Dillo a Wally

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Dillo a Wally
PaeseItalia
Anno1997-1998
Generecommedia
Edizioni1
Durata30 min
Lingua originaleitaliano
Crediti
ConduttoreGene Gnocchi (Wally Cometa)
IdeatoreFatma Ruffini[1]
RegiaFabio Calvi[2]
AutoriFabio Bonifacci, Auro Della Giustina, Francesco Freyrie, Gene Gnocchi e Daniela Sala[2]
ScenografiaPatrizia Ambrosini[2]
CostumiLea Bevilacqua[2]
FotografiaAngelo Pacchetti[2]
ProduttoreBruno Bifronte
Produttore esecutivoSerenella Messina[2]
Casa di produzioneRTI
Rete televisivaItalia 1

Dillo a Wally è stato un programma televisivo italiano andato in onda a partire dall'11 novembre 1997 su Italia 1, nella seconda serata del martedì. La conduzione della trasmissione era di Gene Gnocchi, che in questo varietà si presentava al pubblico come "Wally Cometa".[2]

Il programma[modifica | modifica wikitesto]

Ideato da Fatma Ruffini[3] e scritto e condotto da Gene Gnocchi nei panni di "Wally Cometa", Dillo a Wally era una parodia dei talk show statunitensi (come il The Jerry Springer Show) che, durante gli anni novanta, dedicavano intere puntate ai cosiddetti "casi umani". È così che Wally Cometa presenta e intervista durante ogni puntata diversi personaggi bizzarri: porno-casalinghe redente, lanciatori di coltelli affetti dal morbo di Parkinson, chierichetti settantenni, contadini che a loro insaputa hanno inventato l'"agro-sadomasochismo".[4] I personaggi erano inventati, così come il protagonista dello show, da Gene Gnocchi.[2]

Altra peculiarità dello show era l'interattività con il pubblico in studio, che spesso disturbava il conduttore. Tormentone della trasmissione era "Qual è il tuo problema? Dillo a Wally!", frase ripetuta spesso dal conduttore, come anche altre espressioni, tra cui "Si è sollevato un vespaio!" ed "Entra se senti che te la senti", pronunciata per annunciare i casi.

Critiche e successo[modifica | modifica wikitesto]

La trasmissione ottenne un discreto riscontro da parte della critica televisiva de La Stampa Alessandra Comazzi[1] venendo tuttavia bocciato da Gualtiero Peirce de la Repubblica, che giudicò il programma e altre due novità di Italia 1 della medesima stagione televisiva, Le iene e Ciro, il figlio di Target, "ambizioso e inconsistente".[5] Ottenne comunque un discreto successo di pubblico: la prima puntata, trasmessa l'11 novembre 1997, ottenne 2 milioni e 289mila telespettatori con oltre il 12% di share.[6]

Negli anni seguenti il programma è stato riproposto in replica da Happy Channel.[7]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Alessandra Comazzi, Wally Gnocchi nel talk show sta "ai confini del proibito", in La Stampa, 13 novembre 1997, p. 25. URL consultato il 26 agosto 2017.
  2. ^ a b c d e f g h Baroni, pp. 132-133.
  3. ^ Mariella Tanzarella, Gnocchi - Talkshow e Castagna a teatro, in la Repubblica, 22 settembre 1997. URL consultato il 26 agosto 2017.
  4. ^ Italia 1: "Dillo a Wally" con due contadini "Sodoma e Gomorra", in AdnKronos, 19 gennaio 1998. URL consultato il 26 agosto 2017.
  5. ^ Gualtiero Peirce, Pure Gnocchi in questa tv indigeribile, in la Repubblica, 13 novembre 1997. URL consultato il 26 agosto 2017.
  6. ^ Italia 1: "Dillo a Wally", in AdnKronos, 17 novembre 1997. URL consultato il 26 agosto 2017.
  7. ^ Archivio palinsesti Happy Channel, su happychannel.it. URL consultato il 26 agosto 2017 (archiviato dall'url originale il 2 luglio 2013).

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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