Neoboletus erythropus
| Neoboletus erythropus | |
|---|---|
| Classificazione scientifica | |
| Dominio | Eukaryota |
| Regno | Fungi |
| Divisione | Basidiomycota |
| Classe | Basidiomycetes |
| Ordine | Boletales |
| Famiglia | Boletaceae |
| Genere | Neoboletus |
| Specie | N. erythropus |
| Nomenclatura binomiale | |
| Neoboletus erythropus (Pers.) C.Hahn, 2015 | |
| Sinonimi | |
|
Boletus erythropus | |
| Neoboletus erythropus Caratteristiche morfologiche | |
|---|---|
| Cappello | |
| Imenio | |
| Lamelle | |
| Sporata | |
| Velo | |
| Carne | |
| Ecologia | |
| Commestibilità | |
Il Neoboletus erythropus (Pers.) C.Hahn, 2015, precedentemente noto come Boletus erythropus, comunemente chiamato porcino dal piede rosso, è un fungo della famiglia delle Boletaceae, commestibile solo dopo cottura in quanto contiene una tossina termolabile. È conosciuto con l'epiteto "premio del micologo", grazie alla sua bontà come commestibile, spesso sconosciuta ai fungaioli, che disdegnano i porcini a pori rossi e con la carne virante al blu.
Descrizione della specie
[modifica | modifica wikitesto]Cappello
[modifica | modifica wikitesto]Diametro fino a 20 cm, occasionalmente fino a 30 cm, prima emisferico, poi convesso per poi diventare appianato, con cuticola opaca, asciutta e finemente vellutata, leggermente vischiosa con il tempo piovoso, carnoso, sodo, colore bruno scuro o rosso mattone o rossastro, di solito uniforme, con velature olivastre, talvolta bruno seppia, con margine prima involuto, poi regolare, spesso eccedente.
Gambo
[modifica | modifica wikitesto]Bulboso, corto, carnoso, robusto, prima panciuto allo stato giovanile, poi, più tardi, cilindrico, ingrossato alla base, colore di fondo sul giallo arancio, caratterizzato da puntinature o granulazioni sul rosso scuro, più scuro alla base dove assume una colorazione rossastra. Se manipolato vira al blu. Culinariamente senza valore.
Tubuli
[modifica | modifica wikitesto]Abbastanza lunghi, non aderenti, completamente liberi al gambo, gialli, alla sezione verdastri, sottili.
Pori
[modifica | modifica wikitesto]Piccoli e rotondi, prima giallastri, poi rosso-arancio, viranti rapidamente al blu se toccati.
Spore
[modifica | modifica wikitesto]12-17 x 5-7 µm, fusiformi, lisce, bruno-olivastre in massa, giallastre


Carne
[modifica | modifica wikitesto]Soda, compatta negli esemplari giovani, molliccia in quelli adulti, di colore giallo limone, al taglio diventa subito verde azzurro (3-4 secondi), poi si scurisce lentamente diventando grigio verdastra, all'estremità assume una colorazione vinosa.
Habitat
[modifica | modifica wikitesto]Fungo simbionte, piuttosto comune, fruttifica da maggio ad ottobre sotto latifoglie e conifere in zone collinari e montuose, raramente in pianura.
A volte gregario.
Cresce con particolare proliferazione sull'Etna e rappresenta nelle antiche tradizioni culinarie locali etnee un'ottima pietanza dopo le adeguate procedure di cottura.
Da alcuni è considerato uno dei "funghi spia" perché di solito, inizia a fruttificare dai 3 ai 7 giorni prima dei Porcini, anche perché ne condivide l'habitat.[1]
Commestibilità
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Buona, ma richiede cottura prolungata, in quanto contiene una tossina termolabile, inattivata intorno ai 70 °C, che ne impedisce il consumo crudo. Se non cotto adeguatamente può causare gastroenteriti di lieve entità unitamente a brevi ma pur sempre fastidiosi episodi di diarrea, nausea e vomito.[2]
È un fungo molto ambito nelle regioni alpine e nel nord Europa ed ha un'ottima resa a causa della sua consistenza: il sapore ricorda vagamente quello delle melanzane.[1]
Preparazione
[modifica | modifica wikitesto]Il fungo va cotto a lungo: il metodo più comune consiste nel cuocere i funghi a pezzi o fette per 20 minuti direttamente nel modo voluto, il più prudente prevede anche una prebollitura a pezzi per 30 minuti, buttando via l'acqua di cottura. Si sappia che la prebollitura diminuisce drasticamente il valore gastronomico di questo fungo.
In ragione della sensibilità individuale e della concentrazione di tossina, variabile con la zona di raccolta, non è possibile specificare un metodo univoco. In assenza di consolidate abitudini personali, familiari o locali, si raccomanda prudenza.
Etimologia
[modifica | modifica wikitesto]Dal greco eruthrós (ἐρυθρός) = rosso e poús (πούς) = piede, cioè dal "piede rosso".
Varietà
[modifica | modifica wikitesto]Specie simili
[modifica | modifica wikitesto]Può essere confuso altri boleti a pori rossi:
- Suillellus luridus, che però ha un reticolo evidente sul gambo e la carne aranciata all'attaccatura dei tubuli
- Suillellus queletii che però possiede il gambo rosso soltanto alla base ed è privo di punteggiatura o reticolo
- Rubroboletus satanas che tuttavia possiede il cappello biancastro e mai bruno, il gambo obeso e reticolato, e la carne che vira più lentamente, prima al blu e poi al grigio
- Imperator rhodopurpureus che ha però il gambo reticolato e la testa virante al tocco
- Rubroboletus dupainii che ha invece il cappello colore rosso sangue, brillante come se fosse laccato
Nomi comuni
[modifica | modifica wikitesto]- (DE) Flockenstieliger Hexenröhrling
- (FR) Bolet à pied rouge
- (SV) Blodsopp
- (IT) (Piemonte) Fré, Faré
- (IT) (Liguria) Ferrazzo, Ferando
- (IT) (Calabria) U turchinu
- (IT) (Lombardia) Ferè
- (IT) (Toscana) Cappella Malefica[1]
- (IT) (Irpinia) Sasso
Note
[modifica | modifica wikitesto]- 1 2 3 Boletus erythropus - Porcino dal Piede Rosso, su mondofunghi.com.
- ↑ Sito dell'Associazione Micologica Naturalistica Italiana - sezione Lazio, su micoweb.it. URL consultato il 21 dicembre 2013 (archiviato dall'url originale il 12 dicembre 2013).
- 1 2 3 4 Mycobank.org. URL consultato il 25 dicembre 2022.
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- (EN) Neoboletus erythropus, in Index Fungorum, CABI Bioscience.
Altri progetti
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