Lerrnayin Gharabaghi Hanrapetut’yan ink’napashtpanut’yan banak

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Lerrnayin Gharabaghi Hanrapetut’yan ink’napashtpanut’yan banak
Esercito di difesa del Nagorno Karabakh
Insegna da spalla
Insegna da spalla
Descrizione generale
Attiva 9 maggio 1992
Nazione Nagorno Karabakh Nagorno Karabakh
Servizio Esercito
Tipo Guerra terrestre, supporto aereo, supporto di difesa aerea
Dimensione 18,500-20,000
Guarnigione/QG Stepanakert
Battaglie/guerre Guerra del Nagorno Karabakh
Scontri di Martakert del 2008
Scontri di Martakert del 2010
Comandanti
Ministro della Difesa Maggiore generale Lyova Mnatsakanyan

[1]

Voci su unità militari presenti su Wikipedia

L’Esercito di difesa del Nagorno Karabakh (Լեռնային Ղարաբաղի Հանրապետության ինքնապաշտպանության բանակ, Lerrnayin Gharabaghi Hanrapetut'yan ink'napashtpanut'yan banak) è la formale forza di difesa della non riconosciuta, ma de facto indipendente, Repubblica del Nagorno Karabakh (NKR). Fondato nel 1992, unì le unità di autodifesa in precedenza disorganizzate che si sono formate nei primi anni '90 con l'obiettivo dichiarato di tutelare la popolazione etnica armena del Nagorno-Karabakh dagli attacchi delle forze armate sovietiche e azere.[2] L'Esercito di Difesa del Nagorno-Karabakh risulta attualmente composto da circa 20.000 ufficiali e soldati ben addestrati ed attrezzati e mantiene un "costante stato di prontezza, in fase di più serio addestramento al combattimento ed esercitazioni operative rispetto a qualsiasi altro ex esercito sovietico"[3]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'Esercito viene ufficialmente fondato il 9 maggio 1992, all'indomani della conquista di Shushi, con l'obiettivo di proteggere la popolazione armena della regione dagli attacchi azeri.

Conta ufficialmente poco meno di ventimila uomini e viene posto sotto il comando del generale Movses Hakobyan. Tra i fondatori della milizia figurano Robert Kocharyan e Serž Sargsyan (futuri presidenti della repubblica dell'Armenia), Vazgen Sargsyan (futuro primo ministro armeno), Monte Melkonian (responsabile del settore di Martowni) e Samuel Babayan (ministro della Difesa dal 1994 al 2000). L'istituzione dell'esercito ha lo scopo di riorganizzare tutti i gruppi combattenti e creare un unico comando delle operazioni raccordando le varie unità operative.

Guerra del Nagorno-Karabakh[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Guerra del Nagorno-Karabakh.

La formazione ufficiale dell'Esercito di Difesa NKR era radicata nel concetto di Jokat (distaccamento volontario).[4] Grazie allo scoppio precoce delle ostilità prima del 1992, gli armeni del Nagorno-Karabakh iniziarono la formazione di piccoli distaccamenti di volontari, spesso auto-descritti come Fedayeen, ereditando il nome dei combattenti che resistettero attivamente contro l'Impero Ottomano nei decenni finali del XIX e nei primi decenni del XX secolo.

All'inizio questi distaccamenti erano piccoli gruppi di non più di 12-40 uomini. Per esempio, durante l'Operazione Anello, Shahumyan era difesa da una piccola forza di 22 uomini al comando di Tatul Krpeyan. Questa milizia volontaria si sarebbe inizialmente armata di tutto ciò che era a disposizione, tra cui fucili da caccia presi in prestito dagli agricoltori locali e anche fucili fatti in casa. Nelle fasi successive della guerra, queste unità si armarono di AK-47, RPG e a volte Manpads antiaerei portatili, trasformando le forza di difesa in una forza estremamente mobile e flessibile, che era in grado di fare la guerriglia. Allo stesso modo, queste unità inizialmente non avevano equipaggiamento militare pesante, ma poi iniziarono a catturare grandi quantità di carri armati azeri e veicoli trasporto truppe che venivano abbandonati sul campo di battaglia. La maggior parte di questi carri armati e APC catturati divennero poi parte della dotazione dell'Esercito di Difesa NKR. Improvvisazione, multifunzionalità, creatività, forte morale, concentrazione su tattiche difensive, adattamento, flessibilità, alta mobilità e una conoscenza nativa del terreno montuoso sono tutti fattori importanti per la comprensione del successo in combattimento di queste piccole unità.

L'obiettivo iniziale di questi distaccamenti, composti da volontari, era principalmente difendere la popolazione civile armena, ciascuna in un particolare villaggio o città. Ognuno di loro operava in modo indipendente, senza comando centralizzato o leadership. Eppure, queste unità avrebbero regolarmente collaborato in operazioni congiunte, come la battaglia di Khojaly nel febbraio del 1992 e le controffensive a sorpresa del giugno 1992 durante l'operazione Goranboy . La scala crescente e l'intensità degli attacchi azeri, la devastazione causata dal fuoco dei lanciarazzi multipli GRAD da Shushi e da Lachin, il blocco dall'Armenia continentale avevano ampliato la nozione di sicurezza oltre la mera difesa di un piccolo villaggio. Le conquiste di Shushi e Lachin, nonché la svolta della marea Goranboy divennero, per gli armeni, non solo una questione di sicurezza, ma anche di sopravvivenza.[5] Per il corretto svolgimento di tali operazioni su larga scala, i distaccamenti dovevano essere consolidati in un unico comando unificato.

Mient Jan Faber sostiene che "[...]L'agosto 1992 segna lo spartiacque tra le forze puramente volontarie armene del Karabakh rinforzate da volontari provenienti dall'Armenia e un esercito organizzato NKR con il proprio comando centrale e una struttura militare distinta dall'esercito armeno."[6]

Dopoguerra[modifica | modifica wikitesto]

Il ruolo primario dell'Esercito di Difesa del Nagorno-Karabakh, dopo la conclusione della guerra del Nagorno-Karabakh, dal 1994 è la protezione del NKR da minacce esterne e interne. Anche se la guerra si è conclusa con la firma di un cessate il fuoco tra l'Armenia, il Nagorno-Karabakh e l'Azerbaigian e l'indipendenza de facto del NKR, la leadership azera ha più volte minacciato di riavviare le ostilità per riprendere la regione.[7] Le violazioni del cessate il fuoco lungo la linea di contatto sono frequenti e spesso sfociano nella morte di diversi soldati e civili ogni anno. Una delle violazioni più significative del cessate il fuoco si verificò a Martakert l'8 marzo 2008, quando fino a sedici soldati vennero uccisi. Entrambe le parti accusarono l'altra di aver cominciato la battaglia.[8] Nel giugno 2010, scoppiarono nuove schermaglie tra le truppe armene e azere lungo la linea di contatto, provocando la morte di quattro militari armeni.[9] Gli scontri nell'estate 2014 provocarono la morte di sei militari armeni e tredici azeri. Il 12 novembre 2014, un elicottero d'attacco Mi-24 dell'Esercito di Difesa del Nagorno-Karabakh, che partecipava all'esercitazione congiunta armena Unity 2014 NKR lunga una settimana, venne abbattuto dai militari azeri, uccidendo tutti e tre i membri dell'equipaggio.[10]

Gradi militari[modifica | modifica wikitesto]

Armamento[modifica | modifica wikitesto]

L'equipaggiamento dell'Esercito di Difesa del Nagorno-Karabakh si compone di fanteria, carri armati, artiglieria e sistemi antiaerei. L'equipaggiamento militare dell'esercito del Karabakh comprende:

Per quanto riguarda l'arma di fanteria, molte si basano sul fucile AK-74 e sui vecchi fucili edizione standard AKM in serbo. Mentre altre armi di base sono costituite dalle pistole Makarov PM, dalle mitragliatrici PK e dai lanciarazzi RPG-7 per lo più forniti dall'Armenia. Le forze armate del Nagorno Karabakh sono profondamente integrate con le forze armate armene, e la repubblica del Nagorno Karabakh dipende dall'esercito armeno per garantire la sua sopravvivenza come entità nazionale indipendente. L'Armenia considera qualsiasi atto di aggressione contro Karabakh come un atto di aggressione contro sé stessa.[3]

Aeronautica militare[modifica | modifica wikitesto]

L'Esercito di Difesa della repubblica del Nagorno Karabakh mantiene una piccola forza aerea con un personale di circa 250 uomini.

Aereo Tipo Attivo Note
Aereo da attacco al suolo
Sukhoi Su-25 Aereo da supporto aereo ravvicinato 2
Elicotteri d'attacco
Mil Mi-24 Elicottero d'attacco N/A Durante le parate militari del 9 maggio 2007 e del 2012, 5 elicotteri Mi-24 erano in mostra come parte dell'aeronautica militare del Nagorno-Karabakh. Un Mi-24 appartenente all'Esercito di Difesa del Nagorno Karabakh è stato abbattuto dai militari azeri il 12 novembre 2014.
Elicotteri di Trasporto e Utility
Mi-8 Elicottero di trasporto medio 5 Il Gruppo di Ricerca Avanzata e di Valutazione della Defence Academy of the United Kingdom riferisce che l'esercito del NKR dispone di altri 5 elicotteri. Questi hanno più probabilità di essere elicotteri da trasporto e utility. In effetti, nella parata del 2012, 5 degli elicotteri Mi-8 erano in mostra.
Aeromobile a pilotaggio remoto
Krunk UAV UAV 4 Almeno 2 nuovi tipi aggiornati di Krunk UAV mostrati alla parata militare del 2012 a Stepanakert

Battaglie principali a cui ha partecipato[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ fonte Governo del NK
  2. ^ Fatti importanti circa l'Esercito di Difesa NKR (Esercito del Nagorno-Karabakh). Ufficio della Repubblica del Nagorno-Karabakh, Washington D.C. Accessibile dal 27 novembre 2009.
  3. ^ a b Giragosian, Richard. "Armenia e Karabakh: Una nazione, due Stati." AGBU Magazine 19/1 (maggio 2009), pp 12-13
  4. ^ Melkonian
  5. ^ Vedi Melkonian. My Brother's Road, p. 225.
  6. ^ Mient Jan Faber in Mary Kaldor, Global Insecurity: Restructuring the Global Military Sector, volume III UNU/WIDER, London and New York: Pinter, 2000, p. 79. ISBN 978-1-85567-644-2.
  7. ^ "Azeri Assault on Karabakh Outpost Kills Four Armenian Soldiers." Asbarez. June 21, 2010. Retrieved June 22, 2010.
  8. ^ Yevgrashina, Lada and Hasmik Mkrtchyan. "Azeris, Armenians spar after major Karabakh clash". Reuters. March 5, 2008. Retrieved March 10, 2008.
  9. ^ "OSCE, EU Condemn Karabakh 'Armed Incident'." RFE/RL. June 22, 2010. Retrieved 22 June 2010.
  10. ^ Sull'argomento si veda anche Scontri armeno-azeri del 2014
  11. ^ "Ranks and Insignia."
  12. ^ a b c d e DeRouen, Karl and Uk Heo (eds.) Civil Wars of the World: Major Conflicts since World War II. Santa Barbara, California: ABC-CLIO, 2007, p. 151.
  13. ^ a b c Hans-Joachim Schmidt, "Military Confidence Building and Arms Control in Unresolved Territorial Conflicts," PRIF Reports No 89, Frankfurt am Main, 2009, p.12.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

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