Chiesa di San Cristoforo alla Certosa

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Chiesa di San Cristoforo alla Certosa
Certosa 11 maggio 16 5.JPG
Chiesa di San Cristoforo e accessi al cimitero monumentale
StatoItalia Italia
RegioneEmilia-Romagna
LocalitàFerrara
Religionecattolica
TitolareSan Cristoforo
Arcidiocesi Ferrara-Comacchio
ArchitettoBiagio Rossetti
Inizio costruzione1498
Completamento1551
Sito web

Coordinate: 44°50′43.21″N 11°37′36.63″E / 44.845335°N 11.626842°E44.845335; 11.626842

La chiesa di San Cristoforo alla Certosa si trova a Ferrara in piazza Borso d'Este 50, parte integrante del cimitero monumentale della Certosa di Ferrara.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Borso d'Este nel 1452 volle che a Ferrara fosse costruito un grande monastero ed invitò per tale fine i monaci di Grenoble, dell'ordine certosino. Come da tradizione dell'ordine, si scelse un luogo isolato, lontano dal centro cittadino. Solo vari decenni dopo, con l'Addizione Erculea voluta da Ercole I d'Este ed affidata all'architetto di corte, Biagio Rossetti, il complesso venne a trovarsi vicino al nuovo baricentro cittadino ed incluso all'interno delle mura di Ferrara.

La chiesa attuale risale al 1498, quando ne venne iniziata la costruzione accanto alla primitiva chiesa. Il tempio rappresenta l'opera più matura di Biagio Rossetti[1] anche se per alcuni studiosi i documenti storici non ne suffragano in modo certo la paternità. L'apertura al culto fu possibile solo nel 1551[2].

I monaci vennero espropriati della chiesa e del monastero con le soppressioni napoleoniche. Acquistata dal comune di Ferrara venne riaperta al culto nel 1813; l'area adiacente fu destinata a cimitero pubblico monumentale. La chiesa primitiva e il chiostro vennero in seguito abbattuti per costruire un portico, che caratterizza la piazza antistante. Gravemente danneggiata durante la seconda guerra mondiale dove andarono distrutti il campanile, la copertura dell'abside e il frontone sud del transetto, dal primo dopoguerra ad oggi ha subito diversi interventi di restauro e consolidamento[3].

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Esterno[modifica | modifica wikitesto]

La facciata è incompiuta e pare fosse destinata ad accogliere un rivestimento marmoreo[2]. Nel Settecento fu aggiunto il monumentale portale marmoreo sormontato dallo stemma dell'ordine certosino, realizzato su disegno di Gaetano Barbieri dai veronesi Pietro Puttini e Francesco Zoppo (i due putti)[3].

Interno[modifica | modifica wikitesto]

L'interno è grandioso, a navata unica e con sei cappelle laterali. I bassorilievi marmorei collocati alle basi dei pilastri sono dell'inizio del 1500 e raffigurano imprese araldiche della casata estense, in particolare quelle di Borso d'Este (paraduro, pozzo, unicorno), Ercole I (diamante, quercia, idra), Alfonso I (granata). Sono presenti anche molti simboli religiosi certosini[4].

Nella chiesa sono conservate opere di Nicolò Rosselli, Ludovico Carracci, Agostino Carracci, Sebastiano Filippi, Francesco Naselli, Giacomo Parolini, Giuseppe Antonio Ghedini e di altri pittori ferraresi del tardo 1500[2]. Sull'altare maggiore è presente un pregevole ciborio ligneo, progettato dall'architetto Nicolò Donati e realizzato nel 1597 da Marc'Antonio Maldrato. Il coro ligneo da 56 stalli a tarsie prospettiche è attribuito a Pier Antonio degli Abbati e proviene dalla chiesa di Sant'Andrea.

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ C.Bassi 3, p. 101
  2. ^ a b c M.Toffanello, p. 94
  3. ^ a b Roda.Sitti, pp. 32,33
  4. ^ B.Ghelfi, pp. 88-89

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Carlo Bassi, Nuova guida di Ferrara. Vita e spazio nell'architettura di una città emblematica, Ferrara, 2G editrice (Ristampa anastatica dell'edizione del 1981 edita da Italo Bovolenta), 2012, ISBN 8889248149.
  • Marcello Toffanello, Ferrara: la città rinascimentale e il delta del Po, Roma, Libreria dello Stato, Istituto poligrafico e Zecca dello Stato, 2005, SBN IT\ICCU\UFE\0989716.
  • Barbara Ghelfi (testi), Ferrara estense. Guida storico-artistica, Cinisello Balsamo, Silvana editoriale, 2004, SBN IT\ICCU\MOD\0889784.
  • Carlo Bertelli, Carlo Bassi, Micaela Torboli, Diego Marani, San Cristoforo alla Certosa a Ferrara, Milano, Skira, 2007, ISBN 978-88-6130-357-7.
  • Roberto Roda e Renato Sitti (a cura di ), La Certosa di Ferrara, Padova, Interbooks, 1985, SBN IT\ICCU\CFI\0100378.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]