Exit: una storia personale

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Exit: una storia personale
Exit una storia personale.jpg
Luca Guastini in una scena del film
Paese di produzioneItalia
Anno2010
Durata85 min
Generedrammatico
RegiaMassimiliano Amato
SoggettoMassimiliano Amato
SceneggiaturaMassimiliano Amato
ProduttoreMassimiliano Amato
Distribuzione (Italia)PFA Films
FotografiaMassimiliano Amato
MontaggioLorenzo Morganti
MusicheFrancesco Perri
Interpreti e personaggi
  • Luca Guastini: Marco Serrano
  • Nicola Garofalo: Davide Serrano
  • Marcella Braga: Nina
  • Paolo Di Gialluca: Dottor Caracci
  • Antonio Calamonici: Maurizio
  • Paola Frediani: Sara
  • Diego Bottiglieri: Amico di Maurizio
  • Antonio Fazio: Mirco
  • Marco Cortesi: Francesco
  • Saroja Alasko: Anna
  • Claudio Spadola: Editor
  • Margherita Mastrone: Daniela
  • Katia Nani: Editor
  • Gianluca Testa: Uomo del bar

Exit: una storia personale[1][2] è un film di Massimiliano Amato del 2010.

Il film si è aggiudicato il Prix d'Interprétation Masculine (Luca Guastini) e la Mention Spéciale CICAE - Pierre Todeschini al Festival du Cinéma Italien d'Annecy 2010.[3]

Il film è stato distribuito all'estero ma non in Italia.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Dopo il suicidio del suo compagno di stanza, Marco, un giovane ventitreenne disagiato, inizia a pensare che la sua esistenza sia molto simile a quella del suo amico, se non peggiore. In piena crisi, il ragazzo chiede al fratello Davide di accompagnarlo nei Paesi Bassi per fare quello che il suo amico Maurizio aveva programmato lucidamente: un suicidio assistito.

Davide, abituato a convivere con le crisi del fratello, non prende in considerazione la richiesta. Non sa che quello che Marco afferma ha un fondamento legale: infatti il protocollo olandese sull'eutanasia contempla anche la sofferenza psichica.

Il giorno dopo la discussione tra i due, Marco scappa dalla Comunità che lo ospita e prende un treno per Amsterdam con l'intenzione di portare a termine la sua missione. Proprio nel momento in cui sta cercando di ricucire la sua relazione con Nina, Davide è costretto a prendere atto della situazione e a partire a sua volta per i Paesi Bassi. Nina, benché stanca di assistere a quello che reputa un gioco al massacro, decide di non lasciarlo solo in questa emergenza. Il viaggio inaspettato dà modo alla coppia di stare nuovamente insieme dopo un periodo di separazione.

Giunto ad Amsterdam, Marco si perde in quella città e inizia a vagare in bicicletta senza una meta precisa. È ormai in balia di sé stesso, ma anche libero come non lo è mai stato. Nel frattempo anche Davide e Nina arrivano in città, ed iniziano le ricerche. Una sera, per caso, Davide vede passare il fratello in bicicletta. Tra i due scoppia un aspro confronto. Marco non sembra intenzionato a tornare indietro, ma Davide riesce a convincerlo che la sua missione suicida è impraticabile.

I tre riprendono la strada del ritorno. Durante il tragitto Davide ha un colpo di sonno e decide quindi di deviare il percorso e di fermarsi per riposare. I tre, ormai esausti, si addormentano in macchina.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

L'incontro con un giovane che diceva di voler andare nei Paesi Bassi per sottoporsi al suicidio assistito (Vedi legge sull'eutanasia nei Paesi Bassi e il caso Chabot 1991-1995) è stato lo spunto iniziale che ha ispirato la trama. Amato ha più volte evitato di definire il film un'opera di denuncia. La vicenda è ispirata all'aspetto intimo della condizione di un disagiato e il suo rapporto con il fratello, non tanto le questioni mediche, sociali ed etiche. La sceneggiatura fu completata nel 2001 ed era già stata opzionata da due produttori e presentata al MiBAC. Gli enormi ritardi produttivi furono il motivo principale che portarono Massimiliano Amato a decidere di produrlo autonomamente.

L'intero film è stato girato senza l'ausilio di troupe e cast tecnico, lo stesso regista definisce il modello produttivo di Exit una totale assenza di struttura.[4]

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

La première ufficiale è stata il 2 ottobre 2010 al Festival du Cinéma Italien d'Annecy, Francia.[5]

La prima nelle sale cinematografiche è avvenuta in Francia il 23 febbraio 2011 al cinema Espace Saint-Michel di Parigi. Il film è stato distribuito da Les Grands Films Classiques.[6]

In Italia il film è stato presentato il 21 marzo 2011 all'interno del festival CinemAnimaMente di Cesena.[7] La versione Home video è stata distribuita da Sony.[8][9]

Per quanto riguarda gli Stati Uniti, Home video e DVD sono distribuiti da CreateSpace.

Sul web, la versione video on demand del film è distribuita da Distrify e Indieflix.

Critica[modifica | modifica wikitesto]

Il film è stato ben accolto dalla critica francese. Scrivendo per L'Humanité, Vincent Ostria ha definito il film «un vero romanzo contemporaneo, uno dei migliori ma discreti film del momento».[10] Marie-Noëlle Tranchant de Le Figaro ha elogiato il film, dicendo: «l'ansia, la tenerezza, la stanchezza e l'impotenza rappresentate con una verità disarmante».[11] Ottimi riscontri ricevuti anche da Libération e Le Monde.[12][13]

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Film Italia, in Film Italia. URL consultato il 5 gennaio 2011.
  2. ^ Scheda su Cinema Italiano, in Cinema Italiano. URL consultato il 5 gennaio 2011.
  3. ^ (FR) Vincitori Annecy Cinema Italien 2010, in Ciné-club éducatif et culturel de Mons. URL consultato il 5 gennaio 2011 (archiviato dall'url originale il 23 gennaio 2011).
  4. ^ Note di produzione, in Cinema Italiano. URL consultato il 5 gennaio 2011.
  5. ^ Prima ufficiale Annecy Cinéma Italien 2010, in Annecy Cinéma Italien. URL consultato il 27 febbraio 2011 (archiviato dall'url originale il 25 settembre 2010).
  6. ^ (FR) Prima ufficiale Cinema, in AlloCiné. URL consultato il 27 febbraio 2011.
  7. ^ Comune di Cesena - Ultimo appuntamento con CinemAnimaMente, in Comune Cesena. URL consultato il 27 ottobre 2011.
  8. ^ IMDb: date di uscita, in IMDb. URL consultato il 23 gennaio 2012.
  9. ^ IMDb: produzione e distribuzione, in IMDb. URL consultato il 30 gennaio 2012.
  10. ^ (FR) L'Humanitè 23 febbraio 2011, in L'Humanité. URL consultato il 28 febbraio 2011.
  11. ^ (FR) Le Figaro 23 febbraio 2011, in Le Figaro. URL consultato il 28 febbraio 2011.
  12. ^ (FR) Libération 2 marzo 2011, in Libération. URL consultato l'11 marzo 2011.
  13. ^ (FR) Le Monde 22 febbraio 2011, in Le Monde. URL consultato il 28 febbraio 2011.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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