Lavabo

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Lavabo del XIX secolo

Il lavabo (anche lavandino o lavello o in Italia anticamente o regionalmente anche acquaio, seppur con significato più specifico), è un apparato costituito da una sorgente idrica e una bacinella di raccolta con scarico.

Il lavabo spesso è parte integrante di dispositivi igienico-sanitari, stanze da bagno, cucine e servizi in genere.[1] L'apporto idrico comunemente è fornito da uno o più rubinetti d'acqua calda e/o fredda, e lo scarico è normalmente connesso a una rete fognaria.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Trae le sue origini dalle bacinelle fisse, o vasche, già in uso presso le civiltà antiche a partire dal III millennio a.C.; numerosi reperti di antiche stanze da bagno e cucine dimostrano la quasi invariata forma e funzione per millenni fino ai giorni odierni.

Utilizzi[modifica | modifica wikitesto]

La sua funzione primaria è di raccolta temporanea di acque a uso igienico-sanitario per oggetti, animali e/o usi umani (ad esempio il lavaggio delle mani).

L'uso di attrezzature specifiche per il lavaggio delle mani, oltre che a misure igieniche, è connesso anche con rituali di purificazione frequenti in molte religioni (quello presente nelle chiese cristiane è chiamato acquasantiera). Il termine stesso lavabo, è propriamente una parola latina ("laverò"), che proviene da una frase che l'orante recita nel corso della messa, al momento di lavarsi le mani: Lavabo inter innocentes manus meas et circumdabo altare tuum, Domine ("Laverò fra gli innocenti le mie mani: e andrò attorno al tuo altare, o Signore", Salmo 26,6[2]). Il momento della Messa in cui viene pronunciata questa formula è esso stesso denominato lavabo.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Lavello Cucina, su nivito.it. URL consultato il 6 novembre 2017.
  2. ^ Salmi 26,6, su laparola.net.

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