Chiesa di San Benedetto (Roma)

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San Benedetto
San Benedetto al Gazometro 01615-6.JPG
Esterno
Stato Italia Italia
Regione Lazio
Località Roma
Religione cattolica
Titolare Benedetto da Norcia
Diocesi Diocesi di Roma
Inizio costruzione XX secolo
Sito web Sito della Parrocchia

Coordinate: 41°52′17.49″N 12°28′43.01″E / 41.871526°N 12.478615°E41.871526; 12.478615

La chiesa di San Benedetto è una chiesa di Roma, nel quartiere Ostiense, in via del Gazometro.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Pio X nel 1912 volle fare edificare una chiesa nel quartiere Ostiense, nei pressi del gasometro, per provvedere alla vita spirituale della popolazione ivi residente, ma morì prima di poter vedere incominciare i lavori. Il suo successore Benedetto XV si impegnò per l'avvio di essi, e la chiesa fu dedicata a San Benedetto proprio in ricordo del papa, ma per una serie di contrattempi alla sua morte l'opera aveva appena avuto inizio. Infatti, abbattuta una antica e vetusta cappellina, dapprima (nel 1916) si adattò a chiesa una baracca della zona, poi incominciarono i lavori della nuova chiesa, ma alla morte del papa erano stati eretti solo i pilastri ed il tetto. Fu solo nel 1925, sotto il pontificato di Pio XI, che si lavorò per completare la chiesa, che venne ufficialmente eretta in parrocchia il 3 giugno 1926 con la costituzione apostolica Nostri pastoralis officii.

Oggi la parrocchia è affidata ai sacerdoti della Compagnia di San Paolo, ed è sede del titolo cardinalizio “San Benedetto fuori Porta San Paolo”.

Una lapide in fondo alla chiesa ricorda la visita effettuata da Giovanni Paolo II il 14 febbraio 1988.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Interno

All'esterno l'edificio si presenta in laterizio, a due ordini. L'ordine inferiore è movimentato dalla presenza di un atrio scandito da due pilastri e dalla scritta latina « Obsculta o fili praecepta magistri: ora et labora » (“Ascolta, o figlio, i precetti del maestro: prega e lavora”). Nell'ordine superiore è posta una finestra ovale, ove è inserita una croce e alcuni simboli della tradizione iconografica cristiana, ossia il pesce, il cristogramma, la colomba e il pastorale. Sulla sommità della facciata è lo stemma di papa Pio XII. Nell'atrio d'ingresso è murata una lapide che ricorda l'elevazione della chiesa a diaconia cardinalizia il 28 giugno 1988 per decreto di Giovanni Paolo II.

L'interno della chiesa è ad un'unica navata, con una navatella sul lato destro separata dal corpo centrale da pilastri, e con quattro cappelle sul lato sinistro. La prima cappella, appena entrati, dedicata al Sacro Cuore di Gesù, ha lo stesso orientamento della chiesa: nella parete di fondo è un mosaico di Armando Baldinelli raffigurante il Sacro Cuore. Le due cappelle seguenti conservano opere di artisti del Novecento: una Madonna col bambino di Silvio Consadori (del 1951) e San Giuseppe con Gesù adolescente di Luigi Filocamo (del 1953). L'altare maggiore è dominato da una composizione marmorea ove si ripete il motto benedettino Ora et labora con una tela di Ferruccio Ferrazzi raffigurante San Benedetto. Una statua del santo è collocata nella navatella di destra.

Nella cappella dedicata a Maria vergine sono murate due lapidi: in quella di sinistra si ricorda la visita di papa Giovanni Paolo II, in quella di destra si commemora la figura del cardinale Andrea Carlo Ferrari nel giorno della sua beatificazione (10 maggio 1987).

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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