Aspreno di Napoli

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Sant'Aspreno
Luca Giordano Protector saints of Naples.jpg
Luca Giordano, I Santi Patroni di Napoli (Bacolo, Eufebio, Francesco Borgia, Aspreno, e Candida) adoranti il Crocifisso, XVII secolo, Napoli, Palazzo Reale

Vescovo

Nascita Napoli, I secolo
Morte Napoli, II secolo
Venerato da Chiesa cattolica
Ricorrenza 3 agosto
Attributi Bastone pastorale
Patrono di Napoli; invocato contro l'emicrania
Aspreno
vescovo
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Incarichi ricoperti Vescovo di Napoli
Nato I secolo
Deceduto II secolo

Sant' Aspreno di Napoli (I secoloNapoli, II secolo) è stato un vescovo e santo romano.

Fu il primo vescovo di Napoli. Secondo il calendario marmoreo di Napoli, un'antica stele in cui ci sono i nomi dei vescovi di Napoli sino al IX secolo, la sua guida pastorale sarebbe stata di circa 23 anni. La sua vita si sarebbe svolta sotto gli imperatori Traiano e Adriano. Fu particolarmente ricolmo d'amore verso i poveri e si dimostrò sempre disponibile verso qualsiasi persona al di là del ceto e della condizione sociale, il suo speciale carisma fece accrescere la comunità cristiana napoletana. La sua memoria cade il 3 agosto.

Leggenda[modifica | modifica wikitesto]

Aspreno avrebbe ricevuto il Kerygma cristiano dall'apostolo Pietro che, giunto da Antiochia diretto a Roma, si sarebbe fermato a Napoli dove avrebbe guarito da un male una vecchia la quale si sarebbe convertita e sarebbe poi divenuta Santa Candida la Vecchia. Candida avrebbe portato da Pietro proprio Aspreno, anch'egli infermo. La leggenda narra che, a guarigione avvenuta, Aspreno si convertì e quando Pietro dovette lasciare Napoli per Roma consacrò l'uomo vescovo poiché nel frattempo la comunità cristiana era divenuta ampia e necessitava di un pastore. Avrebbe fatto costruire l'edificio di culto di Santa Maria del Principio, dove poi sarebbe sorta la Basilica di Santa Restituta e quindi il Duomo di Napoli. La leggenda attribuisce ad Aspreno anche la fondazione della Basilica di San Pietro ad Aram, prima chiesa napoletana, dove è ancora presente l'altare su cui Pietro avrebbe celebrato il Sacrificio eucaristico.

Reliquie[modifica | modifica wikitesto]

Sepolto secondo la tradizione nell'oratorio della chiesa napoletana di Santa Maria del Principio, recenti ricerche hanno affermato che i suoi resti si trovassero nelle Catacombe di San Gennaro e furono traslati per decisione del vescovo di Napoli Giovanni IV lo Scriba (842-849) nella basilica Stefania dove tutt'oggi riposano sotto l'altare della cappella che porta il suo nome. Nella cappella del Tesoro di san Gennaro vi è, insieme a quello di Gennaro e degli altri 50 Santi Patroni della città di Napoli, il suo busto d'argento e nella cappella delle reliquie del Duomo di Napoli è conservato quello che la tradizione ritiene essere il bastone con cui l'apostolo Pietro lo guarì dalla malattia.

Nella Chiesa di Sant' Aspreno al Porto a lui dedicata si trova il suo Pastorale. Una seconda chiesa dedicata ad Aspreno a Napoli si chiama Sant'Aspreno ai Crociferi.

Culto[modifica | modifica wikitesto]

Fu il primo patrono di Napoli, dal 1673 è venerato come secondo patrono della città.

È particolarmente invocato per curare l'emicrania.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • Aspreno di Napoli, in Santi, beati e testimoni - Enciclopedia dei santi, santiebeati.it.
Predecessore Vescovo di Napoli Successore BishopCoA PioM.svg
diocesi non esistente II secolo Sant'Epatimito
131 - 152
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