Jago (scultore)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search

Jago, pseudonimo di Jacopo Cardillo (Anagni, 18 aprile 1987), è un artista e scultore italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Dopo aver conseguito il diploma di Liceo Artistico, s'iscrive all'Accademia di Belle Arti di Frosinone, che abbandona prima di terminare gli studi. Dal 2016, anno della sua prima mostra personale nella capitale italiana, ha vissuto e lavorato in Italia, Cina, America ed Emirati. È stato professore ospite presso la New York Academy of Art, dove ha tenuto una masterclass e una lecture nel 2018.

Jago ha ricevuto numerosi riconoscimenti nazionali e internazionali come la Medaglia Pontificia (conferitagli dal Cardinale Ravasi in occasione del premio delle Pontificie Accademie nel 2010), il premio Gala de l'Art di Montecarlo[1] nel 2013, il premio Pio Catelnel nel 2015, il Premio del pubblico Arte Fiera di Bologna[2] nel 2017. Ha inoltre ricevuto l'investitura come Mastro della Pietra al MarmoMacc del 2017.

A 24 anni, su presentazione della storica dell'arte Maria Teresa Benedetti, viene selezionato da Vittorio Sgarbi per partecipare alla 54ª Esposizione Internazionale d'Arte della Biennale di Venezia (Padiglione Italia – RomaPalazzo Venezia)[3] a seguito il 21 novembre 2012 riceve dal papa la Medaglia del Pontificato per la realizzazione di un busto in marmo raffigurante papa Benedetto XVI coperto dalla veste pontificia, ispirandosi al ritratto di papa Pio XI di Adolfo Wildt.[4] A seguito delle dimissioni del papa, modifica il busto originale, rappresentando il papa emerito a torso nudo e intitolando la scultura Habemus Hominem, immagine del rappresentante di Dio tornato a essere uomo.[5]

Nel 2016, all'interno della cripta della Basilica dei Santi XII Apostoli, ha luogo la sua prima esposizione personale a Roma, intitolata Memorie, una selezione di opere realizzate in marmo di Carrara.[6][7]

Nel 2018 espone all'interno del Museo Carlo Bilotti di Villa Borghese a Roma, con l'opera Venere e Habemus Hominen, registrando un numero record di visitatori (più di 3.500  durante la sola inaugurazione). Nello stesso anno partecipa alla Biennale Internazionale di Arte Contemporanea Sacra e delle Religioni dell'Umanità a Palermo.[8][9][10] Espone all'Armory Show di New York nello stesso anno con l'opera Donald e nel 2019 con Memoria di sé.[11][12][13]

Nel 2019 a New York completa il Figlio Velato, scolpendo un blocco di marmo Danby del Vermont. L'opera, ispirata al Cristo Velato di Giuseppe Sanmartino, rappresenta un bambino disteso coperto da un velo. Il 21 dicembre la scultura viene collocata presso la Cappella dei Bianchi della chiesa di San Severo fuori le mura, nel rione Sanità di Napoli.[14]

Sempre nel 2019, in occasione della missione Beyond dell'ESA (Agenzia spaziale europea) , JAGO è stato il primo artista ad aver inviato una scultura in marmo sulla Stazione spaziale internazionale. L'opera, intitolata "The First Baby” e raffigurante il feto di un bambino, è tornata sulla terra a febbraio 2020 sotto la custodia del capo missione, Luca Parmitano.

Nel novembre del 2020 Jago ha realizzato l'installazione "Look Down” in Piazza del Plebiscito a Napoli, ora installata nel deserto Al Haniya nell’emirato di Fujairah. A ottobre 2021 ha collocato l’opera “Pietà” all’interno della Basilica di Santa Maria in Montesanto (Chiesa degli artisti) a Roma.

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

  • 2012 - Medaglia del Pontificato.[4]

Elenco parziale delle opere[modifica | modifica wikitesto]

Il Figlio Velato
  • I cinque sensi - 2012
  • Containers - 2015
  • Memoria di sé - 2015
  • Habemus Hominem - 2016
  • Excalibur - 2016
  • Facelock - 2016
  • Apparato circolatorio (serie) - 2017
  • Muscolo minerale - 2017
  • Venere - 2017
  • Donald - 2018
  • Eataly - 2018
  • The taste of Liberty - 2019
  • Figlio Velato - 2019
  • Lookdown - 2020
  • Pietà - 2021

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Jacopo Cardillo conquista Montecarlo al "Gala de l'Art", su sora24.it, 8 giugno 2013. URL consultato il 22 gennaio 2020 (archiviato il 18 novembre 2020).
  2. ^ Jago, con l'opera Eataly, su gruppoeuromobil.com. URL consultato il 22 gennaio 2020 (archiviato il 18 novembre 2020).
  3. ^ 54. Biennale di Venezia - Padiglione Lazio, su exibart.com. URL consultato il 22 gennaio 2020 (archiviato il 18 novembre 2020).
  4. ^ a b Messaggio del Santo Padre in occasione della XVII seduta pubblica delle Pontificie Accademie, su press.vatican.va. URL consultato il 23 gennaio 2020 (archiviato il 18 novembre 2020).
  5. ^ JAGO, il giovane scultore autodidatta che voleva essere Michelangelo. URL consultato il 22 gennaio 2020 (archiviato il 18 novembre 2020).
  6. ^ JAGO - MEMORIE - Mostra d'arte a Roma per stonetales 22/04-22/05, su STONETALES. URL consultato il 22 gennaio 2020 (archiviato il 18 novembre 2020).
  7. ^ Jago - Memorie, su exibart.com. URL consultato il 22 gennaio 2020 (archiviato il 18 novembre 2020).
  8. ^ Jago | Museo Carlo Bilotti Aranciera di Villa Borghese, su museocarlobilotti.it. URL consultato il 22 gennaio 2020 (archiviato il 18 novembre 2020).
  9. ^ La “Venere” di Jago. In mostra a Roma, al Museo Carlo Bilotti, Aranciera di Villa Borghese, su tv.exibart.com, 13 febbraio 2018. URL consultato il 22 gennaio 2020 (archiviato il 18 novembre 2020).
  10. ^ (EN) Artisti BIAS 2018, su Bias Institute, 25 aprile 2018. URL consultato il 23 gennaio 2020 (archiviato il 18 novembre 2020).
  11. ^ Montrasio Arte / Km0, su The Armory Show. URL consultato il 22 gennaio 2020 (archiviato il 18 novembre 2020).
  12. ^ (EN) Пост, su Orchard Galerie. URL consultato il 22 gennaio 2020 (archiviato il 18 novembre 2020).
  13. ^ The Armory Show 2019, su Montrasio Arte. URL consultato il 22 gennaio 2020 (archiviato il 18 novembre 2020).
  14. ^ A Napoli Il Figlio Velato, il marmo morbido di Jago, su ansa.it, 18 dicembre 2019. URL consultato il 22 gennaio 2020 (archiviato il 18 novembre 2020).

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]