Credito cooperativo

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Il logo delle banche di credito cooperativo, previsto per legge

«La nostra banca è differente»

(Un fortunato "claim" delle Banche di Credito Cooperativo)

Una Banca di Credito Cooperativo è un particolare tipo di banca previsto dalla legge italiana.

La loro caratteristica principale è quella di essere società cooperative per azioni, mutualistiche e locali, costituite da soci che sono espressione diretta delle comunità locali di riferimento.

Al giugno 2019 operavano in Italia 263 Banche di Credito Cooperativo, Casse Rurali e Casse Raiffeisen (Alto Adige) con 4.231 sportelli. La loro presenza diretta è in 2.638 Comuni e 101 Province.

I soci sono oltre 1 milione e 300 mila.

Nell'aprile del 2016 le BCC (come si definiscono per brevità) sono state oggetto di una profonda revisione normativa (vedi oltre alla voce "La riforma del Credito Cooperativo").

Cenni storici[modifica | modifica wikitesto]

Le banche di credito cooperativo (BCC) - già conosciute con il nome di casse rurali ed artigiane (CRA) - nascono in Europa sul finire del 1800 come una nuova forma di credito sul modello sviluppato in Germania da Federico Guglielmo Raiffeisen. Un modello fondato sul localismo e su motivazioni etiche di ispirazione cristiana.

La prima cassa rurale italiana viene costituita nel 1883 a Loreggia, ad opera di Leone Wollemborg, che prese a modello l'attività di Raiffeisen. Nel 1890, don Luigi Cerutti fonda a Gambarare la prima cassa rurale cattolica. Nel 1891, l'enciclica Rerum Novarum di Leone XIII diviene il manifesto di un ampio e diffuso movimento. Da quel momento in poi, le casse rurali entrano ufficialmente nel campo cattolico. Nel 1897 sono presenti ben 904 Casse Rurali. Il fascismo operò per dare alle cooperative una diversa e obbligatoria organizzazione. Venne istituita la Federazione nazionale fra istituti cooperativi di credito aderente alla Confederazione generale fascista del credito e dell'assicurazione (1926-1927). La Federazione nazionale inquadrava l'Associazione nazionale tra le casse rurali, agrarie ed enti ausiliari, succeduta nel 1926 alla Federazione italiane delle casse rurali cattoliche, che considerava come sezioni locali le federazioni della Federazione italiana. Nel 1934 l'organizzazione delle casse venne modificata con la fondazione della Federazione fascista delle casse rurali, agrarie ed enti ausiliari cui, due anni dopo, venne affiancato l'Ente nazionale delle casse rurali agrarie ed enti ausiliari, articolato in enti di zona. È opportuno notare che questa vicenda, in cui le cooperative di credito venivano assimilate più alle banche ordinarie che alle cooperative e sottoposte a una specifica regolamentazione accentuò l'autonomia che già praticavano nei confronti del resto delle cooperative.

Nel 1950 viene ricostituita la Federazione italiana delle casse rurali e artigiane (nata nel 1909, come Federazione nazionale delle casse rurali) che, nel 1967, aderisce a Confcooperative. Nel 1963 viene fondato l'Istituto di credito delle casse rurali e artigiane (ICCREA)[1], con compiti di agevolazione, coordinamento ed incremento dell'azione delle singole casse attraverso lo svolgimento di funzioni creditizie, di intermediazione bancaria e assistenza finanziaria.

Il Testo unico bancario del 1993 sancisce, in corrispondenza di un cambiamento nella denominazione - da "casse rurali e artigiane" a "banche di credito cooperativo" - il venir meno dei limiti di operatività: le "banche di credito cooperativo" (BCC) possono offrire tutti i servizi e i prodotti delle altre banche e possono estendere la compagine sociale a tutti coloro che operano o risiedono nel territorio di operatività, indipendentemente dalla professione che svolgono. Negli anni novanta, il credito cooperativo realizza un'importante razionalizzazione della propria struttura: nel 1995 diventa operativa Iccrea Holding, capogruppo del Gruppo bancario Iccrea (cui fanno capo le "fabbriche" di prodotti e servizi). Nel 1997 viene costituito il Fondo di garanzia dei depositanti del credito cooperativo, strumento obbligatorio di tutela dei depositanti delle BCC ad esso consorziate.

Nel 2004 viene costituito il Fondo di garanzia degli obbligazionisti del credito cooperativo. Il Fondo, strumento volontario ed esclusivo delle BCC, ha lo scopo di tutelare il diritto di credito degli obbligazionisti delle stesse BCC. Nel 2008 viene costituito il Fondo di Garanzia Istituzionale del Credito Cooperativo, con l'obiettivo di tutelare la clientela delle banche di credito cooperativo, casse rurali, Casse Raiffeisen, salvaguardando la "liquidità e la solvibilità" delle banche aderenti attraverso azioni correttive e interventi di sostegno e prevenzione della crisi.

La riforma del Credito Cooperativo[modifica | modifica wikitesto]

Nell’aprile del 2016 il Credito Cooperativo italiano è stato oggetto di una profonda riforma organizzativa, definita attraverso la legge 49/2016.

La riforma si basa essenzialmente sulla costituzione di gruppi bancari cooperativi (figura del tutto nuova nel panorama bancario italiano ed europeo) cui le BCC hanno l’obbligo di aderire, pur mantenendo i caratteri distintivi di banche locali cooperative (operatività territoriale definita, principio del voto capitario, obbligo di destinazione di almeno il 70% degli utili netti annuali a riserva, governance cooperativa, ecc.). Ruolo delle capogruppo dei nuovi gruppi bancari cooperativi (il cui capitale è detenuto per almeno il 60% dalle stesse BCC) è di fungere da “coordinamento e direzione” delle BCC aderenti, nonché di definire forme di “garanzia incrociata” al fine di prevenire e gestire eventuali situazioni di criticità, secondo quanto previsto dalla normativa bancaria europea.

Dopo un lungo e complesso iter, il 2019 è stato l’anno dell’avvio operativo di due gruppi bancari cooperativi a valenza nazionale: uno facente capo ad Iccrea Banca (con sede a Roma), cui aderiscono 142 BCC, l'altro facente capo a Cassa Centrale Banca (con sede a Trento), cui aderiscono 84 BCC. Le casse Raiffeisen dell’Alto Adige, associate alla Raiffeisen Landesbank Südtirol, hanno beneficiato di una diversa disciplina sulla base di norme emendative della riforma varate dal Governo italiano nel novembre 2018, optando per la costituzione di un IPS (Institutional Protection Scheme) in alternativa alla costituzione di un proprio gruppo bancario cooperativo.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Copia archiviata, su gruppobancarioiccrea.it. URL consultato l'8 luglio 2013 (archiviato dall'url originale il 14 luglio 2013)., Copia archiviata, su gruppobancarioiccrea.it. URL consultato l'8 luglio 2013 (archiviato dall'url originale il 14 luglio 2013)..

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Riferimenti normativi[modifica | modifica wikitesto]

  • Decreto-legge 14 febbraio 2016, n. 18 - Misure urgenti concernenti la riforma delle banche di credito cooperativo, la garanzia sulla cartolarizzazione delle sofferenze, il regime fiscale relativo alle procedure di crisi e la gestione collettiva del risparmio

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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