Scuola di Mileto

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L'Asia minore nel VI sec. a.C.

Con il termine "scuola di Mileto"[1] si indica un gruppo di filosofi presocratici, attivi tra il VII e il VI secolo a.C. a Mileto, colonia greca nel territorio della Ionia (sulla costa mediterranea della Asia minore).

I filosofi milesi ricordati dalla tradizione sono Talete, Anassimandro e Anassimene.

Con i tre filosofi milesi vengono poste le basi per un nuovo modo di riflettere sulle origini del cosmo, diverso rispetto alle cosmogonie mitiche del Vicino Oriente, della Fenicia e dell'Antico Egitto o dei poemi di Omero e Esiodo. A Talete la tradizione attribuisce il ruolo di padre della filosofia. È possibile attribuire il sorgere di queste nuove forme di riflessione teorica sulle cause materiali del divenire alla speciale posizione di Mileto (rilevante centro economico e commerciale tra Oriente e Occidente) e, più in generale, al consolidarsi del processo di formazione della polis arcaica.[2]

Filosofia[modifica | modifica wikitesto]

I principali elementi propri della riflessione dei filosofi milesi rappresentano una novità nella storia del pensiero occidentale: essi sono l'attenzione per gli elementi fisici, il superamento delle teogonie e delle cosmogonie in favore di principi esplicativi interni alla natura e, infine, un modello di indagine incentrata sul procedimento analogico.[2] Oggetto delle riflessioni dei milesi è l'archè, il principio originario che presiede alla genesi e alla realtà di tutto ciò che è. Questa indagine, apparentemente astratta, nasceva in realtà dalla considerazione attenta, basata sull'osservazione diretta, degli eventi naturali, della natura nelle sue varie manifestazioni. Proprio questa riflessione speculativa sulla natura e sulla sua genesi spinse la tradizione successiva, in particolare Aristotele, a identificare questi primi pensatori come fisiologi, ovvero filosofi della natura (physis).

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Il criterio dossografico delle scuole, già diffuso tra gli antichi, ha comportato spesso forzature storiche, con rapporti istituzionali tra le diverse scuole e interazioni che quasi certamente non vi furono mai tra i Presocratici, innanzitutto per la difficoltà di far circolare le idee in una civiltà basata soprattutto sulla trasmissione orale della cultura; altrettanto improprio è immaginare che Anassimene, ad esempio, abbia dato origine ad una successione di capiscuola o che vi fosse una ortodossia scolastica che a lui facesse capo, mentre ciò rappresenta la normalità solo a partire dalla Accademia di Platone (cfr. Centrone, pp. 9-10).
  2. ^ a b Eco e Fedriga, pp. 7-10.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Renato Laurenti, Introduzione a Talete, Anassimandro, Anassimene, Bari, Laterza, 1971.
  • Umberto Eco e Riccardo Fedriga (a cura di), La filosofia e le sue storie - L'Antichità e il Medioevo, Bari-Roma, Laterza, 2014, ISBN 978-88-581-2831-2.
  • Bruno Centrone, Prima lezione di filosofia antica, Roma-Bari, Laterza, 2015, ISBN 978-88-581-1726-2.

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