Chiesa di San Pietro a Varlungo

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Chiesa di San Pietro a Varlungo
San pietro a varlungo, ext., 01.JPG
Facciata
StatoItalia Italia
RegioneToscana
LocalitàFirenze
ReligioneCristiana cattolica di rito romano
TitolarePietro apostolo
Arcidiocesi Firenze
Stile architettonicobarocco
Inizio costruzione1107
CompletamentoXIX secolo

Coordinate: 43°45′58.4″N 11°18′04.5″E / 43.766222°N 11.30125°E43.766222; 11.30125

Interno

La chiesa di San Pietro a Varlungo è un luogo di culto cattolico che si trova in via di Varlungo a Firenze.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Documentata sin dal 1107, pare risalire a prima del Mille. Nel '400 fu di patronato dei Bonciani, alla fine del Seicento subì una radicale ristrutturazione e nella seconda metà dell'Ottocento venne eretto il campanile e fu eliminato il portico antistante.

Durante la seconda guerra mondiale e l'occupazione tedesca, la chiesa di San Pietro a Varlungo fu una delle principali centrali di soccorso degli ebrei perseguitati a Firenze nel periodo dell'Olocausto[1]. Il parroco e il vice-parroco dell'epoca, don Leto Casini e don Giovanni Simioni, sono riconosciuti tra i giusti tra le nazioni a Yad Vashem. Un monumento e una via intitolata a don Casini ne ricordano oggi l'eroica azione a Varlungo.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

L'interno, ad unica navata con volta a botte, transetto ed abside, presenta rifacimenti barocchi e dipinti murali fra i quali si trova inoltre un affresco di Alessandro Gherardini (1699), il Transito di San Giuseppe ed il coevo Battesimo di Cristo di Onorio Marinari; nel soffitto un affresco di Baldassarre Franceschini, detto Volterrano, rappresentante San Pietro in gloria, con la Fede, la Speranza e la Carità. Interessante è il ciborio in pietra serena, scolpito nel XV secolo;

Nel transetto vi è la tavola duecentesca del cosiddetto Maestro di Varlungo con la Madonna e il Bambino. Nell'oratorio della Compagnia è venerato un Crocifisso ligneo ritenuto miracoloso, mentre in canonica è custodito l'affresco del tabernacolo del Guarlone.

Nella via di Varlungo c'è un tabernacolo con affreschi di scuola del Ghirlandaio, la Vergine e san Giovanni Evangelista.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Enzo Collotti (a cura di), Ebrei in Toscana tra occupazione tedesca e RSI (Carocci: Roma, 2007).

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Francesco Lumachi Firenze - Nuova guida illustrata storica-artistica-aneddotica della città e dintorni, Firenze, Società Editrice Fiorentina, 1929

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