea in business administration presso il Menlo College nel 1971 [1][2][5] e un master in ingegneria industriale presso l'Università di Stanford nel 1977.[3] Gli studi del master hanno coinvolto diversi campi del sapere come tecnologie, società e futurologia.[3]

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Faysal bin Abd Allah ha lavorato nel centro di ricerca e sviluppo industriale del Ministero del commercio dal 1971 al 1973.[3] Tra il 1992 e il 1997 ha fondato alcune aziende anche come socio.[3] Dal 1992 al 2003 è stato vice comandante della Guardia Nazionale per le province occidentali.[3] Dal 2003 al 2009 è stato vice direttore generale dell'Intelligence.[6][7] È stato responsabile della riorganizzazione della struttura amministrativa dell'Intelligence.[6]

In aggiunta a questi ruoli ufficiali, Faysal bin Abd Allah ha giocato un ruolo importante nel migliorare l'Università della Scienza e della Tecnologia Re Abd Allah.[8] È stato anche presidente del comitato direttivo del Gruppo di pensiero strategico Al Aghar.[9]

Il 14 febbraio 2009 è stato nominato ministro dell'istruzione [10] in sostituzione di Abd Allah bin Saleh bin Obaid che era in carica dal 2005.[8][11] Al momento della nomina, alcuni media occidentali hanno riferito che Faysal in precedenza era stato coinvolto negli sforzi per ridurre le influenze estremiste nel sistema dell'istruzione nazionale.[12] La sua nomina è stata ritenuta quindi un modo per mettere in pratica l'intenzione del sovrano di rafforzare gli sforzi per ridurre l'influenza degli estremisti nel campo dell'istruzione.[13] Tuttavia, la sua nomina come pure le altre effettuati in quell'anno, è stata considerata rappresentativa di una lotta per il potere, piuttosto che di una dinamica di riforma.[14]

Il 22 dicembre 2013 il principe Faysal è stato rimosso dall'incarico su sua richiesta e gli è succeduto il principe Khalid bin Faysal.[15]

Opinioni[modifica | modifica wikitesto]

Si ritiene che Faysal bin Abd Allah abbia sostenuto le iniziative di riforma di re Abd Allah.[8] Inoltre, era considerato di opinioni progressiste.[16] Ha descritto re Abd Allah come "il percorso più vicino tra due punti, una linea retta" [17] Egli ha inoltre affermato che il re percepisce le cose in modo molto semplice.[17]

Nel 2010 ha dichiarato che i programmi scolastici avrebbero dovuto essere riorganizzati e migliorati per dare più attenzione allo sviluppo progressivo e agli investimenti sugli esseri umani in base alle caratteristiche religiose, storiche e culturali del paese.[18] Nel maggio dello stesso anno, parlando al programma televisivo "Good Morning", ha affermato che le donne sarebbero state impiegate per insegnare ai ragazzi a livello di scuola primaria pubblica, anche se ancora non c'erano classi miste nel paese.[19] Egli ha inoltre affermato che potrebbe essere il momento per i bambini di frequentare le scuole elementari miste.[20] Per quanto riguarda l'indisponibilità di corsi di educazione fisica per femmine nelle scuole pubbliche, ha dichiarato nell'agosto del 2011 che il ministero stava ancora esaminando la questione.[21]

Associazioni[modifica | modifica wikitesto]

Faysal bin Abd Allah è presidente del Comitato nazionale per l'istruzione, la cultura e le scienze. Ha un vivo interesse per il patrimonio culturale essendo appassionato di archeologia. È un sostenitore della Commissione suprema per il turismo e le antichità, attualmente guidata dal principe Sultan bin Salman. Per lui, la Commissione svolge un cruciale nel preservare il patrimonio nazionale. Inoltre è a favore di un maggiore impegno da parte delle autorità parallele collegate per assistere la Commissione nel realizzare la sua missione.[18]

È anche:[3][22] presidente dell'Associazione scoutistica saudita (all'età di 14 anni nel 1963 ha partecipato all'11º Jamboree mondiale dello scautismo a Maratona); presidente della Commissione nazionale saudita per l'infanzia e presidente del Consiglio di amministrazione del fondo equestre.[23] Ha fondato un think tank che discute della riforma dell'istruzione superiore.[24]

Vita personale[modifica | modifica wikitesto]

Faysal bin Abd Allah è sposato con Adila bint Abd Allah Al Sa'ud, figlia del defunto re Abd Allah.[12][16][25] Adila è uno dei pochi membri femminili della famiglia reale ad avere un ruolo semi-pubblico.[26] Si pensava che la principessa Adila sia stata molto significativa per il supporto dato alle iniziative del marito.[16] Hanno sei figli, due maschi e quattro femmine.[27] Una delle loro figlie si è un laureata al King's College di Londra.[28]

La famiglia vive a Gedda dal 1992, quando Faysal ha ricevuto l'incarico nella Guardia Nazionale.[18] È anche un fotografo professionista.[18] Ha scattato diverse fotografie sulla vita quotidiana di re Abd Allah quando questi era ancora principe ereditario e le ha raccolte in un libro.[17] Ha ricevuto una laurea ad honorem dal Georgetown College nel 2010.[3]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b H.H. Prince Faisal Bin Abdullah Al-Saud, su US-Saudi Forum. URL consultato il 1º maggio 2012.
  2. ^ a b Bio: H.H. Prince Faisal Bin Abdullah Al-Saud, su SUSRIS. URL consultato il 1º maggio 2012.
  3. ^ a b c d e f g h Faisal bin Abdullah, su Global Competitiveness Forum. URL consultato il 20 maggio 2012 (archiviato dall'url originale il 19 aprile 2012).
  4. ^ a b King's son-in-law takes control of Saudi ministry of education and education reform, su Wikileaks, 16 giugno 2009. URL consultato il 24 dicembre 2013.
  5. ^ Profiles, in Saudi Gazette, 15 febbraio 2009. URL consultato il 10 maggio 2012.
  6. ^ a b Anthony H. Cordesman e Khalid R. Rodhan, Gulf Military Forces in an Era of Asymmetric Wars, Greenwood Publishing Group, 2007, pp. 235, ISBN 978-0-275-99399-3. URL consultato il 3 aprile 2013.
  7. ^ Faisal Named Assistant Intelligence Chief, in Arab News, 2 luglio 2003. URL consultato il 6 aprile 2013.
  8. ^ a b c King Abdullah Reshuffles Cabinet, Embarks on New Reform Initiative, su US-Saudi Arabian Business Council. URL consultato il 1º maggio 2012.
  9. ^ CP agrees to be honorary president of Saudi Association for Sociology and Social Service, in Ain Alyaqeen, 25 marzo 2008. URL consultato il 28 giugno 2012 (archiviato dall'url originale il 10 maggio 2008).
  10. ^ Saudi Cabinet (PDF), su Gulf States News, February 2009. URL consultato il 26 maggio 2012. [collegamento interrotto]
  11. ^ Hajjar New NSHR Chief, in Arab News, 18 maggio 2005. URL consultato il 1º settembre 2012.
  12. ^ a b Christopher Boucek, Saudi Arabia’s king changes the guard (PDF), in Jane's Islamic Affairs Analyst, Carnegie Endowment, June 2009. URL consultato il 5 maggio 2012 (archiviato dall'url originale l'11 aprile 2010).
  13. ^ Christopher Blanchard, Saudi Arabia: Background and U.S. relations, Congressional Research Service, 16 dicembre 2009. URL consultato il 2 maggio 2012.
  14. ^ Nabil Mouline, Power and generational transition in Saudi Arabia (PDF), in Critique Internationale, vol. 46, April–June 2012, pp. 1–22. URL consultato il 24 aprile 2012.
  15. ^ Saudi King Appoints New Minister of Education Al Arabiya. 22 December 2013
  16. ^ a b c Simon Henderson, Saudi Arabia Changes Course, Slowly, su The Washington Institute, 18 febbraio 2009.
  17. ^ a b c Brian Whitaker, The Guardian profile: King Abdullah, in The Guardian, 24 marzo 2006. URL consultato il 14 agosto 2012.
  18. ^ a b c d Abdullah Obayan, Education and heritage drive Prince Faisal, in Saudi Gazette, 4 settembre 2010. URL consultato il 1º maggio 2012 (archiviato dall'url originale il 2 aprile 2015).
  19. ^ Talal Kapoor, A Reformist King: Abdallah And Women's Rights, su Datarabia, 27 maggio 2010. URL consultato l'8 giugno 2012.
  20. ^ Simon Mabon, Kingdom in Crisis? The Arab Spring and Instability in Saudi Arabia, in Contemporary Security Policy, vol. 33, nº 3, 2012, pp. 530–553, DOI:10.1080/13523260.2012.727683.
  21. ^ Christoph Wilcke, Why a Token Saudi Female Athlete is not Enough, su Human Rights Watch, 21 marzo 2012. URL consultato il 1º maggio 2012.
  22. ^ King to chair Mawhibah ‘gifted’ board of trustees, in Saudi Gazette, 27 febbraio 2012. URL consultato il 26 maggio 2012 (archiviato dall'url originale il 13 dicembre 2014).
  23. ^ Reception For Saudi Equestrian Team, in Saudi Press Agency, 10 agosto 2012. URL consultato il 12 agosto 2012 (archiviato dall'url originale il 13 dicembre 2014).
  24. ^ Saudi Cabinet Reshuffle Signals Moderate Shift, in PBS, 2 marzo 2009. URL consultato il 2 marzo 2013.
  25. ^ Simon Henderson, After King Abdullah (PDF) (Policy Paper), su Washington Institute, August 2009. URL consultato il 28 luglio 2012.
  26. ^ Stig Stenslie, Power Behind the Veil: Princesses of the House of Saud, in Journal of Arabian Studies: Arabia, the Gulf, and the Red Sea, vol. 1, nº 1, 2011, pp. 69–79, DOI:10.1080/21534764.2011.576050. URL consultato il 14 aprile 2012.
  27. ^ Family Tree of Adila bint Abdallah bin Abdulaziz Al Saud, su Datarabia. URL consultato il 1º maggio 2012.
  28. ^ Stig Stenslie, Regime Stability in Saudi Arabia: The Challenge of Succession, Routledge, 21 agosto 2012, p. 38, ISBN 978-1-136-51157-8. URL consultato il 7 dicembre 2012.