Damone

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Damone (... – ...) è stato un teorico della musica greco antico, vissuto nel V secolo a.C.

Maestro e consigliere di Pericle, fu esiliato nel 444 a.C. da quest'ultimo per l'eccessiva spesa della costruzione dell'Odeon, edificio dove avevano luogo spettacoli canori.[1] Operò principalmente ad Atene: la sua dottrina riprendeva il pensiero pitagorico, il quale identificava le leggi che regolavano l'animo in quelle che regolavano i rapporti tra i suoni.

Damone (Δάμων) pose in rilievo gli effetti positivi della musica che influivano sull'ethos e sull'agire dell'uomo. Secondo la sua opinione, la musica esercitava la sua influenza non solo nel singolo individuo, ma anche nell'intera collettività: la musica poteva, quindi, assumere una funzione fondamentale nell'organizzazione della società tanto che, secondo Damone, a un mutamento in campo musicale sarebbe corrisposta un'analoga rivoluzione nelle strutture politico-sociali. Di lui sappiamo che fu amico di Pericle e che, a causa di ciò, si attirò contro odi e rivalità tanto da essere esiliato per ostracismo. Le sue teorie musicali erano contenute in una sua opera sotto forma di orazione, l'Areopagitico, da cui Platone trasse ampi riferimenti nella “Repubblica”.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ La musica nella cultura greca e romana, Giovanni Comotti - EDT, Corriere della Sera, 2018