Carlo Crespi Croci

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Carlo Crespi Croci
Crespicrocifisso.jpg
 

Servo di Dio

 
NascitaLegnano, 29 maggio 1891
MorteCuenca, 30 aprile 1982
Venerato daChiesa cattolica

Carlo Crespi Croci (Legnano, 29 maggio 1891Cuenca, 30 aprile 1982) è stato un religioso italiano, della Società salesiana di San Giovanni Bosco.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Carlo Crespi sul vaporetto "Venezuela" nel 1926

Carlo Crespi nacque, terzo di tredici figli, da Daniele Crespi, fattore in una tenuta locale, e sua moglie Luisa Croci.

Nel 1907 iniziò il noviziato a Foglizzo e tra il 1909 e il 1911 studiò filosofia a Valsalice, dove conobbe ed era compagno di classe del sacerdote Renato Ziggiotti, futuro successore di Don Bosco. Domenica 28 gennaio 1917 fu ordinato sacerdote[1][2].

Nel 1921, Carlo conseguì la laurea in scienze naturali con specializzazione in botanica presso l'università di Padova, discutendo una tesi intitolata Contributo alla conoscenza della Fauna d'acqua dolce dell'Estense e località limitrofe. Paludi, canali, fossi, sorgenti degli Euganei, dei laghi di Arquà e Venda. Dopo tre mesi si diploma, nella medesima città, in pianoforte e composizione al conservatorio Cesare Pollini.

Visse sessant'anni come missionario in Ecuador, anche con gli indigeni Jívaros dell'Amazzonia ecuadoriana. Oltre che alla sua opera religioso, si dedicò all'educazione, al cinema, all'antropologia e all'archeologia. Fu uno dei primi ricercatori della Cueva de los Tayos[3][4].

Crespi fu uno dei precursori del cinema ecuadoriano con il suo documentario Los invincibles shuaras del Alto Amazonas (1926). Le immagini furono recuperate e conservate anni dopo le riprese[5][6][7].

Nel corso della sua vita da missionario raccolse un considerevole numero di reperti archeologici, con i quali intendeva costituire un museo. In seguito ad alcuni furti, nel 1978, con il consenso di padre Crespi, si ritenne opportuno che le opere di sicuro valore fossero acquistate per la collezione del Banco Central del Ecuador. Furono inventariati e ceduti più di cinquemila oggetti, dei quali fu riconosciuto il carattere e il valore archeologico, oltre a un numero minore di altri, di carattere pittorico, scultoreo ed etnografico. Altra parte di essi erano artefatti OOPArt che alcuni supposero essere antecedenti al periodo del diluvio universale, attorno ai quali già dal decennio precedente si erano sviluppati interesse e dibattito[8][9][10].

Svolse la sua opera principalmente a Cuenca, laddove fondò varie scuole e istituti, elementari, tecnici e universitari, oltre a refettori e laboratori per l'infanzia più povera. Nel 1940 istituì la facoltà di scienze dell'educazione, della quale fu il primo rettore. Anche l'Università politecnica salesiana è l'evoluzione di un suo istituto[in che modo? secondo chi? (potenzialmente enfatico/celebrativo e non rilevante)]. Fu proclamato "cittadino più illustre di Cuenca nel XX secolo", laddove la sua memoria rimane nel nome di diverse istituzioni, nella via a lui intitolata e nella piazza, nella quale gli fu stata eretto un monumento che lo raffigura assieme ad un bambino[11][12].

Causa di beatificazione[modifica | modifica wikitesto]

Il 24 marzo 2006 a Cuenca si aprì la causa per la sua beatificazione da parte della Chiesa cattolica[13].

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • Filmato audio Carlo Crespi, Los Invencibles Shuaras del Alto Amazonas (Documentario), Cinemateca Nacional del Ecuador, UNESCO, 1926.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

  • Medaglia d'oro al merito (Repubblica dell'Ecuador)[11].
  • Medaglia d'oro al merito educativo (Repubblica dell'Ecuador)[11]
Commendatore dell'Ordine al merito della Repubblica italiana - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore dell'Ordine al merito della Repubblica italiana
«Di iniziativa del Presidente della Repubblica»
— 7 dicembre 1981[14][11]
Dottorato honoris causa post mortem - nastrino per uniforme ordinaria Dottorato honoris causa post mortem
«Per il suo contributo nei campi religioso, sociale, culturale e scientifico»
— Universidad Politécnica Salesiana, 30 aprile 2001[13][11]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Don Carlo e Legnano, su Associazione Padre Carlo Crespi ONLUS. URL consultato il 10 luglio 2018 (archiviato dall'url originale il 10 dicembre 2017).
  2. ^ Don Carlo Sacerdote (Parte Prima), su Associazione Padre Carlo Crespi ONLUS. URL consultato il 10 luglio 2018.
  3. ^ Filmato audio (EN) Stanley Hall, Stanley Hall incontra Padre Crespi, su YouTube, 25 dicembre 2015 [1976]. URL consultato il 19 marzo 2018.
  4. ^ (ES) La Cueva de los Tayos debe declararse patrimonio, in El Telégrafo, Ecuador, 24 gennaio 2017. URL consultato il 29 marzo 2018 (archiviato dall'url originale il 30 marzo 2018).
  5. ^ (ES) Jorge Luis Serrano, El pionero, in El Tiempo. Diario de Cuenca, 9 maggio 2014. URL consultato il 10 luglio 2018 (archiviato dall'url originale il 10 luglio 2018).
  6. ^ Don Carlo Pioniere della Cinematografia Ecuadoriana, su Associazione Padre Carlo Crespi ONLUS. URL consultato il 10 luglio 2018.
  7. ^ (ES) Historia del cine ecuatoriano: Parte 3, su El ojo en el fotograma. URL consultato il 10 luglio 2018.
  8. ^ Don Carlo e il suo Museo (da "Siervo de Dios P. Carlos Crespi Croci …") – Parte prima, su Associazione Padre Carlo Crespi ONLUS. URL consultato il 18 giugno 2020.
  9. ^ Don Carlo e il suo Museo (da "Siervo de Dios P. Carlos Crespi Croci …") – Parte Seconda, su Associazione Padre Carlo Crespi ONLUS. URL consultato il 18 giugno 2020.
  10. ^ (ES) Isabel Aguilar, Colección Crespi, entre la reserva y el patrimonio, in El Tiempo. Diario de Cuenca, 6 dicembre 2018. URL consultato il 18 febbraio 2019 (archiviato dall'url originale il 19 febbraio 2019).
  11. ^ a b c d e Carlo Crespi. Vero genio, vero santo, in Il Bollettino Salesiano, n. 4, aprile 2020, pp. 30-33. URL consultato il 17 giugno 2020. Ospitato su Issuu.
  12. ^ (ES) Homenaje a Carlos Crespi Croci en su onomástico, in Diario El Mercurio, Cuenca, 1º novembre 2019. URL consultato il 18 giugno 2020.
    «En el parque María Auxiliadora se erige un monumento a la labor social y pastoral de Carlos Crespi.».
  13. ^ a b (ES) Luis Álvarez Rodas, Itinerario de la causa de beatificación y canonización del siervo de Dios Carlos Crespi Croci, SDB, in Tatiana Capelo (a cura di), Boletín Salesiano, n. 377, Quito, Centro Gráfico Salesiano, Cuenca, marzo-aprile 2013, pp. 32-33, ISSN 1390-4094 (WC · ACNP), Boletín de la Familia Salesiana del Ecuador. URL consultato il 23 marzo 2018. Ospitato su Issuu.
  14. ^ Dettaglio decorato: Crespi Padre Carlo – Commendatore Ordine al Merito della Repubblica Italiana, su quirinale.it. URL consultato il 23 marzo 2018.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Riferimenti in italiano
Riferimenti in spagnolo
  • (ES) Gastón Fernández Borrero, Mis dos viajes a las Cuevas de los Tayos y el Problema fronterizo entre Ecuador y Perú en 1995, Quito (Ecuador), Tecniprint, 1996.
  • (ES) Luis García Carpio, El apóstol de los Pobres, Cuenca (Ecuador), Arte y Diseño, 2009.
Riferimenti in inglese
  • (EN) Erich von Däniken, The Gold of the Gods, in The Gold of the Gods, traduzione di Michael Heron, 1ª ed., London, Souvenir Press, 1973 [1972], ISBN 0-285-62087-8, pubblicato in contemporanea da J. M. Dent & Sons, Ontario (Canada).
  • (EN) Pino Turolla, Beyond the Andes, 1ª ed., New York, NY (United States), Harper & Row, 1980, ISBN 978-0-06-014369-5, pubblicato in contemporanea da Fitzhenry & Whiteside, Toronto (Canada).
  • (EN) Richard Wingate, Lost Outpost of Atlantis, 1ª ed., New York, Everest House, 1980, ISBN 0-89696-048-X.
  • (EN) Warren L. Cook, The Crespi Collection of Cuenca, Ecuador. South American artifacts, in Barry Fell (a cura di), The Epigraphic Society Occasional Publications, vol. 11, n. 2, Arlington, MA (United States), The Epigraphic Society, 1983, pp. 216-230, ISSN 0192-5148 (WC · ACNP), articolo nº 272.
  • (EN) Warren W. Dexter, Three Lost Collectons – a Photographer's View. Epigraphic losses, in Barry Fell (a cura di), Epigraphic Society Occasional Papers, vol. 20, n. 1, San Diego, CA (United States), The Epigraphic Society, 1992, pp. 212-223, ISSN 1061-5938 (WC · ACNP).
  • (EN) Warren Cook, The Crespi Collection: Ecuador's Phoenician Art, in Ancient American, vol. 11, n. 68, Colfax, WI (United States), Wayne N. May, ISSN 1077-1646 (WC · ACNP).
  • (EN) Glen W. Chapman, The Crespi Ancient Artifact Collection of Cuenca Ecuador (PDF), The Chapman Research Group, novembre 1998. URL consultato il 19 marzo 2018.
  • (EN) Daniel Balderston, Mike Gonzalez e Ana M. López (a cura di), Encyclopedia of Contemporary Latin American and Caribbean Cultures, vol. 1, 1ª ed., London, Routledge, 2000, p. 422, ISBN 0-415-22971-5, pubblicato in contemporanea da Routledge, New York, NY (United States).
  • (EN) Stan Hall, Tayos Gold. The Archives of Atlantis, 1ª ed., Kempton, IL (United States), Adventures Unlimited Press, 2005.
  • (EN) Phillip Coppens, The Metal Library of Atlantis, in David Hatcher Childress (a cura di), World Explorer, vol. 4, n. 5, Kempton, IL (United States), Adventures Unlimited Press.
  • (EN) Karen Olsen Bruhns e Nancy L. Kelker, The good Father and his hobby, in Faking the Ancient Andes, 1ª ed., Walnut Creek, CA (United States), Left Coast Press, 2009.
  • (EN) Ancient Aliens: episodio 2x4, Underground Aliens, History, 18 novembre 2010, prima visione (USA).
  • (EN) Richard Wingate, Evidence of an Ancient Civilization. Father Crespi's Treasure, in Atlantis in the Amazon. Lost Technologies and the Secrets of the Crespi Treasure, 1ª ed., Rochester, VT (United States), Inner Traditions – Bear & Company, 2011, ISBN 978-1-59143-120-6.
  • (EN) Carl Lehrburger, Secrets of Ancient America. Archaeoastronomy and the legacy of the Phoenicians, Celts and other forgotten explorers, Rochester, VT (United States), Inner Traditions – Bear & Company, 2015, ISBN 978-1-59143-193-0.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN23812452 · ISNI (EN0000 0000 3293 9187 · LCCN (ENn93065065 · WorldCat Identities (ENlccn-n93065065