Diocesi di Vescovio

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Vescovio
Sede vescovile titolare
Dioecesis Foronovana
Chiesa latina
Sede titolare di Vescovio
Vescovo titolare Marcelo Sánchez Sorondo
Istituita 1969
Stato Italia
Regione Lazio
Diocesi soppressa di Vescovio
Eretta IV - V secolo
Soppressa XV secolo
sede trasferita a Magliano Sabina
Dati dall'annuario pontificio
Sedi titolari cattoliche

La diocesi di Vescovio (in latino: Dioecesis Foronovana) è una sede soppressa e sede titolare della Chiesa cattolica.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Forum Novum, corrispondente all'attuale Vescovio, frazione del comune di Torri in Sabina, fu sede di una delle tre antiche diocesi della Sabina, assieme a Cures Sabini e a Nomentum. Curi fu unita verso la fine del VI secolo a Nomento, a sua volta unita nella seconda metà del IX secolo con Vescovio, che divenne così l'unica diocesi della Sabina. Da questo momento i vescovi portarono il titolo di episcopi Sabinensis.

Nell'antico borgo romano erano sorti la cattedrale di Santa Maria e l'episcopio, dal quale probabilmente il borgo prese il nuovo nome. Il nome di un vescovo della diocesi sabina, Lorenzo Siro, è legato alle vicende dell'abbazia di Farfa[1]. Diversi furono i vescovi che salirono in seguito al soglio pontificio: Anastasio IV, Clemente IV, Celestino IV, Giulio II, Paolo III, Paolo IV, Alessandro VIII.

Vescovio rimase sede dei vescovi sabini fino al 1495, quando la loro sede fu trasferita da papa Alessandro VI a Magliano Sabina con la bolla Sacrosancta Romana ecclesia.

Oggi Vescovio sopravvive come sede vescovile titolare; l'attuale vescovo titolare è Marcelo Sánchez Sorondo, cancelliere della Pontificia accademia delle scienze e della Pontificia accademia delle scienze sociali.

Cronotassi dei vescovi[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Sede suburbicaria di Sabina-Poggio Mirteto.

Cronotassi dei vescovi titolari[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Elio Augusto Di Carlo, I Castelli della Sabina: dalla caduta dell'Impero Romano all'unità d'Italia, memorie storiche, vita sociale, economica ed amministrativa tratte dagli archivi locali, 1998

Fonti[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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