Bruno Salvadori

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(FR)

«Naître au Val d'Aoste ou être Valdôtain depuis des générations ne signifie pas qu'on fait partie de la communauté ethnique valdôtaine. L'ethnie est un choix, parce que ce n'est en aucun cas un acte passif, au contraire, cela nécessite d'un effort, d'une lutte constante, avec les moyens dont nous disposons, pour le défendre, et surtout pour la projeter vers l'avenir.»

(IT)

«Nascere in Valle d'Aosta o essere Valdostano da generazioni non significa fare parte della comunità etnica valdostana. L'etnia è una scelta, in quanto non è mai un atto passivo, al contrario, richiede uno sforzo, una lotta costante, con i mezzi di cui si dispone, per difenderla e soprattutto per proiettarla verso l'avvenire.»

(Bruno Salvadori[1])

Bruno Salvadori (Aosta, 23 marzo 1942Genova, 8 giugno 1980) è stato un giornalista e politico italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Aderente sin dalla giovane età al movimento politico valdostano dell'Union Valdôtaine attraverso la sezione giovanile della Jeunesse Valdôtaine, in cui entrò nel 1965, ha lavorato al SAVT (il sindacato dell'area autonomista) e ha diretto il settimanale del Mouvement, Le peuple valdôtain. Dopo aver ricoperto l'incarico di capo ufficio stampa della Giunta regionale, nel 1978 è stato eletto consigliere regionale, ruolo che ha ricoperto sino alla sua morte, avvenuta sull'autostrada Genova - Ivrea a Voltri, a causa di un incidente mentre era alla guida della sua auto. Gli è subentrato in Consiglio della Valle Leonardo Tamone.

Il pensiero politico: l'influenza sull'Union Valdôtaine e la Lega Nord[modifica | modifica wikitesto]

Teorizzatore dell'autodeterminazione dei popoli (le cosiddette nazioni senza Stato), e dell'appartenenza ad un popolo tramite criteri culturali e non di sangue, portò significativi mutamenti nel pensiero dell'Union Valdôtaine, fino ad allora un partito legato essenzialmente alle famiglie di origine valdostana: l'autonomismo diveniva così una scelta e non una mera tradizione politica. Teorizzò e riuscì a portare a termine l'unificazione dei movimenti regionalisti, indipendentisti e federalisti della Valle d'Aosta, ricompattando l'UV dopo la fuoriuscita dell'ala progressista (Union Valdôtaine Progressiste, UVP), della quale lui stesso ha fatto parte.

Portò progressivamente il pensiero del mouvement ad abbandonare il concetto di allargamento e rafforzamento dell'etnia valdostana (contenuto nello Statuto UV del primo dopoguerra) per arrivare progressivamente al concetto di Europa dei popoli, teorizzato da Émile Chanoux e contenuto nella Dichiarazione di Chivasso. Sottolineò l'importanza di ottenere una maggioranza assoluta dei seggi in Consiglio Valle tra i soli movimenti autonomisti, nei quali vedeva l'unica via per il perseguimento dell'autonomia speciale valdostana, con uno smarcamento totale dai partiti nazionali italiani.

Le sue convinzioni federaliste contribuirono a formare il pensiero leghista, e in particolare quello di Umberto Bossi, che Salvadori conobbe personalmente nel 1979 (il loro incontro fu casuale: il futuro leader del Carroccio, entrando in facoltà a Pavia, notò un avviso dell'UV e volle informarsi di persona). Successivamente il Senatùr, sulla traccia lasciata da Salvadori, federò i movimenti e i partiti federalisti e indipendentisti del nord Italia[2].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Bruno Salvadori, "Ethnie": une nouvelle façon de concevoir la réalité sociale et politique, da L'Union des Valdôtains, marzo 1974.
  2. ^ Damian Tambini, Nationalism in Italian Politics, Psychology Press, 2001 pp. 50-51.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • François Stévenin, Bruno Salvadori: un Valdôtain, un autonomiste, un fédéraliste pour l’Europe des Peuples, Quart (AO), Musumeci, 2005, ISBN 88-7032-743-4. (ristampa: Saint-Christophe (AO), Duc, 2008)

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN43119082 · ISNI (EN0000 0000 2126 4938 · LCCN (ENn79099206