Chiesa e monastero di Sant'Andrea

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Chiesa e monastero di Sant'Andrea
Ferrara - Ruderi della chiesa di S. Andrea.JPG
Ruderi della chiesa di Sant'Andrea
Stato Italia Italia
Regione Emilia-Romagna Emilia-Romagna
Località Ferrara
Religione cattolica
Titolare Sant'Andrea apostolo
Diocesi Diocesi di Ferrara

La chiesa e monastero di Sant'Andrea erano un complesso di edifici cattolici di Ferrara situati in via Camposabbionario.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Antichissima parrocchiale, venne edificata secondo gli storici locali intorno all'anno Mille[1]. Fu di proprietà del capitolo della cattedrale fino al 1256 e poi dei frati eremitani dell'ordine di Sant'Agostino. L'insediamento degli agostiniani in Sant'Andrea, già presenti in città nel monastero di Sant'Antonio in Polesine, fu voluto da Azzo VII d'Este[2].

Nel 1438 fu consacrata in modo solenne da papa Eugenio IV che si trovava a Ferrara per il Concilio ecumenico[3].

Andrea Bolzoni, Chiesa Sant'Andrea, incisione

Durante la signoria degli Estensi divenne una delle più importanti chiese della città. Vi furono sepolti Biagio Rossetti, Alberto Schiatti, Giovan Battista Aleotti e Giuseppe Mazzuoli detto il Bastarolo.

Parrocchiale sino al 1806, fu adibita a caserma in epoca napoleonica.

Chiusa al culto nel 1866, fu completamente svuotata di bellissimi quadri e arredi che il complesso aveva ricevuto nel tempo con varie donazioni.

Fu ridotta allo stato attuale da successivi crolli (1938) e demolizioni (1969).

Opere d'arte conservate[modifica | modifica wikitesto]

Nella Pinacoteca Nazionale di Ferrara sono conservate diverse opere d'arte provenienti dalla chiesa di Sant'Andrea come gli affreschi con il Trionfo di Sant'Agostino e la Santa Dorotea condotta al martirio (1378 ca.) attribuiti a Serafino de' Serafini[4]; il cosiddetto polittico Costabili (1513 - 1525 ca.), dal nome del committente Antonio Costabili, realizzato da Benvenuto Tisi da Garofalo e Dosso Dossi[5]. Il polittico era situato molto probabilmente in corrispondenza dell'abside in prossimità dell'altare maggiore e del coro[6]. Sempre nella pinacoteca è visibile l'affresco staccato con l'Antico e il Nuovo Testamento (1523) di Benvenuto Tisi da Garofalo proveniente dal refettorio del monastero[7]. Il coro ligneo, con le tarsie attribuite a Pier Antonio degli Abbati, è conservato nella chiesa di San Cristoforo alla Certosa.

Altre importanti testimonianze artistiche provenienti dalla chiesa sono state collocate presso il museo di Casa Romei: una scultura raffigurante San Nicola da Tolentino attribuita ad Alfonso Lombardi, un San Michele Arcangelo di Andrea Ferreri e altre parti di monumenti funebri. Per quanto riguarda la pittura troviamo: frammenti di affreschi del secolo XIII con la Vergine annunciata e l'Angelo annunziante con un Santo; due affreschi di un anonimo pittore di scuola ferrarese degli inizi del XVI secolo San Giacomo della Marca e Sant'Agostino[8].

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Fotografie storiche della chiesa prima della demolizione:

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ G. Medri, Chiese di Ferrara nella cerchia antica, 1967, p. 231
  2. ^ Ivi, p. 232
  3. ^ Ib., p. 232
  4. ^ La Pinacoteca Nazionale di Ferrara. Catalogo generale, 1992, pp.24-28
  5. ^ Ivi, pp. 126-128
  6. ^ L. Ciammaniti, 1998, pp. 42-43
  7. ^ La Pinacoteca Nazionale di Ferrara. Catalogo generale, 1992, pp.24-28, pp. 135-137
  8. ^ L. Ciammaniti, 1998, pp. 48-53

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Francesco Avventi, Il servitore di piazza: guida per Ferrara, Ferrara Pomatelli, 1838, pp. 145–150.
  • Gualtiero Medri, Chiese di Ferrara nella cerchia antica, Ferrara, Banca di credito agrario di Ferrara, 1967, pp. 231–235
  • Jadranka Bentini (a cura di), La Pinacoteca Nazionale di Ferrara. Catalogo generale, Bologna, Nuova Alfa editoriale, 1992, ISBN 8877792922
  • Luisa Ciammitti ( a cura di), Garofalo e Dosso. Ricerche sul Polittico Costabili, Venezia, Marsilio, 1998, ISBN 8831771442
  • Claudio Giovannini "Alla ricerca delle 103 chiese, monasteri, oratori esistenti in Ferrara nell'anno 1782", Ferrara, 2005, pag. 23

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