Ente nazionale sordi

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Ente Nazionale per la protezione e l'assistenza dei Sordi
Attiva1923
StatoItalia Italia
Serviziotutela e protezione dei sordi
TipoEnte morale
ONLUS
Ente morale di protezione e tutela dei sordi
Ruolodisabilità uditiva
Sede/QGRoma, via Gregorio VII, 120
SoprannomeENS
PatronoSant'Antonio di Padova
San Francesco di Sales
Motto<<Lavorare, soffrire ed amare>>[1]
Sito web
Presidente
PresidenteGiuseppe Petrucci
Vice presidente 1Francesco Bassani
SegretarioAvv. Costanzo Delvecchio

L'Ente nazionale per la protezione e l'assistenza dei sordi - ONLUS (ENS) è la più antica associazione della comunità sorda italiana.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Fondazione[modifica | modifica wikitesto]

L'ENS nasce nel settembre del 1932 a Padova nel giorno di sant'Antonio dalla fusione di diverse realtà associative, con l'obiettivo di costituire un ente unico in rappresentanza dei sordi italiani. La storia dell'ENS è una storia intensa, una storia di persone che hanno creduto nell'unità, nella condivisione di obiettivi comuni, nella forza di una comunità[2].
Al padovano Antonio Magarotto allora venne un'idea che permise di aggirare il divieto imposto dal regime fascista del 1922: fece convenire i sordi da tutta Italia con il pretesto delle celebrazioni del VII Centenario della morte di sant'Antonio, alle quali il governo non poteva certo opporsi. Fu così che i sordi, resisi conto del valore dell'unità, poterono gettare le basi, in un contraddittorio serrato, della nuova unione. Al convegno parteciparono praticamente tutte le società italiane, e soprattutto le due federazioni antagoniste, che a Padova, nei giorni dal 24 al 26 settembre 1932, furono protagoniste di confronti molto accesi e critici ma evidentemente non distruttivi se, alla fine del convegno, venne sancito il cosiddetto Patto di Padova, nel quale si stabiliva la nascita dell'ente unico in rappresentanza dei sordi italiani e per il quale fu chiesto il riconoscimento pubblico al governo.
All'alba del movimento associativo le persone sorde erano praticamente prive di qualsiasi diritto sul piano giuridico e sociale: equiparate a soggetti incapaci di intendere e di volere, erano escluse da ogni facoltà giuridica, non avevano diritto all'istruzione, se non presso istituti religiosi o precettori privati.
Il sordomutismo inizia ad essere affrontato come problema sociale, in Italia, a partire dal 1784, quando grazie all'esempio del primo, pionieristico, educatore dei sordi Tommaso Silvestri, cominciano a nascere diverse scuole per sordi: prima a Roma e in seguito in altre città italiane.

Associazioni storiche[modifica | modifica wikitesto]

Il primo sodalizio di cui si abbia notizia certa nacque a Milano nel 1874 con la denominazione Società di mutuo soccorso Cardano. Da quel momento l'esempio diede origine a molte altre società, come venivano definite allora, a Torino, Genova, e quindi in altre città.
Il primo congresso internazionale dei sordomuti si tenne a Roma nel 1911 e, dopo la prima guerra mondiale che aveva spazzato via molti dei semi gettati in quel coraggioso inizio, i contatti fra le varie società furono faticosamente ripresi, fino a giungere, grazie all'opera instancabile di Giuseppe Enrico Prestini, all'istituzione, nel dopoguerra a Roma l'Unione Italiana Sordomuti.
Il Convegno dei sordomuti italiani tenutosi a Genova nel 1920, della Federazione italiana delle associazioni fra i sordomuti (FIAS).
Il successivo convegno di Roma del 1922 propose le linee di azione della neonata forza rivendicativa dei diritti: istruzione obbligatoria per sordi, avviamento e collocamento al lavoro per sordi, istituzione del patronato per la difesa e l'assistenza dei lavoratori sordi nei conflitti con privati ed istituzioni. È del 1923 il primo riconoscimento dello Stato in favore dei sordomuti con l'emanazione della legge sull'istruzione obbligatoria, ottenuta proprio grazie all'azione della FIAS. Sulle priorità dei punti programmatici e sulle modalità di attuazione delle istanze, nonché su alcuni principi fondamentali legati al concetto di sordomutismo si formarono due linee interpretative contrapposte.

La scissione[modifica | modifica wikitesto]

Il confronto diede luogo a una scissione di alcune società dalla Federazione, le quali costituirono un altro organismo nazionale, l'Unione sordomuti italiani, nel 1924. Da questo momento si approfondirono sempre più i contrasti, che portarono alla convocazione di Congressi separati dai quali vennero a definirsi due linee programmatiche differenti: privilegiare la peculiarità culturale dei sordi, oppure accettare il modello degli udenti cercando di colmare il divario. Nel 1930 il governo dell'epoca fascista, forse per ragioni che oggi potremmo definire “di immagine”, vietò alle associazioni di sordomuti di convocare convegni nazionali.

La legislazione[modifica | modifica wikitesto]

Il riconoscimento ufficiale venne solo con la L. 12 maggio 1942 n. 889[3][4], ma nel frattempo la forza dell'unità ebbe modo di mostrarsi in un importantissimo evento che rivoluzionò per sempre la vita dei sordi italiani: l'abrogazione, nel 1938, delle disposizioni relative al codice civile italiano che inabilitavano la persona sorda, con l'acquisizione della piena capacità giuridica, che consentì ai sordi, da quel momento, di godere dei diritti civili come tutti gli altri sudditi del Regno d'Italia.
La legge 21 agosto 1950 n. 698, fortemente voluta dall'allora direttore Cesare Magarotto, riorganizzò l'Ente nazionale sordomuti riconoscendone la personalità giuridica di diritto pubblico, per l'importanza dei compiti di rappresentanza e tutela svolti a livello nazionale per tutti i sordi italiani. A seguito del decentramento amministrativo voluto dal decreto n. 616 del 1977, l'ENS, come le altre associazioni storiche di disabili, è stato trasformato in ente morale di diritto privato, pur conservando i compiti di rappresentanza e tutela riconosciuti in un successivo decreto del 1979.
Dall'anno della sua fondazione l'ENS ha subito diverse trasformazioni nella propria struttura, rinnovandosi continuamente ma mantenendo il focus centrale della propria azione: lottare, giorno per giorno, per il miglioramento continuo della qualità della vita delle persone sorde. Un'importante trasformazione giuridica viene dal risultato di una forte battaglia politica e mobilitazione di piazza che ha portato alla definizione ed approvazione della L. 20 febbraio 2006 n. 95 con la quale il termine "sordomuto" viene sostituito dal termine "sordo", in tutte le disposizioni legislative vigenti.

Missione[modifica | modifica wikitesto]

La missione dell'ENS è l'integrazione nella società, la promozione dell'identità, autonomia e piena realizzazione umana delle persone sorde.
L'Ente nazionale per la protezione e l'assistenza dei sordi - ONLUS (ENS) è l'ente nazionale preposto alla protezione e l'assistenza dei sordi in Italia nonché associazione di promozione sociale iscritta nel relativo registro nazionale con decreto del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali del 10 ottobre 2002.
Ai sensi della L. 12 maggio 1942 n. 889 l'ENS è stato eretto ad ente morale ed ai sensi della L. 21 agosto 1950 n. 698 è stato riconosciuto quale ente morale per la protezione e l'assistenza dei sordi con l'espresso scopo, tra gli altri, di avviare i sordi alla vita sociale.
Le predette finalità sono state mantenute in capo all'ENS anche a seguito dell'emanazione del DPR 31 marzo 1979, con il quale il medesimo è stato trasformato in Ente con personalità giuridica di diritto privato; l'art. 2 di detto DPR prevede che «L'E.N.S. conserva i compiti associativi nonché quelli di rappresentanza e tutela dei minorati dell'udito e della favella, previsti dalle norme di legge vigenti e da quelle statutarie».

L'ENS è altresì:

Organizzazione[modifica | modifica wikitesto]

L'ENS in tutto il territorio nazionale è rappresentato da 106 sezioni provinciali, 18 consigli regionali e da rappresentanze locali ed intercomunali[senza fonte].

Organi centrali[modifica | modifica wikitesto]

  • Congresso nazionale
  • Assemblea nazionale
  • Consiglio direttivo
  • Presidente nazionale
  • Collegio dei probiviri
  • Collegio centrale dei sindaci

Organi periferici[modifica | modifica wikitesto]

La sede provinciale di Firenze
  • Congressi regionali
  • Assemblee regionali
  • Consigli regionali
  • Presidenti regionali
  • Collegi regionali dei sindaci
  • Segretari regionali
  • Congressi provinciali
  • Assemblee provinciali
  • Consigli provinciali
  • Presidenti provinciali
  • Rappresentanze intercomunali e locali
  • Rappresentanti intercomunali e locali
  • Coordinatori intercomunali e locali

Aree[modifica | modifica wikitesto]

  • Politiche del lavoro, servizio civile, bilancio del CGSI.
  • Storia dei Sordi, terza età, biblioteca, settore spirituale e pari opportunità.
  • Multimedia, tempo libero, cinema, teatro e videoteca.
  • Scuola e università, politiche per la famiglia, rapporti col CGSI.
  • Coordinamento osservatori regionali, sanità, coordinamento legislativo periferico, fund raising, coordinamento progetti su eventi speciali.
  • Politiche per lo Sport, rapporti internazionali con WFD ed EUD), LIS e formazione.

Centri[modifica | modifica wikitesto]

  • Centro di documentazione biblioteca “Vittorio Ieralla
  • Centro produzione video – Museo “I Sordi Italiani”
  • Museum internazionale sport silenzioso “Francesco Rubino

Attività[modifica | modifica wikitesto]

L'ENS è membro e fondatore della WFD (World Federation of the Deaf), costituitasi a Roma nel 1951, riconosciuta dalle maggiori organizzazioni internazionali, tra cui l'ONU, con sede operativa a Helsinki (Finlandia), dell'EUD (European Union of the Deaf) dal 1985, con sede a Bruxelles (Belgio), e si conforma alle direttive dell'Unione europea.
L'ENS è altresì membro fondatore della FAND (Federazione tra le associazioni nazionali dei disabili) insieme alle altre associazioni storiche di rappresentanza e tutela delle persone con disabilità: UIC (Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti), ANMIC (Associazione nazionale mutilati ed invalidi civili), ANMIL (Associazione nazionale mutilati ed invalidi del lavoro), UNMS (Unione nazionale mutilati per servizio).
L'ENS è membro del FID (Forum Italiano sulla Disabilità) e dell'EDF (European Disability Forum).

Iscritti[modifica | modifica wikitesto]

  • 2006: 30.547[5]
  • 2007: 30.256[5]
  • 2008: 30.067[5]
  • 2009: 29.477[5]
  • 2010: 28.732[5]
  • 2011: 28.357[6]
  • 2012: 25.618[7]
  • 2013: 25.756[8]
  • 2014: 25.757[9]
  • 2015: 25.897[10]
  • 2016: 26.262
  • 2017: dati non disponibili
  • 2018: dati non disponibili
  • 2019: dnd

Presidenti[modifica | modifica wikitesto]

Congressi[modifica | modifica wikitesto]

Museo[modifica | modifica wikitesto]

All'interno della sede vi è un museo dedicato ai pionieri coloro che fondarono sia ENS sia WFD. Ci sono anche un archivio di documenti e di foto storiche. Esiste anche un'emeroteca.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Antonio Magarotto, detto il papà dei Sordomuti che alla nascita dell'ENS in tutte le riunioni dei convegni ed assemblee ripeteva spesso le tre parole che oggi sono diventati il motto dell'associazione storica dei sordi italiani
  2. ^ Storia dell'ENS Archiviato il 24 settembre 2014 in Internet Archive.
  3. ^ Storia dei Sordi: Il riconoscimento legislativo dell'ENS: Legge storica 12 maggio 1942, n.889 Archiviato il 27 agosto 2014 in Internet Archive.
  4. ^ ENS: Forma giuridica Archiviato il 16 settembre 2013 in Internet Archive.
  5. ^ a b c d e Corte dei Conti - Statistiche 2012 pag. 9 (PDF), su corteconti.it. URL consultato il 10 giugno 2015 (archiviato dall'url originale il 10 giugno 2015).
  6. ^ Corte dei Conti: Determinazione e relazione sul risultato del controllo eseguito sulla gestione finanziaria dell’ENTE NAZIONALE PER LA PROTEZIONE ED ASSISTENZA DEI SORDI – ORGANIZZAZIONE NON LUCRATIVA DI UTILITÀ SOCIALE Onlus (ENS – Onlus) 2011-2015 (PDF), su corteconti.it. URL consultato il 25 agosto 2017 (archiviato dall'url originale il 25 agosto 2017).
  7. ^ Senato.it - Relazione contributi annuale associazioni disabili anno 2012
  8. ^ Camera.it - Relazione annuale contributi in favore delle associazioni Anno 2013 p. 174
  9. ^ Senato.it - Relazione contributi anno 2014 p. 140
  10. ^ Senato.it - p.18 RELAZIONE - CONCERNENTE IL CONTRIBUTO STATALE A FAVORE DELLE ASSOCIAZIONI NAZIONALI DI PROMOZIONE SOCIALE (Anno 2015)
  11. ^ Storia dei Sordi: il papà dei sordomuti italiani Archiviato il 24 settembre 2014 in Internet Archive.
  12. ^ La Provincia Pavese
  13. ^ Storia della Camera dei Deputati della Repubblica Italiana
  14. ^ La Repubblica: INVALIDI A PALAZZO CHIGI 'GIU' LE MANI DALL'INDENNITA
  15. ^ Il Fatto Quotidiano
  16. ^ Storia dei Sordi: La Presidente Ida Collu, il mio ricordo indelebile del suo ruolo politico Archiviato il 3 marzo 2016 in Internet Archive.
  17. ^ LEGGO.it
  18. ^ Storia dei Sordi: Sordi Italiani al 23º Congresso ENS (Newsletter della Storia dei Sordi n. 558 dell'8 ottobre 2008)
  19. ^ Storia dei Sordi: XXIV Congresso ENS con in mano il futuro
  20. ^ SordiOnLine: Il Presidente Petrucci apre i lavori del XXV Congresso Nazionale dell’Ente Nazionale Sordi, su sordionline.com. URL consultato il 18 agosto 2017 (archiviato dall'url originale il 18 agosto 2017).

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]