Carlo di Prussia
| Carlo di Prussia | |
|---|---|
Franz Krüger, olio su tela, 1852 | |
| Principe di Prussia | |
| Trattamento | Sua Altezza Reale |
| Nascita | Berlino, 29 giugno 1801 |
| Morte | Berlino, 21 gennaio 1883 (81 anni) |
| Dinastia | Hohenzollern |
| Padre | Federico Guglielmo III |
| Madre | Luisa di Meclemburgo-Strelitz |
| Consorte | Maria di Sassonia-Weimar-Eisenach |
| Figli | Federico Carlo Luisa Anna |
| Religione | Protestantesimo |
Carlo di Prussia, in tedesco Friedrich Carl Alexander von Preußen (Berlino, 29 giugno 1801 – Berlino, 21 gennaio 1883), fu un principe di Prussia. Entrò nell'esercito prussiano nel 1811 e servì come militare.
Biografia
[modifica | modifica wikitesto]Carlo nacque il 29 giugno 1801 a Berlino, terzogenito maschio di re Federico Guglielmo III di Prussia e della consorte, la regina Luisa; apparteneva alla dinastia degli Hohenzollern, discendendo però anche dalle case di Meclemburgo, Assia e Hannover, Stuart e Glücksburg. Aveva tre fratelli, Federico Guglielmo, re di Prussia, Guglielmo, re di Prussia e primo imperatore tedesco, ed Alberto, principe di Prussia, e aveva tre sorelle, Carlotta, imperatrice di Russia, Alessandrina, granduchessa di Meclemburgo, e Luisa, principessa dei Paesi Bassi.
Il principe Carlo entrò nel servizio militare come cadetto all'età di 10 anni nel 1811. Come membro della famiglia reale, nello stesso anno fu decorato con il più alto ordine cavalleresco prussiano, lo Schwarzer Adler-Orden, ovvero l'Ordine dell'Aquila nera. Assunse infine il comando del 12° Reggimento di fanteria nel 1822 e poi comandò la 2° Divisione di fanteria di Guardia nel 1830. Divenne maggiore generale nel 1824, tenente generale nel 1832. Nel 1839, Carlo divenne il primo Ispettore Generale a capo della 2. Armee-Inspektion (allora nota come 2. Armee-Abteilung). Dopo aver ricoperto tale incarico per un anno, vi tornò nel 1848 e vi rimase per i successivi 15 anni. Nel 1836 comandante generale del IV Corpo d'armata di stanza a Magdeburgo e nella provincia prussiana di Sassonia (il quartier generale del Comando Generale fu a Berlino dal 1836 al 1848) [1][2].
Nel 1844 fu promosso generale di fanteria e nel 1854 fu Generalfeldzeugmeister, generale d'artiglieria, col grado di feldmaresciallo, e capo dell'artiglieria prussiana. Dal 1864 al 1866 fu Governatore di Magonza [3]. Nel 1872 fu nominato feldmaresciallo dell'esercito imperiale russo [1].

Il principe Carlo sposò nel 1827 la principessa Maria di Sassonia-Weimar-Eisenach, figlia del granduca Carlo Federico di Sassonia-Weimar-Eisenach e della moglie, Marija Pavlovna Romanova. Maria Luisa era sorella maggiore di Augusta di Sassonia-Weimar-Eisenach, moglie del fratello maggiore di Carlo, Guglielmo. La coppia ebbe tre figli, un maschio e due femmine: Federico Carlo, principe di Prussia, Luisa, langravia d'Assia-Philippsthal-Barchfeld, e Anna, langravia d'Assia-Kassel [3].
La famiglia di Carlo viveva in Wilhelmstraße, di fronte alla residenza del cancelliere tedesco Otto von Bismarck [2]. In possesso di grande ricchezza e un grande collezionista d'arte, il loro palazzo conteneva tesori d'arte. Carlo era anche un collezionista di armi rare e acquistò e conservò con cura coltelli, spade, pugnali, fucili, pistole e revolver da diversi paesi e periodi di tempo [2]. Carlo entrò in possesso del trono imperiale di Goslar, poi usato dal fratello Guglielmo I per il primo Reichstag a Berlino nel 1871. È stato detto che Carlo assomigliava poco ai suoi cugini Hohenzollern, in possesso di una faccia stretta e incolore e capelli grigi con una postura china [2].

La moglie Maria morì nel gennaio del 1877, solo cinque mesi prima di quello che sarebbe stato le nozze d'oro del loro matrimonio. Sebbene si fossero sposati per motivi familiari e dinastici, il loro matrimonio fu felice e armonioso, i due infatti erano profondamente legati l'uno all'altro. Dopo la sua morte, Carlo invecchiò rapidamente. Nel 1882, il suo piede scivolò mentre si alzava dal tavolo da pranzo, fratturandosi il femore sinistro [4]. Morì a Berlino pochi mesi dopo, il 21 gennaio 1883, all'età di 81 anni. Le sue ultime parole furono: "Viva l'Imperatore" [5]. Al momento della sua morte, Carlo era l'unico fratello superstite dell'imperatore Guglielmo I. La sua morte sconvolse i piani per la celebrazione dell'anniversario di nozze di suo nipote, il principe ereditario Federico, nonché i piani per una visita dal principe e principessa del Galles a Berlino [4].
Discendenza
[modifica | modifica wikitesto]Sposò, il 26 maggio 1827 a Charlottenburg, Maria Luisa di Sassonia-Weimar-Eisenach, figlia di Carlo Federico di Sassonia-Weimar-Eisenach e di Marija Pavlovna Romanova[5]. Maria Luisa era una sorella maggiore di Augusta di Sassonia-Weimar-Eisenach, moglie di suo fratello Guglielmo I. Ebbero tre figli:
- Federico Carlo (1828-1885), sposò la principessa Maria Anna di Anhalt;
- Maria Luisa Anna (1829-1901), sposò Alessio d'Assia-Philippsthal-Barchfeld;
- Anna (1836-1918) sposò Federico Guglielmo d'Assia-Kassel;
Ascendenza
[modifica | modifica wikitesto]Onorificenze
[modifica | modifica wikitesto]Onorificenze prussiane [6]
[modifica | modifica wikitesto]Onorificenze tedesche [6]
[modifica | modifica wikitesto]Onorificenze straniere
[modifica | modifica wikitesto]Note
[modifica | modifica wikitesto]- 1 2 Preußen, Friedrich Karl Alexander Prinz von, su mbl.ub.ovgu.de. URL consultato il 1º gennaio 2026.
- 1 2 3 4 Prince Charles of Prussia, in The New York Times, 8 febbraio 1883.
- 1 2 Prinz Carl von Preußen, su prussianmachine.com. URL consultato il 1º gennaio 2026.
- 1 2 Prince Charles of Prussia, in The New York Times, Berlin, 19 giugno 1882.
- 1 2 Kaiser William's Brother Dead, in The New York Times, Berlin, 22 gennaio 1883.
- 1 2 Hof- und Staats-Handbuch des Königreich Preußen (1882–83), Genealogy p. 2
- 1 2 https://prussianmachine.com/korps/carl_preus.htm
- 1 2 3 4 https://babel.hathitrust.org/cgi/pt?id=mdp.39015049878864&view=1up&seq=5&skin=2021
- ↑ https://zs.thulb.uni-jena.de/rsc/viewer/jportal_derivate_00285417/Staatshandbuch_Sachsen-Weimar-Eisenach_1880_0027.tif?logicalDiv=jportal_jparticle_01121746
- ↑ https://archive.org/details/bub_gb_XAZTAAAAcAAJ/page/32/mode/2up
- ↑ https://archive.org/details/bub_gb_XAZTAAAAcAAJ/page/64/mode/2up
- ↑ https://books.google.it/books?id=bMtW8PxqkkcC&pg=PA21&redir_esc=y#v=onepage&q&f=false
- ↑ https://books.google.it/books?id=bMtW8PxqkkcC&pg=PA52&redir_esc=y#v=onepage&q&f=false
- ↑ https://books.google.it/books?id=C_RSAAAAcAAJ&pg=PA11&redir_esc=y#v=onepage&q&f=false
- ↑ https://archive.org/details/hofundstaatshan00gergoog/page/9/mode/2up
- ↑ https://books.google.it/books?id=SBFTAAAAcAAJ&pg=PA4&redir_esc=y#v=onepage&q&f=false
- ↑ https://digital.blb-karlsruhe.de/blbihd/periodical/pageview/1873954
- ↑ https://digital.blb-karlsruhe.de/blbihd/periodical/pageview/1873958
- ↑ https://digital.blb-karlsruhe.de/blbihd/periodical/pageview/1873968
- ↑ https://books.google.it/books?id=TYEp3N5O48EC&pg=PA16&redir_esc=y#v=onepage&q&f=false
- ↑ https://zs.thulb.uni-jena.de/rsc/viewer/jportal_derivate_00243702/Parladrusa_Staatshandbuch_SA_166810592_1869_0034.tif?logicalDiv=jportal_jparticle_00472815
- ↑ https://books.google.it/books?id=NpBYAAAAcAAJ&pg=PA30&redir_esc=y#v=onepage&q&f=false
- ↑ https://books.google.it/books?id=VJljAAAAcAAJ&q=Hof-+und+Staats-handbuch+des+K%C3%B6nigreichs+Bayern&pg=PA10&redir_esc=y#v=snippet&q=Hof-%20und%20Staats-handbuch%20des%20K%C3%B6nigreichs%20Bayern&f=false
- ↑ Le livre d'or de l'ordre de Léopold et de la croix de fer, Volume 1 /Ferdinand Veldekens
- ↑ https://books.google.it/books?id=p35NAAAAcAAJ&pg=PA37&redir_esc=y#v=onepage&q&f=false
- ↑ https://books.google.it/books?id=glw-AQAAIAAJ&redir_esc=y
- ↑ https://journaldemonaco.gouv.mc/var/jdm/storage/original/application/5ab017c2ff981e1b3d386b31ff7365a2.pdf
- ↑ https://hemerotecadigital.bne.es/hd/viewer?oid=0000941464
- ↑ https://runeberg.org/statskal/1877/0393.html
- ↑ The Royal Tourist—Kalakaua's Letters Home from Tokio to London. Editore: Richard A. Greer. Data: 10 marzo 1881
Altri progetti
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Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Carlo di Prussia
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 60434854 · ISNI (EN) 0000 0000 5491 0879 · CERL cnp02140674 · LCCN (EN) n82124226 · GND (DE) 118822837 · BNF (FR) cb149604598 (data) · J9U (EN, HE) 987007352141905171 |
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