Crazy for Football

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Crazy for Football
Lingua originale italiano
Paese di produzione Italia
Anno 2016
Durata 75'
Genere documentario
Regia Volfango De Biasi
Soggetto Volfango De Biasi Francesco Trento
Produttore Mauro Luchetti Luciano Stella
Produttore esecutivo Skydancers con Rai Cinema
Distribuzione (Italia) Istituto Luce Cinecittà
Fotografia Giacomo Ragone
Montaggio Erika Manoni
Interpreti e personaggi

Crazy for Football è un documentario italiano del 2016 diretto da Volfango De Biasi, vincitore di un David di Donatello per il miglior documentario. Il film è stato realizzato con il sostegno della Regione Lazio Fondo regionale per il cinema e l'audiovisivo, con il patrocinio della Federazione Italiana Giuoco Calcio (FIGC) e con il sostegno della Fondazione Roma Lazio Film Commission.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Il documentario racconta la storia di un gruppo di pazienti psichiatrici provenienti da diversi dipartimenti di salute mentale di tutta Italia, uniti da un sogno: quello di partecipare ai mondiali per pazienti psichiatrici a Osaka, in Giappone.

Accompagnati dallo psichiatra Santo Rullo e coordinati da Enrico Zanchini (allenatore) e dall'ex pugile Vincenzo Cantatore (preparatore atletico), il gruppo di pazienti affronterà diverse sfide sul campo. L'obiettivo per ognuno di essi sarà quello di riuscire ad entrare nella rosa finale dei 12 giocatori che parteciperanno al ritiro e, successivamente, al campionato mondiale.

Il progetto[modifica | modifica wikitesto]

Il documentario prende spunto dal lavoro svolto da Santo Rullo, presidente dell'associazione italiana di psichiatria sociale, già raccontato da un altro piccolo documentario autoprodotto, dal nome Matti per il calcio, sempre diretto da Volfango De Biasi in collaborazione con Francesco Trento nel 2004.

L'obiettivo dell'esperimento sociale di Rullo e dei suoi collaboratori è quello di portare avanti le conquiste della legge Basaglia, tra i cui obiettivi primari vi era quello del reinserimento sociale dei pazienti che hanno subìto trattamenti psichiatrici. Il calcio - in questo specifico contesto - assume una duplice funzione per i pazienti: da un lato una forma di riavvicinamento al proprio ambiente, dall'altro uno spazio dove il rispetto delle regole e dell'altro apre la strada a una vero e proprio recupero sociale.

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Il film è riconosciuto di interesse culturale con contributo economico del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo - Direzione generale cinema.[1]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ 11.ma Festa del Cinema di Roma, i film di interesse culturale, su www.cinema.beniculturali.it. URL consultato il 25 gennaio 2017.
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