Ermafrodito dormiente

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Ermafrodito dormiente
Sleeping Hermaphroditus Louvre Ma231 face.jpg
Autori sconosciuto e Gianlorenzo Bernini (1620)
Data II secolo d. C.
Materiale marmo bianco
Ubicazione Louvre, Parigi
Coordinate 48°51′37.22″N 2°20′15.36″E / 48.860339°N 2.337599°E48.860339; 2.337599Coordinate: 48°51′37.22″N 2°20′15.36″E / 48.860339°N 2.337599°E48.860339; 2.337599
L'Ermafrodito Borghese. Marmo greco, copia romana del II secolo d. C. da un originale ellenistico del II secolo a.C., restaurato nel 1619 da David Larique. Materasso in marmo di Carrara realizzato da Gianlorenzo Bernini nel 1619 su richiesta del cardinale Borghese. 1,69 m

L'Ermafrodito dormiente è una scultura in marmo raffigurante il personaggio della mitologia greca Ermafrodito, figlio di Ermes e Afrodite, a grandezza naturale e sdraiato su un materasso: quest'ultimo è stato scolpito ed aggiunto nel 1620 dall'artista italiano Gian Lorenzo Bernini.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il modello è anche derivato dalle antiche raffigurazioni di Venere e di altri nudi artistici femminili, ed in parte dalle contemporanee rappresentazioni ellenistiche femminilizzate del dio Dioniso/Bacco. Esso rappresenta un argomento che è stato più volte ripetuto durante l'ellenismo e nell'antica Roma, a giudicare anche dal numero cospicuo di versioni che sono sopravvissute.

Scoperto a Santa Maria della Vittoria a Roma, quest'Ermafrodito addormentato è stato subito rivendicato e quindi acquisito dal cardinale Scipione Caffarelli-Borghese e divenne parte della collezione Borghese; fu in seguito venduto agli occupanti francesi a seguito della campagna d'Italia (1796-1797), che lo trasferirono al museo del Louvre, ove ancor oggi si trova.

Quest'Ermafrodito è stato descritto come una copia romana imperiale di buona fattura, ispirato da un originale in bronzo di uno dei due scultori greci denominati Polycles, (probabilmente "il Giovane" del II secolo a.C.)[1]; la scultura originale, che sarebbe databile a circa il 155 a.C., è stata anche menzionata nella Naturalis historia di Plinio il Vecchio[2].

L'originale copia Borghese[modifica | modifica wikitesto]

L'antica scultura è stata rinvenuta nei primi anni del XVII secolo, portata alla luce all'interno del parco di "Santa Maria della Vittoria", nei pressi delle terme di Diocleziano e al limitare degli antichi horti Sallustiani; il ritrovamento è stato fatto durante il periodo dei lavori di costruzione della chiesa, dal momento in cui si stavano scavando le fondamenta nel 1608 a quando veniva piantata la palmetta[3].

L'opera è stata immediatamente mostrata all'intenditore d'arte del momento, il cardinale Borghese il quale in cambio della concessione della statua ha permesso al proprio architetto personale Giovanni Battista Soria di aiutare nei lavori facendogli terminare la facciata (anche se solamente sedici anni dopo). Nella sua nuova Villa Borghese intanto il cardinale dedicava una sala espressamente al suo Ermafrodito.

Vista da dietro.

Nel 1620 il giovanissimo Bernini, scultore allora pupillo del Borghese, è stato pagato 60 scudi per creare il letto di pietra compatto su cui Ermafrodito sta adagiato, riuscendo a rendere il tutto in un modo sorprendentemente realistico, tanto che ad un primo sguardo gli osservatori sono inclini a crederlo reale[4][5].

La scultura è stata acquistata nel 1807, assieme a molti altri pezzi della stessa collezione, dal principe Camillo Filippo Ludovico Borghese che aveva sposato Paolina Bonaparte, ed è stata quindi trasferita al Louvre dove ha ispirato l'autore inglese Algernon Charles Swinburne per la sua poesia intitolata "Hermaphroditus" del 1863[6].

Copie antiche[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Ermafrodito dormiente (Museo nazionale romano).

Una copia risalente al II secolo è stata ritrovata nel 1781 ed ha in seguito preso il posto dell'originale all'interno della galleria Borghese.

Una terza variante in marmo è stata scoperta nel 1880, durante i lavori di costruzione per fare di Roma la nuova capitale dell'Italia unita; questa si trova oggi in mostra al Museo nazionale romano di Palazzo Massimo situato nel palazzo Massimo alle Terme.

Copia dell'Ermitage.

Ulteriori copie antiche si possono ammirare presso la galleria degli Uffizi a Firenze, ai musei vaticani di Città del Vaticano e all'Ermitage di San Pietroburgo.

Vista da davanti.

Copie moderne[modifica | modifica wikitesto]

Molte copie sono state subito prodotte a partire dal '600, in una varietà di grandezze. Alcune in bronzo per Filippo IV di Spagna ordinate da Diego Velázquez e ora al museo del Prado, mentre un'opera in marmo di Martin Carlier era stata commissionata direttamente dalla corte reale francese di Versailles. La composizione ha chiaramente influenzato il pittore spagnolo per la sua Venere Rokeby[7].

Una copia in bronzo su scala ridotta fatta realizzare e firmata da Giovanni Francesco Susini si trova oggi al Metropolitan Museum of Art di New York.

Un'altra copia in scala ridotta, questa volta prodotta in avorio da François Duquesnoy, è stata acquistata a Roma da John Evelyn nel 1640[8].

L'artista statunitense Barry X Ball ne ha prodotto una copia a grandezza naturale, direttamente dalla versione conservata al Louvre, realizzata in marmo nero del Belgio su una base in marmo di Carrara e che è stata completata nel 2010[9].

Vista dall'alto.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Robertson, A History of Greek Art, (1975), vol. I:551-52.
  2. ^ Pliny, Hist. Nat., XXXIV.80.
  3. ^ Secondo due racconti differenti dell'epoca riportati in Haskell e Penny 1981:234.
  4. ^ Borghese accounts.
  5. ^ Haskell and Penny, 1981:235.
  6. ^ Text of "Hermaphroditus" Archiviato il 17 marzo 2008 in Internet Archive.
  7. ^ Secondo Clark, in The Nude: A Study in Ideal Form. Princeton University Press, 1990. ISBN 0-691-01788-3, la Venere Rokeby "ultimately derives from the Borghese Hermaphrodite". Clark, p. 373, nota a pagina 3. Vedere anche la voce in: MacLaren, Neil; revised Braham, Allan. The Spanish School, National Gallery Catalogues. National Gallery, London, 1970. pp. 125–9. ISBN 0-947645-46-2
  8. ^ Francis Haskell and Nicholas Penny, Taste and the Antique (Yale University Press) 1981, cat. no. 48 (pp 234ff) et passim
  9. ^ Barry X Ball's black marble "Sleeping Hermaphrodite" after the Louvre's Hermaphrodite Endormi
Una delle repliche al museo nazionale romano.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Haskell, Francis and Nicholas Penny (1981). Taste and the Antique: The Lure of Classical Sculpture, 1600-1900. New Haven: Yale University Press.
  • Charles Avery, Bernini: Genius of the Baroque, London, Thames and Hudson, 1997, ISBN 978-0-500-28633-3.
  • Filippo Baldinucci, The Life of Bernini, University Park, Pennsylvania State University Press, 2006, ISBN 978-0-271-73076-9.
  • Domenico Bernini, The Life of Giano Lorenzo Bernini, University Park, Pennsylvania State University Press, 2011, ISBN 978-0-271-03748-6.
  • Franco Mormando, Bernini: His Life and His Rome, Chicago, University of Chicago Press, 2011, ISBN 978-0-226-53852-5.
  • Robertson, Martin (1975).A History of Greek Art, vol. I:551-52, New York: Cambridge University Press.
  • Rudolf Wittkower, Gian Lorenzo Bernini: The Sculptor of the Roman Baroque, London, Phaidon Press, 1955, ISBN 978-0-8014-1430-5.
Copia in bronzo di Giovanni Francesco Susini

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]