Dispersione scolastica

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La dispersione scolastica o "evasione scolastica" si riferisce all'insieme di comportamenti derivanti dall'ingiustificata e non autorizzata assenza di minorenni dalla scuola dell'obbligo. In particolare la dispersione si riferisce al fenomeno nel suo insieme, mentre l'evasione si riferisce all'attività posta in essere, individualmente, dal minore. Il termine descrive la frequente assenza degli studenti di propria volontà e non è da confondersi con le assenze per motivi di salute né con il doposcuola. Il significato, in particolare, varia da scuola a scuola ed è, solitamente specificato nei manuali di intervento di polizia e carabinieri[1]. Se si collegano tali dati, emerge che la dispersione scolastica raggiunge percentuali in Italia del 30% al Sud e del 20% al Nord[senza fonte]. La dispersione scolastica è spesso causa di piaghe sociali: bullismo, violenza negli stadi, microcriminalità, droga, condotte devianti in generale, ecc.(cfr.mentoringusa-italia). Può anche riferirsi a studenti che frequentano la scuola, ma non frequentano le lezioni. In alcuni paesi, marinare la scuola può provocare l'impossibilità di ottenere buoni voti o di essere promossi per l'anno seguente, fino a quando il tempo perso per le assenze ingiustificate non sarà recuperato da una combinazione di lavori socialmente utili, multe o doposcuola. Il disagio sperimentato dai minori che frequentano la scuola dell'obbligo ha due componenti: la prima è di tipo evolutivo e deriva dalla crescita individuale in un contesto poco familiare rappresentato dalla nuova realtà in cui i soggetti vengono catapultati; la seconda è di tipo ambientale e deriva dal contesto sociale in cui i soggetti vivono, tra cui anche la famiglia. Qualora i fattori del disagio ambientale si aggiungano al disagio evolutivo, le influenze esterne possono aggravare la situazione evolutiva ed abbassare ulteriormente la stima che la persona ha di se stessa. Se i due tipi di disagio agiscono insieme ed in maniera negativa, si registrano le situazioni di maggiore rischio di abbandono scolastico. Le condizioni di malessere che provocano l'abbandono scolastico si possono verificare anche quando il minore vive situazioni di maltrattamento fisico, di  maltrattamento psicologico, di abuso sessuale, di violenza istituzionale e altre condizioni che potenzialmente possono condurre il minore a rischio di devianza.

Difesa sociale[modifica | modifica wikitesto]

La dispersione scolastica è un fenomeno che interessa sia i paesi ricchi sia i paesi poveri e riassume un insieme di manifestazioni negative all'interno del sistema scolastico: frequenze irregolari, bocciature, frequenti malattie, cambiamenti di sede e casi di analfabetismo o di scarso apprendimento anche quando la scuola viene frequentata regolarmente. In Australia, i dirigenti scolastici, in molti casi, contattano direttamente la polizia per combattere la dispersione, in particolare, quelle che sono situate in prossimità delle stazioni di polizia, sono dotate di speciali strumenti di videosorveglianza che possono identificare i ragazzi. Il governo locale, inoltre, ha promosso degli interventi nei confronti dei genitori finalizzati alla prevenzione della dispersione tramite la minaccia della perdita dei benefici fiscali previsti per famiglie in particolare status di bisogno. Recentemente, le scuole stanno predisponendo dei sistemi di rilevazione della dispersione mediante, ad es., la possibilità di avvisare in tempo i genitori tramite sms oppure di installare delle macchine obliteratrici e dotare ogni studente di un tesserino magnetico così come già accade negli enti pubblici. Questi accorgimenti, insieme ai sistemi di rilevazione tradizionale e di videosorveglianza, rappresentano il modo migliore per prevenire la dispersione scolastica. In Danimarca, i benefici dei servizi sociali possono essere diminuiti o sospesi per quei giovani che non frequentano la scuola. Non tutti i paesi, comunque, ricorrono a tale strategia per riportare i ragazzi a scuola[2]. Altre giurisdizioni sono intente a concentrarsi nel periodo successivo alle ferie estive perché alcuni gruppi etnici prevedono il ritorno in patria per motivi culturali. Nella città di Aarhus, ad es., 155 ragazzi non hanno fatto più ritorno a scuola per una settimana dopo l'inizio delle lezioni[3]. Una ricerca dell'aprile 2009 ha scoperto che su 4000 soggetti, almeno un terzo presenta un numero di assenze fino a due settimane[4].

In Finlandia gli evasori possono anche essere tratti in arresto o quanto meno trascorrere un periodo di tempo in una comunità di accoglienza. La polizia, tuttavia, non è competente al controllo quanto piuttosto gli stessi insegnanti che sono tenuti a denunciare le evasioni all'autorità giudiziaria. Se l'evasione si protrae ulteriormente, possono essere comminate delle sanzioni pecuniarie ai genitori[5], in modo da indurli a seguire più da vicino i propri figli nelle attività scolastica. In Germania i genitori degli evasi da scuola senza una giustificazione legittima sono denunciati a piede libero dalla scuola. Se questi si rifiutano di collaborare o sono recidivi nella loro condotta, gli assistenti sociali possono richiedere alla polizia di piantonare i ragazzi a scuola e, in casi estremi, chiedere al Tribunale di sottrarre la potestà genitoriale o quanto meno porne dei severi limiti. In Inghilterra, i fallimenti riscontrati nel garantire la frequenza scolastica hanno indotto l'autorità giudiziaria a comminare sanzioni penali sia ai genitori che ai minori. In tal modo, la polizia può prelevare con la forza un figlio da casa o da qualsiasi altro luogo in cui si trovi e piantonarlo a scuola. In alcuni paesi, come in Canada e gli Stati Uniti, gli agenti di polizia che hanno il minimo sospetto che un minore evada la scuola, possono direttamente trarlo in arresto. Solo a Los Angeles nel 2008 sono stati arrestati oltre 12000 minorenni per aver evaso la scuola[6].

Prospettive sulla dispersione scolastica[modifica | modifica wikitesto]

Molti Stati provvedono alla formazione di personale specializzato competente nell'arresto e nel piantonamento dei giovani evasori. Altri Stati hanno anche il potere di revocare la patente di guida per coloro che hanno compiuto sedici anni. Il ruolo dell'agente di polizia, comunque, è visto come un residuo del XIX secolo quando i giovani erano rinchiusi negli istituti mandamentali. La prevenzione della dispersione oggi è generalmente disposta di concerto con le risorse municipali quali la scuola, la parrocchia, le associazioni di genitori e quanto altro può servire a risolvere o quanto meno isolare il problema. Le ITC stanno sempre assumendo un ruolo chiave nella predisposizione di misure di sorveglianza e controllo non invasive al fine di coordinare e migliorare tali risorse. Il problema può essere potenzialmente risolto o almeno attutito solo conoscendo le situazioni - tutte diverse tra di loro - che determinano questo fenomeno, così da aiutare i ragazzi della scuola dell'obbligo ad accrescere la stima in se stessi, a sviluppare le proprie potenzialità, a migliorare il proprio rendimento scolastico, a prevenire in generale l'abbandono della scuola. In Polonia, il 21 marzo è un'occasione informale per i giovani evasori per incontrarsi e confrontarsi[7]. Similmente, gli studenti americani hanno il Senior Skip Day[8].

Italia[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2014 la quantificazione ufficiale offerta da Eurostat, secondo la quale il tasso di abbandono scolastico in Italia si attesterebbe attualmente al 17% con un trend decisamente positivo di miglioramento (6 punti percentuali di riduzione in 10 anni, lascerebbe presagire il certo raggiungimento dell’obiettivo italiano, deciso dal Governo italiano nel 2011, del 15-16%; l’obiettivo europeo per il 2020 è tuttavia del 10%). La disaggregazione del dato per genere segnala come il problema riguardi quasi esclusivamente la componente maschile della popolazione, avendo quella femminile già raggiunto l’obiettivo da cinque anni. La disaggregazione territoriale mostra invece come il fenomeno continui a interessare in misura più sostenuta il Mezzogiorno, con punte del 25,8% in Sardegna, del 25% in Sicilia e del 21,8% in Campania(dati riferiti al 2012 – MIUR 2013). L'indagine "LOST.Dispersione scolastica, il costo per la collettività e il ruolo di scuole e terzo settore" [9] , promossa dall'ong WeWorld insieme alla Fondazione Giovanni Agnelli e all'Associazione Bruno Trentin,ha voluto esplicitare una lettura del fenomeno anche dal punto vista economico,attraverso l’analisi dei dati sulle frequenze scolastiche forniti da Istat, incrociando dati anagrafici (popolazione residente) e dati amministrativi (iscritti e diplomati)provenienti dalle scuole. Il rapporto tra diplomati e popolazione nella fascia d’età rilevante (convenzionalmente presa a 19 anni, ma i risultati non cambierebbero se si prendesse una media su un intervallo più ampio tipo 18-20 anni) evidenzia che ogni anno il 23,8% della popolazione non raggiunge un titolo di scuola secondaria che dia accesso all’università.Il fenomeno può apparire ancora più grave se invece si ritiene di poter desumere una stima dei tassi di abbandono a partire dai dati sulle mancate reiscrizioni dichiarate dalle scuole e raccolti dal MIUR. Quello che è rilevante ai fini di una stima della perdita associata all’abbandono scolastico è l’effetto non sul reddito temporaneo degli individui (che dipende da effetti contingenti quali l’età o la fase ciclica) ma sul reddito permanente, quello cioè mediamente fruibile nell’arco della vita. Dunque abbiamo fatto riferimento al concetto di rendimento del capitale umano nazionale così come stimato dall’Istat(2014) e collocabile in una banda di oscillazione che va dall’1% al 5% a seconda delle ipotesi poste alla base del calcolo. Ne consegue che l’azzeramento della dispersione scolastica potrebbe avere un impatto sul PIL compreso in una forbice che va da un minimo dell’1,4% ed un massimo del 6,8%.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Home-school mom charged with allowing truancy, 25 aprile 2005. URL consultato il 29 gennaio 2011.
  2. ^ Det virker at inddrage børnechecken (It works confiscating the child benefit check), by Anette Sørensen, Denmarks Radio, October 25, 2008
  3. ^ 155 elever er ikke mødt op (155 children have not started), by Majken Klintø, aarhus.dk, August 26, 2008
  4. ^ Børn pjækker mere fra skole, DR News, April 30, 2009
  5. ^ Äidille sakkoja lasten oppivelvollisuuden laiminlyömisestä - HS.fi - Kotimaa. URL consultato il 1º febbraio 2011.
  6. ^ Barbara Ehrenreich, OP-ED CONTRIBUTOR; Is It Now a Crime to Be Poor? in The New York Times, 9 agosto 2009, p. 9. URL consultato il 1º febbraio 2011.
  7. ^ Public Holidays in Poland
  8. ^ Elisabeth Dyer, Life's a beach for many students on senior skip day in St. Petersburg times, 14 aprile 2006. URL consultato il 23 novembre 2010.
  9. ^ LOST. Dispersione scolastica, il costo per la collettività e il ruolo di scuole e terzo settore, a cura di Daniele Checchi, Ottobre, 2014

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]