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Chiesa di San Nicola dei Greci

Coordinate: 40°49′41.23″N 16°33′13.18″E
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Chiesa di San Nicola dei Greci
StatoItalia (bandiera) Italia
RegionePuglia
LocalitàAltamura
IndirizzoCorso Federico II di Svevia
Coordinate40°49′41.23″N 16°33′13.18″E
ReligioneCristiana cattolica di rito romano
TitolareNicola di Bari
Diocesi Altamura-Gravina-Acquaviva delle Fonti
FondatoreFederico II di Svevia
Stile architettonicoGotico (esterno), barocco (interno)
Inizio costruzione1232
Completamento1576

La chiesa di San Nicola dei Greci, eretta per volere di Federico II di Svevia nel 1232, è una chiesa di Altamura e si trova sulla via principale del centro storico, corso Federico II di Svevia, a pochi passi dalla cattedrale di Santa Maria Assunta.

È una delle parrocchie della diocesi di Altamura-Gravina-Acquaviva delle Fonti[1].

Costruita nel 1232, quando in città si inizia anche la costruzione della cattedrale, in stile romanico per il rito greco-cattolico, ad opera di presbiteri bizantini, è dedicata a san Nicola di Mira e viene successivamente ristrutturata nella seconda metà del XVI secolo[2].

L'edificio sacro sorge a poche decine di metri dalla Cattedrale di Santa Maria Assunta lungo la via più importante intitolata a Federico II di Svevia ed è per lunghi secoli il centro religioso di quella parte della popolazione di rito greco-ortodosso presente in Altamura il cui nucleo originario si era ingrossato con il sopraggiungere di altre popolazioni provenienti in età angioina dalla Grecia salentina.

Fino al XV secolo, il clero greco e la sua chiesa principale pare non versassero sempre in buone condizioni economiche. In un documento del 1474 fu sottoscritto un accordo tra il capitolo della chiesa e l'altro latino della cattedrale col quale si riconobbe al primo una diminuzione della quota spettante per le spese comuni, stabilendo che i greci avrebbero partecipato per un quarto, anziché per un terzo come per antica consuetudine. Inoltre, i preti della chiesa si rivolsero al sovrano Ferdinando I di Napoli che fece versare in loro favore dall'Università degli Studi di Altamura le venti once di spettanza reale, permettendo così di acquistare libri.

Nel XVI secolo la situazione si evolse in positivo poiché la chiesa divenne beneficiaria di molti testamenti e lasciti da parte di famiglie di origine greca e ciò permise alle sue finanze di affrontare gli oneri di tutte quelle necessità legate alla manutenzione della fabbrica, che era stata trascurata per secoli.

Negli anni venti del XVI secolo sono annotate nei registri di amministrazione della chiesa spese non solo per la riparazione della porta principale, ma anche di una seconda, posta lateralmente. Il mastro Cola de Gessa realizzò il portale terminato tra il 1574 e il 1576, data che sarà incisa nella parte superiore del portale, mentre successivamente, nel 1870, viene restaurato il Coro.

La facciata prima dell'ultimo restauro

Nel 1944 don Domenico Chierico presentava al prelato della città, Giuseppe Della Cioppa, e alla Commissione d'arte sacra una domanda per ottenere il permesso d'effettuare urgenti lavori alla facciata e all'interno della chiesa, come il ripristino del rosone di cui all'interno si intravedevano ancora le antiche tracce.

Per il rosone, formato da dodici colonnine che si dipartono da una rosa quadrilobata posta al centro e raccordate tra loro da piccoli archi, non si ha la certezza che si tratti di quello anticamente tolto dalla sua sede originale e trasferito sul muro laterale della vicina chiesa di San Biagio, tesi avanzata da alcuni autori nel 2013.

Il 28 giugno 1986 Tarcisio Pisani, vescovo di Altamura-Gravina-Acquaviva delle Fonti, istituisce la parrocchia di San Nicola detta nel passato "dei Greci nella stessa chiesa.

Per secoli la chiesa è stata la seconda parrocchia della città ed è rimasta tale fino a quando ha perso la sua indipendenza ed è stata integrata in un'unità pastorale con la cattedrale. La chiesa fu sede di diverse organizzazioni cattoliche come il Terzo ordine secolare e l'Unione femminile cattolica.

Dal rito greco al rito latino

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La chiesa fu officiata con rito greco fino al XV-XVI secolo, quando viene riadattata al rito latino e modificata l'iconostasi interna.

Non sempre i rapporti tra il clero greco della chiesa e del suo Capitolo furono pacifici e cordiali con l'altro latino della cattedrale.

Prima della soppressione, i preti greci godevano degli stessi privilegi di quelli latini, ma non erano obbligati al rispetto del voto del celibato e pertanto potevano sposarsi, avere famiglia e servi e tutti erano esentati dal pagamento di alcuni pesanti tasse come, per esempio, quelle che pesavano sul pane.

Il portale

Impostata su un basamento a bugne, la facciata, che richiama alcuni elementi gotici, ha profilo a capanna con rosone centrale e il portale, alto ben sette metri sui dieci della facciata, un protiro su mensole a terminazione cuspidata, con tre fasce di decorazione scolpita. I rilievi delle fasce laterali e dell'architrave narrano le storie dell'Antico e del Nuovo Testamento. In centro alla cuspide campeggia la Trinità, circondata da angeli e santi, mentre sulla fascia verticale sinistra viene riprodotta l'immagine del Paradiso terrestre e la creazione di Adamo ed Eva.

Si trova poi rappresentata la scena del peccato originale, con il giardino dell'Eden racchiuso in un recinto di mura, e la cacciata di Adamo ed Eva. Poi vi è la raffigurazione dell'Inferno popolato di diavoli cornuti e grotteschi, accerchiati da scene di pene infernali, sintetizzate dal pentolone in cui cuoce un dannato. Nel fondo dell'Inferno si vede Lucifero precipitare in catene nell'abisso, personificato, secondo la tradizione, da un vecchio dai capelli e dalla barba fluttuanti.

Dettaglio del portale

Sull'architrave alla base della lunetta vengono riprodotte le vicende di Caino ed Abele, della costruzione dell'arca e del diluvio universale. Le immagini bibliche iniziano la narrazione della vita di Gesù partendo dal basso con la scena dell'Annunciazione e dell'incontro tra Maria ed Elisabetta. Segue la Natività con il bue e due zampognari, dimostrazione di come in questo periodo fosse già radicata l'immagine del presepe. Vi è poi l'adorazione dei pastori e l'arrivo dei tre magi che portano doni e infine ci sono la fuga in Egitto e la strage degli innocenti.

Soffitto

L'interno, a navata unica con sei piccole cappelle laterali, conserva un interessante soffitto ligneo seicentesco con scene della vita di san Nicola. All'ingresso della chiesa, si trova il fonte battesimale in pietra locale, coperto di bronzo, che costituisce una delle poche testimonianze dell'antica chiesa. L'attuale altare maggiore in legno è aggiunto nel 1985 e l'ambone il legno modanato nel 1995. Tuttavia l'interno non conserva più nulla dell'antica ripartizione degli spazi forse modificati all'epoca della ricostruzione cinquecentesca o durante i lavori dei secoli successivi.

Cappelle laterali

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Degni di nota sono anche gli altari lignei laterali dorati con decorazione ad intarsio, realizzati nel 1600 ed ispirati ai retablos spagnoli, e il dipinto su tela raffigurante il Martirio di Santa Beatrice, collocato sul terzo altare a destra. La santa è inginocchiata e con la testa riversa, mentre il carnefice le stringe il collo col cappio ed un angelo dall'alto scende a coronarla di fiori. Secondo la tradizione locale, l'opera è del Plantamura, un pittore altamurano. A lui sono attribuite le opere più disparate, caratterizzate da una pittura mossa e napoletaneggiante.

Altare dedicato a san Nicola di Bari

Vi è inoltre una statua in pietra dipinta raffigurante san Nicola di Bari seduto in atto di benedire, alta 1,30 m., nel terzo altare a sinistra; la testa viene modificata quando la mitra viene ridotta per il passaggio dal rito greco a quello latino. La mano destra è mobile e realizzata in legno e gesso. La statua risale alla metà del XVI secolo ed è da ricollegare alle statue analoghe del presepe custodito nella cattedrale di Santa Maria Assunta.

L'impianto dell'altare delle cappelle prevede al centro la statua del santo a cui è dedicato, affiancato da altre figure di santi, separati tra loro da colonne e cornici. Sul lato destro si trovano gli altari di sant'Antonio da Padova, san Francesco d'Assisi e santa Beatrice. Sul lato sinistro, invece, si trovano gli altari di Nostra Signora di La Salette, del Crocifisso e di san Nicola di Bari.

L'altare di san Nicola di Bari, realizzato tra il 1650 e il 1674 in legno dipinto e ornamentazione dorata, mostra al centro, in una nicchia sull'altare, la statua del santo. La decorazione circostante è formata da altorilievi che raffigurano episodi della sua vita e dei miracoli più noti derivati dall'agiografia nicolaiana, temi che ricalcano quelli presenti nella decorazione esterna del portale.

Santa Beatrice

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Dal 1661 la chiesa conserva una preziosa reliquia: il corpo di santa Beatrice composto all'interno del paliotto dell'altare a lei dedicato.

La sacra spoglia fu rinvenuta nella catacomba di san Calepodio a Roma e ricevette l'autenticazione dal vescovo Alessandro Vittrici.

Caratterizzato da un arco maggiore a sesto acuto, che segna la divisione della navata con il presbiterio, il presbiterio presenta l'altare maggiore, dedicato all'incoronazione di Maria Assunta. Si tratta di una struttura in legno e gesso, rivestita di intarsi di marmo policromi della prima metà del XVIII secolo che richiamano fortemente l'architettura napoletana dell'epoca, ed è attribuibile ai lavori di due maestri. La mensa marmorea con le sculture sono attribuite ad un maestro napoletano e il dipinto che raffigura Maria incoronata dal Padre celeste tra gli angeli e i santi è di un maestro locale.

Sul presbiterio sono stati collocati durante gli ultimi restauri degli anni settanta-ottanta del XX secolo gli schienali dell'antico coro ligneo. Esso infatti è stato rimosso e depositato nella chiesa di San Biagio e ciò ha causato la perdita di buona parte degli elementi compositivi; il pulpito, risalente al XVIII secolo, è realizzato in legno.

  1. ↑ Le Parrocchie, su Diocesi di Altamura-Gravina-Acquaviva d. Fonti. URL consultato il 27 gennaio 2021.
  2. ↑ San Nicola dei Greci ad Altamura, su salentoacolory.it.
  • G. Pupillo, Chiesa di San Nicola dei Greci. La storia in AA.VV., Recuperare la bellezza. Il recupero delle facciate delle chiese della Diocesi di Altamura, Gravina e Acquaviva delle Fonti, LAB Edizioni, Altamura 2025

Voci correlate

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