David Mitchell (scrittore)

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David Stephen Mitchell (Southport, 12 gennaio 1969) è uno scrittore inglese. Ha scritto sei romanzi, tre dei quali sono stati finalisti al Booker Prize. Ha vissuto in Giappone, in Italia e in Irlanda.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

David Mitchell è nato a Southport, nel Merseyside, ed è cresciuto a Malvern, Worcestershire. Ha studiato alla Hanley Castle High School e all'università di Kent, dove si è laureato in letteratura inglese e americana, prima conseguire la specializzazione in letteratura comparata.

Ha vissuto in Sicilia per un anno, poi si è stabilito a Hiroshima dove ha insegnato inglese per otto anni prima di ritornare in Inghilterra. Tornato nel suo paese natale, si è dedicato a tempo pieno alla scrittura.

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Il primo romanzo di Mitchell, Nove gradi di libertà (1999) è ambientato in varie parti del mondo, da Okinawa alla Mongolia alla New York di fine millennio, dove nove narratori raccontano storie che si intrecciano. Il romanzo ha vinto il premio John Llewellyn Rhys per il miglior lavoro in lingua inglese scritto da un autore sotto i 35 anni, ed è stato nominato per il Guardian First Book Award[1].

I suoi romanzi successivi, Sogno numero 9 (2001) e L'atlante delle nuvole (2004) sono stati entrambi candidati al Booker Prize[2]. Nel 2003 è stato nominato tra i migliori giovani autori britannici dalla rivista "Granta"[3]. Nel 2007 è nominato tra le 100 persone più influenti al mondo da Time Magazine[4]. Nel 2006 ha pubblicato A casa di Dio, un romanzo di formazione con elementi autobiografici.

Il quinto romanzo, I mille autunni di Jacob de Zoet, racconta un intrigo ambientato sull'isola artificiale di Dejima, costruita nella baia di Nagasaki per ospitare i primi commercianti olandesi arrivati in Giappone, nel XVII secolo. È il primo romanzo storico per il quale Mitchell ha svolto un lungo lavoro di documentazione.

Il sesto romanzo di Mitchell, Le ore invisibili, è stato pubblicato nel 2014.

Ha scritto anche libretti d'opera: Wake, basata sull'incendio di Enschende del 2000, su musiche di Klaas de Vries, è stata eseguita dall'Orchestra Nazionale Olandese nel 2010[5]. Al momento sta lavorando a un'altra opera, Sunken Garden, con il compositore Michel van der Aa, che debutterà nel 2013 all'English National Opera[6].

Il racconto The Siphoners è stato pubblicato nel 2011 nell'antologia I'm with the Bears: Short Stories from a Damaged Planet[7].

Nel 2012 dal romanzo Cloud Atlas è stato tratto il film omonimo[8].

Tutti i suoi romanzi sono pubblicati in Italia da Frassinelli.

Vita privata[modifica | modifica wikitesto]

Dopo un altro soggiorno in Giappone, Mitchell vive con la moglie Keiko e i due figli a Clonakilty.

Mitchell soffre di balbuzie[9] e considera il film Il discorso del re (2010) una delle rappresentazioni più accurate di cosa significa essere balbuzienti. È anche il patron dell'Associazione Balbuzienti Britannici[10].

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Romanzi[modifica | modifica wikitesto]

  • Ghostwritten, Londra, Hodder & Stoughton, 1999
    • Tr. Alessandra Emma Giagheddu e Eliane Nortey, Nove gradi di libertà Torino, Frassinelli, 2001
  • number9dream, Londra, Sceptre, 2001
    • Tr. Alessandra Emma Giagheddu, Sogno numero 9, Torino, Frassinelli, 2002
  • Cloud Atlas, Londra, Sceptre, 2004
  • Black Swan Green, New York, Random House, 2006
    • Tr. Marcella Maffi, A casa di Dio, Torino, Frassinelli, 2007
  • The Thousand Autumns of Jacob de Zoet, Londra, Sceptre, 2010
    • Tr. Maurizio Bartocci, I mille autunni di Jacob de Zoet, Torino, Frassinelli, 2010
  • The Bone Clocks, Londra, Sceptre, 2014
    • Tr. Katia Bagnoli e Claudia Cavallaro, Le ore invisibili, Torino, Frassinelli, 2015

Racconti[modifica | modifica wikitesto]

  • The Siphoners (2011)

Libretti d'opera[modifica | modifica wikitesto]

  • Wake (2010, Klaas de Vries)
  • Sunken Garden (2013, Michel van der Aa)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Readers pick top Guardian books in The Guardian, 6 novembre 1999.
  2. ^ Man Booker Prize Archive.
  3. ^ Mitchell, D., Best of Young British Novelists 2003: The January Man in Granta, nº 81, 2003.
  4. ^ The Time 100 in Time, 3 maggio 2007. URL consultato il 1º maggio 2010.
  5. ^ Article by Mitchell describing how he became involved in Wake.
  6. ^ Details of Sunken Garden from Van der Aa's official website.
  7. ^ VersoBooks.com
  8. ^ Hollywood brings novel to life in $100m movie in Malvern Gazette (Weybridge), Newsquest Media Group, 13 agosto 2012. URL consultato il 3 settembre 2012.
  9. ^ "Lost for words", David Mitchell, Prospect magazine, 23 February 2011, Issue #180
  10. ^ Black Swan Green revisited in Speaking Out, British Stammering Association, Spring 2011. URL consultato il 30 giugno 2011.

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