Davide Rizzio

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Davide Rizzio

Davide Rizzio, o Davide Riccio (Pancalieri, 1533 circa – Edimburgo, 9 marzo 1566), è stato un politico, compositore e liutista italiano, noto per essere stato segretario privato di Maria Stuarda e per aver composto, secondo alcuni autori, la melodia di Auld Lang Syne.[1]

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Figlio di un maestro di musica (appartenente ai conti Riccio di San Paolo e Solbrito), Rizzio fu musicista prima alla corte del Duca di Savoia e quindi a Nizza,[1] ma non trovando grande accoglienza fece in modo di andare in Scozia col conte Carlo Ubertino Solaro di Moretta che era inviato come ambasciatore in Scozia dal Duca Emanuele Filiberto di Savoia.

Fece amicizia con alcuni musici che la regina Maria Stuarda aveva portato con sé dalla Francia. Sir John Melvil, un amico personale di Rizzio, gli disse: "Sua Maestà ha tre cantori e necessita di un basso per completare il quartetto vocale". In questo modo egli venne introdotto a Corte.[2]

Egli era considerato un uomo dall'aspetto molto brutto, ma un buon musicista e un eccellente cantante, doti che gli valsero l'attenzione della regina.[1] Alcuni autori attribuiscono a Rizzio la composizione della melodia di Auld Lang Syne, brano conosciuto in Italia anche come Valzer delle candele.[1][3]

Verso la fine del 1564, egli divenne il segretario privato della regina per le relazioni con la Francia quando il suo predecessore andò in pensione.[4]

La sua ambizione e la sua forte influenza politica, il suo essere straniero e cattolico romano, e il sospetto che fosse l'amante della regina gli provocarono invidie di parte della corte e l'ostilità del marito della regina Enrico Stuart, Lord Darnley.[1][4]

La sera 9 marzo del 1566 alcuni nobili protestanti, con l'assenso di Enrico Stuart, penetrarono a mano armata nel palazzo reale di Holyrood Palace e giunsero nella sala da pranzo chiedendo la consegna di Rizzio. Al rifiuto della regina, Rizzio venne ucciso davanti ad essa che tentò inutilmente di salvargli la vita. Le grida della regina e di Rizzio giunsero all'esterno del palazzo e alcune centinaia di popolani uscirono dalle taverne e, armati di bastoni, si diressero al palazzo in soccorso della regina, ma questa minacciata dai congiurati, si affacciò alla finestra congedando i suoi sudditi. Rizzio venne assassinato con cinquantasette pugnalate e gettato giù dalle scale dopo essere stato spogliato dei gioielli e delle vesti.

Uccisione di Davide Rizzio.

Davide Rizzio fu sepolto velocemente nel cimitero di Holyrood, ma Buchanan narra che successivamente, per ordine della regina, il suo corpo venne traslato e tumulato nel sepolcro dei re di Scozia. Questa misura, molto inopportuna, avvalorò la convinzione che il rapporto fra Rizzio e la regina fosse qualcosa di diverso da quello fra una regina e il suo segretario.[5]

L'omicidio di Rizzio fu soltanto un episodio nella campagna, portata avanti dai nobili scozzesi e dalla regina Elisabetta I d'Inghilterra, tendente a destabilizzare il regno di Maria Stuarda, la cui popolarità e le cui idee liberali erano considerate una minaccia per la monarchia in Inghilterra. Si dice che Elisabetta sia stata l'ispiratrice dell'assassinio di Rizzio e abbia ricompensato i suoi assassini. L'assassinio di Rizzio in sua presenza, mentre era incinta del futuro Giacomo VI di Scozia, costituì per Maria Stuarda un evento traumatizzante.[senza fonte] La cronaca degli eventi dice che l'uccisione di Rizzio fu una delle cause scatenanti della depressione che colpì la regina l'anno successivo.[6]

I nobili ribelli e il governo inglese pensarono che la morte di Rizzio avrebbe portato alla morte della regina e del figlio che aveva in grembo, facilitando così ai ribelli il controllo della Scozia. Ma Maria Stuarda sorprese i suoi nemici ed evase calandosi da una finestra con dei lenzuoli arrotolati e riuscendo a fuggire su di un cavallo. Ritornò una settimana dopo alla testa di ottomila uomini ricacciando i ribelli oltre il confine, e organizzando poi un grandioso funerale al suo amico assassinato.[senza fonte]

Rizzio è sepolto nella chiesa di Canongate Kirkyard a Edimburgo, a poche centinaia di metri dal palazzo di Holyrood.

Spia del Papa[modifica | modifica wikitesto]

Secondo lo scrittore Eric Frattini, Davide Rizzio, assieme al fratello Giuseppe, era una spia del Papa, "infiltrato al seguito dell'ambasciatore di Savoia" presso la corte di Maria Stuarda,[7] con il compito di combattere la riforma anglicana e difendere il cattolicesimo e i suoi rappresentanti.[8]

L'assassinio di Rizzio fu il frutto di una cospirazione politica che strumentalizzò anche la gelosia di Lord Darnley, marito di Maria Stuarda.[8]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e Giorgio Ballario, Il valzer delle candele ha un cuore torinese, La Stampa, 23 dicembre 2013. URL consultato il 2 gennaio 2014.
  2. ^ Hawkins, opera citata.
  3. ^ Valerio Bassan, Auld Lang Syne, un addio (senza rimpianti) al 2011, Linkiesta, 31 dicembre 2011. URL consultato il 2 gennaio 2014.
  4. ^ a b Treccani
  5. ^ Ruthen, opera citata.
  6. ^ Overview of David Rizzio
  7. ^ Frattini, p. 18
  8. ^ a b Frattini, p. 22

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Rìzzio ‹-zz-› (o Rìccio), Davide, in Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 15 marzo 2011. URL consultato il 2 gennaio 2014.
  • John Hill Burton. The Register of the Privy Council of Scotland, edited by, LL.D., vol.1. 1545-1569, Edinburgh, 1877, p. 437
  • Eric Frattini, Le spie del papa. Dal Cinquecento a oggi, venti vite di assassini e sicofanti al servizio di Dio, Milano, Ponte alle Grazie, 2009, ISBN 978-88-6220-047-9.
  • Sir John Hawkins. History and Character of Scots Music, including Anecdotes of the Celebrated David Rizzio. Pub. Universal Magazine, October 1778.
  • Lord Ruthen. Some Particulars of the Life of David Riccio, chief favourite of Mary Queen of Scots. Pub. Triphook. London. (1815)

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN60241431 · ISNI: (EN0000 0000 8243 6377 · LCCN: (ENnr96023694 · GND: (DE132407639 · BNF: (FRcb14976774n (data) · ULAN: (EN500056824 · CERL: cnp01092806