Chiesa di Sant'Aspreno ai Crociferi

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Chiesa di Sant'Aspreno ai Crociferi
Aspreno Crociferi .jpg
La facciata
StatoItalia Italia
RegioneCampania
LocalitàNapoli
Religionecattolica di rito romano
TitolareAspreno di Napoli
Arcidiocesi Napoli
Stile architettonicobarocco, rococò
Inizio costruzione1633
Coordinate: 40°51′22.82″N 14°15′21.6″E / 40.85634°N 14.256°E40.85634; 14.256
Vista sulla cupola dal monastero di Chiesa di Santa Maria dei Vergini.

La chiesa di Sant'Aspreno ai Crociferi è uno storico luogo di culto cattolico della città di Napoli; si erge nell'omonima piazzetta nel cosiddetto Borgo dei Vergini. Nel 2020 è stata adibita a laboratorio dell'artista Jago[1] per la realizzazione della scultura della Pietà in versione maschile.

Storia e descrizione[modifica | modifica wikitesto]

La struttura religiosa fu costruita nel 1633 e, danneggiata dalle lave (le acque piovane che scorrevano impetuose lungo il vallone della Sanità causando vere e proprie alluvioni), venne ricostruita nel 1760 grazie a Luca Vecchione.

Per la nuova ricostruzione furono presentate varie proposte architettoniche, la più famosa delle quali fu certamente quella di voler realizzare un tempio a pianta stellare, secondo il progetto di Ferdinando Sanfelice. Tuttavia, alla fine della disputa, l'edificio venne eretto con pianta a croce latina, con cappelle laterali e navata unica; elemento architettonico di spicco è sicuramente l'impostazione centrale della possente cupola.

La facciata è preceduta da una bella scalinata, creata in pietra lavica; questa venne costruita affinché la chiesa venisse rialzata rispetto alla quota stradale, visto che il tempio era stato più volte invaso da torrenti di varia natura. La facciata vera e propria propone due ordini articolati da lesene composite (decorate completamente in stucco) e raccordati da volute. L'ingresso secondario è caratterizzato dal portale riccamente decorato, testimone di una indubbia influenza del rococò.

Il tempio conserva un interno prettamente barocco, molto bello e finemente decorato, di particolare pregio è la bella cupola caratterizzata da una geometrizzazione degli ornamenti; attualmente la chiesa è chiusa e versa in grave stato di abbandono. Le tele, realizzate da Domenico Mondo, sono state trasferite in altre sedi.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Vincenzo Regina, Le chiese di Napoli. Viaggio indimenticabile attraverso la storia artistica, architettonica, letteraria, civile e spirituale della Napoli sacra, Newton e Compton editore, Napoli 2004.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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