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Catino

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Nota disambigua.svg Disambiguazione – "Bacile" rimanda qui. Se stai cercando altri significati, vedi Bacile (disambigua).
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Un catino metallico per la pulizia personale

Il catino o bacino o bacile è un recipiente o vaso in forma rotonda e concava, basso con bordi rovesciati all'esterno. Costruito in terracotta, plastica o metallo, è destinato a contenere liquidi, comunemente usato per lavarsi.

Etimologia[modifica | modifica wikitesto]

Il termine deriva dal latino bachínon, baccínus, bassínus, bacínus e bàcca, a sua volta dal latino bàca (bacca), per la forma stondata che fornisce l'idea di un contenitore, un vaso. La radice bac-, comune a molte lingue, fornisce l'idea di curvo e concavo. In celtico bac (cavità), in francese bac (barca), in olandese bak (vassoio), in inglese back (tinozza) indica anche il posteriore (le natiche). Nel Dizionario Etimologico di Giacomo Devoto, Le Monnier, firenze 1968 troviamo la derivazione dal latino "catinus", con l'indicazione: "privo di connessioni evidenti".

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Lavaggio della biancheria in un catino all'interno di un kibbuz (anni trenta)
Bacinella (anni 1950)

Le dimensioni, la materia e la forma erano in funzione all'utilizzo specifico. Fabbricati da una lamina di bronzo lavorata a maglio, con decorazioni incise su ampi bordi di forma schiacciata, erano comuni nella produzione bronzistica etrusca. Avevano molteplici usi come vassoi, piatti di portata, ma anche come coperchi d'urne cinerarie.

Ampiamente diffusi dalla Puglia alla Gallia, erano considerati simboli di prestigio, ottenuti come dono o attraverso scambi commerciali.

Nell'antichità veniva dato questo nome a contenitori metallici che venivano arroventati ed utilizzati per abbacinare.

Nel Medioevo assunsero grandi dimensioni quelli utilizzati a tavola, in quanto dovevano servire tutti i commensali. Nell'età rinascimentale ottennero grande diffusione quelli di ottone, mentre nei secoli precedenti erano in maggior numero quelli di rame e di bronzo, e in minor numero di oro e argento. Tra le espressioni artistiche più significative vi è stata la produzione spagnola di derivazione moresca, relativa soprattutto ai catini di maiolica con riflessi metallici, sbocciata nei secoli XV e XVI. Uno dei centri di produzione più importanti è stato quello di Dinant, in Francia.

Nel XVII e nel XVIII secolo sono stati prevalentemente gli inglesi a realizzare eleganti parures di bacile e brocca.[1]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ "Le muse", De Agostini, Novara, 1964, Vol. I, pag.512

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Cl. Albore Livadie La situazione in Campania - Il commercio etrusco arcaico, da Quaderni per l'Archeologia Etrusco-Italica 9.
  • Werner Johannowsky, A proposito delle importazioni di suppellettile di lusso e da tavola lungo la costa orientale della Lucania e la Campania dalla fine del VII al IV secolo, in Navies and Commerce of the Greeks, the Carthaginians and the Etruscans in the Tyrrhenian Sea.
  • Vocabolario Etimologico di Ottorino Pianigiani

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