Chiesa di San Colombano (Bologna)

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Chiesa di San Colombano
Navata principale di San Colombano.jpg
La navata principale della chiesa e alcuni pezzi della collezione Tagliavini
Stato Italia Italia
Regione Emilia-Romagna
Località Bologna
Religione cattolicesimo
Titolare San Colombano
Diocesi Arcidiocesi di Bologna
Consacrazione 1008
Sconsacrazione 1798
Inizio costruzione VII secolo
Completamento 1008
Sito web www.genusbononiae.it

Coordinate: 44°29′48″N 11°20′27″E / 44.496667°N 11.340833°E44.496667; 11.340833

La chiesa di San Colombano (o monastero di San Colombano) è un antichissimo complesso monastico situato nella città di Bologna, in via Parigi. Dedicato al santo missionario irlandese Colombano, venne fondato dai monaci di Bobbio. La chiesa, oggi sconsacrata, ospita la Collezione Tagliavini, preziosa raccolta di strumenti musicali antichi.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Secondo la tradizione, le sue origini si aggirano attorno al 616, quando i monaci colombaniani, giunti dalla potente abbazia di San Colombano di Bobbio, fondarono questo monastero a Bologna.

San Colombano fondò l'abbazia di Bobbio nel 614, dedicandola a san Pietro, e morì il 23 novembre del 615, quindi la fondazione monastica di Bologna, edificata e dedicata a Colombano per volere del vescovo Pietro I, sarebbe la prima a portare il suo nome.

Le notizie certe che parlano del monastero risalgono al 1008, quando vi giunsero i monaci benedettini dell'abbazia di San Gallo, i quali subentrarono ai monaci colombaniani. Essi tennero la chiesa ed il monastero fino al 1144, quando passò alle monache benedettine fino ai primi del Duecento ed alle quali subentrarono successivamente le carmelitane e le clarisse.

Nell'aprile del 1304 nacque un diverbio a causa dell'elezione di due badesse in contemporanea, dopo una spaccatura interna fra le monache. Per porre fine ai disordini, che generarono persino risse fra le monache, il vescovo decise la soppressione del monastero mantenendo la sola chiesa come luogo di culto.

Dopo vari passaggi di proprietà, nel 1679 il complesso del monastero venne venduto alla Repubblica di Lucca che vi organizzò un pensionato per i giovani studenti lucchesi all'Università di Bologna.

Dal 1790 il monastero subì ancora vari passaggi di proprietà, finché non venne chiuso al culto nel 1798.[1]

La chiesa ed il monastero conservano ancora oggi un grande antico dipinto che rappresenta La Vergine con San Colombano e altri Santi.

Nel 2005 il complesso di San Colombano venne acquistato dalla Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna (CARISBO), che ne ha curato i restauri. Inaugurato nel 2010, il complesso ospita oggi la Collezione Tagliavini di strumenti musicali antichi.[2] Vi si svolgono prestigiosi concerti di musica barocca e pomeriggi musicali affidati a classi di conservatori e accademie musicali europee.

La cappella della Madonna dell'Orazione[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1547 venne collocata sul muro esterno della chiesa di San Colombano un'immagine della Madonna, dipinta nel 1399 da Lippo di Dalmasio. Similarmente a come avvenne per altre icone mariane a Bologna, l'immagine divenne presto meta di preghiera e pellegrinaggi da parte dei fedeli, spingendo la Confraternita della Madonna dell'Orazione a far costruire una cappella adiacente alla chiesa di San Colombano, la cui decorazione fu affidata agli allievi dei Carracci. Dalla fine degli anni venti al 2005 (anno in cui la Fondazione CARISBO acquistò il complesso) la cappella è stata sede dell'Associazione Mutilati e Invalidi di Guerra.[1]

L'oratorio[modifica | modifica wikitesto]

Scuola di Ludovico Carracci, Storie della Passione di Cristo (1600), presso l'oratorio (nella foto anche alcuni strumenti della Collezione Tavaglini)

L'oratorio del complesso, soprastante la cappella della Madonna dell'Orazione, conserva un importante ciclo di affreschi ispirato alla passione e al trionfo di Cristo, realizzato in occasione del giubileo del 1600 dagli allievi di Ludovico Carracci, fra cui Guido Reni, Francesco Albani, il Domenichino, Lucio Massari, Francesco Brizio e Lorenzo Garbieri. Per via dell'alto livello della qualità pittorica, lo storico dell'arte Carlo Cesare Malvasia definì il ciclo pittorico "la gloriosa gara".[1]

La cripta[modifica | modifica wikitesto]

I restauri del 2007 hanno portato alla scoperta di una cripta tardo-romana sottostante la parte absidale della chiesa e di una sepoltura del XII secolo. I lavori hanno anche portato alla luce un affresco duecentesco raffigurante la crocifissione, attribuito a Giunta Pisano.[1]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Renata Zanussi San Colombano d'Irlanda Abate d'Europa - Ed. Pontegobbo (collana I girasoli) 2000,
  • A. Maestri. Il culto di San Colombano in Italia. Archivio storico di Lodi. 1939 e segg.,
  • Archivum Bobiense Rivista annuale degli Archivi storici Bobiensi (1979-2008). Bobbio,
  • Francisco Giordano, La chiesa di S. Colombano in Bologna. Notizie sulla storia e sulle decorazioni, in: Il Carrobbio, ed. Pàtron, XXIII, 1997, Bologna.
  • Roberto Scannavini, Francisco Giordano, Il recupero e il restauro del complesso di San Colombano. Polo culturale del Museo della Città di Bologna, in: INARCOS, rivista ingegneri architetti e costruttori, Bologna, 2009.
  • Paola Foschi, Il culto di San Colombano fra Modena e Bologna nel medioevo, in: Atti e Memorie della Deputazione di Storia Patria per le Province di Romagna, Nuova Serie, Volume LX, anno accademico 2009, Bologna 2010.
  • Francisco Giordano, Il complesso di San Colombano in Bologna, in: Atti e Memorie della Deputazione di Storia Patria per le Province di Romagna, Nuova Serie, Volume LX, anno accademico 2009, Bologna 2010.

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