Eteronimia

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L'eteronimia (dal greco ἑτερωνυμία, composto di héteros = "diverso"/"altro" e onoma = "nome") è un fenomeno linguistico per cui, in una determinata lingua, si utilizzino denominazioni con origini etimologicamente diverse (eteronimi) per indicare oggetti o esseri affini, separati unicamente da differenze nel genere o nel numero grammaticale (ad esempio, la profonda difformità etimologica nella coppia di nomi fratello e sorella, marcando solo una differenza di genere; altro esempio è costituito dalla coppia di pronomi io e noi, la cui differenza individua solo il numero)[1][2].

Nelle scienze fisiche, sono eteronimi quegli enti che hanno nomi diversi pur riferendosi a realtà omogenee[3]: ne sono un esempio i nomi differenti attribuiti ai poli magnetici, alle cariche elettriche di segno diverso, ecc.

Semiologia della letteratura e tecnica di scrittura[modifica | modifica wikitesto]

Il termine eteronimo assume un significato particolare nel campo della scrittura letteraria, andando a indicare un autore fittizio (o pseudoautore), che, nonostante la dimensione immaginaria, possiede una sua personalità. L'autore che sta dietro all'eteronimo è detto ortonimo.

Gli eteronimi differiscono dagli pseudonimi perché questi ultimi sostituiscono il nome di un autore reale, che rimane così sconosciuto. Gli eteronimi invece coesistono con l'autore, e ne formano una sorta di estensione del carattere; sono personaggi completamente diversi che sembrano vivere di vita propria, scrivendo spesso con uno stile diverso da quello dell'ortonimo.

L'espediente, più diffuso in passato, sembra aver perso popolarità a partire dal XX secolo, seppur non manchino, anche qui specifici esempi, come Kurt Suckert (alias di Curzio Malaparte), Mischa Kamenetsky (alias Ugo Stille), o Fernando Pessoa che aveva ben quattro personalità letterarie (alias Álvaro de Campos, Ricardo Reis, Alberto Caeiro, Bernardo Soares).

Tra XX e XXI secolo, una sua manifestazione particolare, molto legato alla diffusione della cultura digitale e della cybercultura, è quello dei nome "multi-uso"[4] (o "reputazione aperta"[4]), che individuano un collettivo dietro cui, di volta in volta, o anche contemporaneamente, si celano diversi autori. In Italia, sono noti i casi Luther Blissett e Wu Ming[4].

Eteronimi e autori[modifica | modifica wikitesto]

  • Domenico Gnoli (1838-1915), oltre al vero nome, utilizzò vari pseudonimi, anche femminili: Dario Gaddi, Gina D'Arco e Giulio Orsini.
  • Olindo Guerrini (1845-1916) si firmò con diversi pseudonimi: Lorenzo Stecchetti, Argia Sbolenfi, Marco Balossardi, Giovanni Dareni, Pulinera, Bepi e Mercurio.
  • Anna Zuccari (1846-1918) adottò, per i suoi romanzi, lo pseudonimo oraziano di Neera, con il quale è meglio conosciuta.
  • Fernando Pessoa ideò numerose identità alternative per scrivere poesie e romanzi.
  • Honorio Bustos Domecq è l'eteronimo usato da Jorge Luis Borges e Adolfo Bioy Casares. La nascita di questo eteronimo viene raccontata da Borges in Abbozzo di autobiografia.
  • Nicolas Bourbaki è l'eteronimo sotto cui si espresse una comunità di matematici, soprattutto francesi, la cui composizione è mutata nel tempo. Nicolas Bourbaki è noto soprattutto come autore dei testi matematici di riferimento facenti parte della serie Éléments de mathématique.
  • Antoine Volodine firma i suoi romanzi, oltre che con il proprio nome, con numerosi pseudonimi tra cui Manuela Draeger, Lutz Bassmann[5] e Elli Kronauer.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ eteronimia, Vocabolario Treccani on line,
  2. ^ eteronimo, Vocabolario Treccani on line
  3. ^ Eteronimo, Dizionario delle Scienze Fisiche (2012), Istituto dell'Enciclopedia italiana Treccani
  4. ^ a b c Marcello Aprile, «ETERONIMO», Enciclopedia dell'Italiano (2010)
  5. ^ EDIZIONI CLICHY, su www.edizioniclichy.it. URL consultato il 10 dicembre 2016.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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