Duomo di Biella

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Cattedrale di Santo Stefano
BiellaCattedraleSantoStefano.JPG
Facciata
StatoItalia Italia
RegionePiemonte
LocalitàBiella
ReligioneCristiana cattolica di rito romano
Diocesi Biella
Stile architettoniconeogotico
Inizio costruzione1402
CompletamentoXIX secolo

Coordinate: 45°33′58″N 8°03′12″E / 45.566111°N 8.053333°E45.566111; 8.053333

Un capolavoro di trompe-l'œil: vista del coro dalla tribuna dell'organo

La cattedrale di Santo Stefano è il luogo di culto cattolico più importante di Biella, in Piemonte, chiesa madre della diocesi di Biella.

È dedicato a santo Stefano protomartire.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Nell'XI secolo fu edificata sul luogo dell'odierno duomo una piccola chiesa di cui restano alcuni capitelli.[1]

A partire dal 1402 fu costruita la chiesa di santa Maria Maggiore (o santa Maria in Piano) per dare seguito a un voto fatto dalla popolazione in seguito alla pestilenza del 1399 [2].

Nel 1772 santa Maria Maggiore è scelta come cattedrale della nuova diocesi di Biella e completamente ristrutturata in stile neogotico ad opera di Ignazio Antonio Giulio. In questa fase che si prolunga fino al 1803 la chiesa viene ampliata con l'aggiunta di due navate laterali e delle cappelle laterali, con la costruzione della sacrestia, dell'aula capitolare e del sepolcreto dei canonici.[3]

L'edificio fu successivamente completato con il prolungamento delle navate e la realizzazione di un pronao in stile neogotico ad opera di Felice Marandono (1826)[4][5].

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Architettura e arte[modifica | modifica wikitesto]

L'interno presenta decorazioni realizzate nel 1784 da Giovannino Galliari e altri con la tecnica del trompe-l'œil su tutte le pareti interne dell'edificio.[6] Il carattere austero delle decorazioni, caratterizzate da un cromatismo tutt'altro che vivace, è in linea con le convinzioni filo-"gianseniste" del canonico Giuseppe Antonio Gromo che impartì le direttive della ricostruzione[7] e del vescovo Giovanni Pietro Losana nel cui lungo episcopato fu completata la decorazione delle navate e della controfacciata. [8].

La chiesa fu dedicata a santo Stefano, patrono cittadino, in seguito alla demolizione (1872) dell'antichissima chiesa di santo Stefano Vecchio, la cui origine datava dal V secolo. Santo Stefano vecchio sorgeva parallelamente al Duomo odierno nell'isolato dove ancora si trova il campanile gotico.[9]

Appartengono allo stesso complesso, di origine medioevale, il campanile gotico e il battistero romanico (XI secolo), nonché il Seminario diocesano e la cosiddetta "Casa della Prevostura". Nel Medioevo, l'odierna piazza Duomo era un chiostro, su cui si affacciavano diversi edifici religiosi, fra cui la demolita chiesa di santa Maria Maggiore, che facevano capo al capitolo di santo Stefano [10].

Organo a canne[modifica | modifica wikitesto]

Sulla cantoria sulla parete destra del presbiterio, si trova l'organo a canne, costruito nel 1860 da Camillo Guglielmo Bianchi[11].

A trasmissione integralmente meccanica, ha due tastiere (la prima Grand'Organo, la seconda Espressivo) di 61 note ciascuna con prima ottava cromatica estesa e pedaliera dritta di 27 note. La cassa, neogotica, presenta una mostra composta da 26 canne di Principale disposte in cuspide unica con bocche a mitria.

Peregrinatio Mariae[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2009 il Duomo ha ricordato, con una mostra di pannelli illustrativi, la Peregrinatio Mariae, la grande processione del 1949 attraverso i borghi della diocesi di Biella della Madonna Nera del Santuario di Oropa.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Santa Maria del Piano
  2. ^ Biella e Provincia di Touring Club Italiano, ISBN 88-365-2570-9
  3. ^ Il Duomo
  4. ^ Piemonte Di Touring club italiano, ISBN 88-365-0001-3
  5. ^ Il Duomo
  6. ^ Paolo Scarzella, Biella, in Città da scoprire. Guida ai centri minori. 1. Italia Settentrionale, Touring Club Italiano, Milano 1983, p. 103.
  7. ^ Il Duomo
  8. ^ A. S. Bessone, Giovanni Pietro Losana, Biella 2006
  9. ^ La chiesa di santo Stefano Vecchio
  10. ^ A. S. Bessone, I cinquecento canonici di Biella, Biella 2004
  11. ^ L'organo a canne[collegamento interrotto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]