Emilio Giaccone

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search

Emilio Giaccone (Vaie, 8 luglio 1902Vaie, 1º agosto 1972) è stato un membro dell'ufficio centrale dell'Azione Cattolica Italiana dagli anni '30 agli anni '50, tra i fondatori dell'Anonima Veritas Editrice e presidente dell'Enaoli fino al 1970.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato a Vaie in Valle di Susa l'8 luglio 1902 da Silvino Giaccone e Agostina Girardi, Emilio Giaccone prima della maggiore età lavora due anni alle Officine Moncenisio di Condove. Quindi presta servizio militare nel Corpo degli Alpini nella sua Valle, a Susa. Mentre continua gli studi si iscrive nel 1920 alla Gioventù Italiana di Azione Cattolica (GIAC) e frequenta insieme a Zaccaria Negroni, laziale che studia al Politecnico di Torino la sezione GIAC "Guido Negri" della città subalpina, dove opera anche Piergiorgio Frassati[1].

Dagli anni '20 agli anni '40[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1925 raggiunge Zaccaria Negroni nel Lazio, a Marino (provincia di Roma); qui incontra Mons. Guglielmo Grassi, in seguito vescovo, che proponeva l'impegno sociale dei laici cristiani consacrati. Fondano I Discepoli di Gesù, associazione religiosa laicale che si mantiene tramite l'apertura di un'attività tipografica. Al contempo Giaccone si laurea in matematica, divenendo insegnante nei seminari di Campobasso e Rieti, in quest'ultima città chiamato dal Vescovo Massimo Rinaldi. Nel 1931 viene nominate tesoriere nazionale della ricostituita GIAC a Roma, dove con Negroni costituisce la Sezione Aspiranti e insieme pubblicano la rivista il Vittorioso. In seguito ai decreti di scioglimento dell'Azione Cattolica emanati dal regime fascista, Pio XI scrive, in lingua italiana, l'enciclica Non abbiamo bisogno; la sua pubblicazione venne proibita dal regime, ma dalla tipografia di Marino uscirono numerose copie, distribuite in tutti Italia mascherate da bollettini parrocchiali. Insieme a Luigi Gedda, Giulio Pastore e Zaccaria Negroni fonda l'Anonima Veritas Editrice, casa editrice di testi e giornali dell'Azione Cattolica Italiana[1]..

La Liberazione e l'Enaoli[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1944, dopo la liberazione di Roma, gli viene conferito l'incarico di Commissario Governativo dell'Ente Assistenza agli Orfani dei Lavoratori infortunati, poi Ente Nazionale Assistenza agli Orfani dei Lavoratori Italiani (ENAOLI) di cui diventa presidente. Questa diviene la sua attività prevalente in tutti i venticinque anni successivi, anche se non abbandona mai né l'Azione Cattolica né i Discepoli di Gesù. Emilio Giaccone promuove l'attività sportiva per i ragazzi dell'Enaoli, avvicinando molti ragazzi allo sport e dando vita ai Giochi della Gioventù. Nello stesso periodo collabora con don Carlo Gnocchi, responsabile di un ente simili all'Enaoli ma dedicato ai mutilati di guerra. Non volle mai abbracciare la carriera politica.

L'impegno educativo[modifica | modifica wikitesto]

Per venticinque anni Giaccone presiede l'ENAOLI sviluppando attenzione non solo per il miglioramento dell'ente ma anche per il metodo educativo, facendo nascere anche case-famiglia con educatori formati dal Centro Pedagogico Agostina e Silvino Giaccone. Nel 1972, lasciata la presidenza Enaoli, assume la presidenza del Centro Nazionale Economi di Comunità.

La morte improvvisa[modifica | modifica wikitesto]

Muore improvvisamente il 1º agosto 1972 in Valle di Susa mentre trascorre le vacanze estive nel paese natio, Vaie. Alle esequie partecipano anche le bambini dell'Istituto Giuseppina Saragat di Anzio, in rappresentanza di tutti gli orfani dei lavoratori.

La causa di beatificazione[modifica | modifica wikitesto]

L'Azione Cattolica della diocesi di Susa nel 2013 si propone postulatrice dell'istituenda inchiesta diocesana per la beatificazione di Emilio Giaccone, anche a seguito del lavoro portato avanti dal 2010 dal gruppo di studio Amici di Papà Giaccone. Il 18 settembre 2021 è stata aperta ufficialmente a Susa la fase diocesana del processo per l'a ccertamento delle virtù, per la quale il Vescovo ha invitato chiunque abbia elementi utili a fornirli.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Zaccaria Negroni, Emilio Giaccone, Ed. Cefa, 1973 Roma

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Zaccaria Negroni, Emilio Giaccone, Ed. Cefa, 1973 Roma

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • Sito dell'Azione Cattolica diocesana che promuove la causa di beatificazione [1]