Bigolino

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Bigolino
frazione
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneCoat of Arms of Veneto.png Veneto
ProvinciaProvincia di Treviso-Stemma.png Treviso
ComuneValdobbiadene-Stemma.png Valdobbiadene
Territorio
Coordinate45°52′07″N 12°00′46″E / 45.868611°N 12.012778°E45.868611; 12.012778 (Bigolino)Coordinate: 45°52′07″N 12°00′46″E / 45.868611°N 12.012778°E45.868611; 12.012778 (Bigolino)
Altitudine176 m s.l.m.
Abitanti1 990[1]
Altre informazioni
Cod. postale31049
Prefisso0423
Fuso orarioUTC+1
Patronosan Michele Arcangelo
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Bigolino
Bigolino

Bigolino è una frazione di Valdobbiadene, in provincia di Treviso. Con circa duemila residenti, è il secondo abitato del comune dopo il capoluogo.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

È la frazione più meridionale del comune, distando circa 4,5 km dal capoluogo. Si sviluppa lungo la SP 2 "Erizzo", in una delle rare zone pianeggianti del territorio. L'abitato è addossato a una scarpata di circa trenta metri oltre la quale si estende l'ampio letto del Piave.

Di fronte, sulla riva opposta, si trova Onigo di Pederobba

Origini del nome[modifica | modifica wikitesto]

Il suo nome sembra derivare dal termine longobardo bigollum, ovvero "territorio del natante" (Fonte: dal libro "Valdobbiadene" di Pivetta Gio Batta, 1926), oppure da Bigollium che pare fosse il nome del traghetto che trasportava le persone da una sponda all'altra del Piave; altra ipotesi vuole "Biguol-ino" antico porto dove i longobardi si fermavano a riposare con le zattere di legnami provenienti dalle montagne (Fonti: dal 1° libro sul paese, "Centenario della Chiesa Parrocchiale di San Michele Arcangelo in Bigolino", 1969); “Bigól” è anche un attrezzo di legno arcuato che si appoggiava sulle spalle per trasportare i secchi (Fonte: tradizione contadina veneta)

La strada principale, un tempo, era l'ormai semicoperta Calmaor: Callis Major significa, appunto, strada maggiore, principale e, sicuramente, si trattava di un percorso antico ed importante, forse una succursale della Claudia Augusta Altinate. (Fonte: dal libro "Bigolino - documenti e materiali per una storia", 1986. Inoltre, il più credibile tracciato della Via Claudia Augusta Altinate è stato ripercorso totalmente a piedi, da Augsburg (Germania), fino ad Altino (Venezia) ed è riportato nel libro: "Sulla Via Claudia Augusta Altinate", di Neri-Vernaccini, 1998)

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Fu Regola Comunale dal 1807 al 1812.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa di San Michele[modifica | modifica wikitesto]

L'intitolazione a San Michele Arcangelo fa pensare a un'antica origine, riferibile all'epoca longobarda.

Già nel 1085 e nel 1223 si hanno notizie di una chiesa sul greto del Piave, dedicata a San Michele Arcangelo e detta "Cappella della Pieve di Valdobbiadene". Venne travolta da una piena del fiume nell'Ottocento. Alla chiesa si lega un fatto miracoloso, ricordato dal vescovo Pietro Barozzi, in visita a Bigolino il 26 settembre 1488: l'ostia consacrata custodita nel tabernacolo era rimasta intatta in seguito a un incendio che aveva distrutto l'altare maggiore.

Una seconda chiesa fu edificata nel 1590 sulla riva del Piave, con la facciata in granito di sassi di diversi colori. Fu abbattuta nel 1868, quando ormai era abbandonato e in rovina. Tutt'oggi resistono alcuni ruderi delle fondamenta. Il campanile, ricostruito nel 1752 dopo che dodici anni prima un fulmine aveva abbattuto il precedente, rimase in piedi sino alla Grande Guerra. Dopo i combattimenti, venne ritrovata integra solo una delle campane.

Resse questa chiesa don Girolamo Argentino, nominato poi vescovo di Veglia.

La costruzione dell'ultima chiesa fu iniziata il 29 settembre 1857. La prima messa poté essere celebrata la notte di Natale del 1868; la benedizione avvenne il 30 maggio 1869 e la definitiva consacrazione il 5 ottobre 1884 ad opera di monsignor Giuseppe Callegari (come riporta una lapide). L'edificazione si deve in larga parte agli stessi parrocchiani che utilizzarono materie prime locali, in particolare sassi del Piave a vista. Le due statue ai lati dell'altare maggiore sono opere dello scultore padovano Tommaso Bonazza. La Pala del Santo è opera del prof. Giuseppe Apolloni di Treviso.

Il campanile fu riedificato nel 1924. Le quattro campane hanno i nomi, dalla più grande alla più piccola, Michelina, Maria, Antonia e Angelina.

Oratorio della Madonna della Rosa[modifica | modifica wikitesto]

Una tradizione riferisce che, in tempi immemorabili, venne ritrovata sul greto del Piave, in località San Pellegrino, una statua lignea raffigurante una Madonna con Bambino, entrambi con una rosa in mano. La statua fu portata in paese su di un carro trainato da buoi ma a un certo punto gli animali si fermarono e non vollero più proseguire: lì fu eretto l'oratorio, il più antico, inizialmente detto della Mistica Rosa. Abbattuto durante Prima Guerra Mondiale, fu riedificato pochi anni dopo e terminato nel 1926. Ogni seconda domenica di maggio la statua, ornata da moltissimi fiori, viene portata in processione lungo le vie del paese (fino ai primi anni '90 veniva trasportata su un carro trainato da cavalli). Ad intervalli regolari diurni e per i 15 giorni precedenti vengono suonate le campane a festa, con una modalità particolare e unica; queste melodie sono chiamate Allegrezze e col blasone popolare Bigolin Legrìe si indicano i festaioli abitanti.

Oratorio dei Santi Filippo e Giacomo[modifica | modifica wikitesto]

Di epoca sconosciuta, era proprietà della famiglia dell'abate don Angelo Antonio Giobatta Fabbro, nativo di Valdobbiadene e bibliotecario del Seminario di Padova, nonché professore di Diritto all'Università di Padova. Si ritirò per dispiaceri nella sua fattoria, morì il 28 dicembre 1787 e fu sepolto nella chiesetta. Il 1º maggio si celebra la festa dedicata ai due apostoli titolari.

Oratorio di San Rocco[modifica | modifica wikitesto]

In stile neogotico, fu progettato da don Fortunato Cerato, cappellano di Bigolino, ed eretto nel 1908, al posto di un capitello. Il 16 agosto di ogni anno si celebra la festa dedicata al santo, protettore dalla peste e dal colera, che nel 1854 dimezzò la popolazione.

Sacelli[modifica | modifica wikitesto]

Disseminati per il territorio vi sono inoltre molti antichi capitelli votivi, segni della devozione popolare.

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

La piazza[modifica | modifica wikitesto]

Monumento ai Caduti in Piazza Mons. Guadagnin

La piazza principale è intitolata a Monsignor Guadagnini, ex arciprete del paese, che qui passò tutta la sua vita sacerdotale, dal 1869 al 1920. Durante la sua attività sacerdotale ha fondato il Probandato del Cottolengo, che durò per circa quarant'anni e dove, attualmente, ha sede la scuola materna.

Aree naturali[modifica | modifica wikitesto]

Il Settolo Basso[modifica | modifica wikitesto]

A Bigolino, lungo il letto del Piave, è stata di recente istituita l'area naturalistica del Settolo Basso, caratterizzata per la presenza di ambienti umidi, habitat ideali per varie specie di uccelli. L'area ha anche importanza storica ed etnografica in quanto i suoi corsi d'acqua erano sfruttati da mulini e da zattere che trasportavano il legname verso Venezia.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Posta lungo la via Erizzo, dal 1913 al 1931 Bigolino fu servita da una stazione una stazione della Tranvia Montebelluna-Valdobbiadene, che rappresentò al tempo un importante strumento di sviluppo per l'economia della zona.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Nel 2001 l'ISTAT contava 1.399 residenti nel centro abitato di Bigolino, ma questo conteggio non si riferisce all'intero territorio della frazione, che comprende tuttavia anche altre località e numerose case sparse. In assenza di dati ufficiali, si è fatto riferimento alla popolazione della parrocchia (reperibile nel sito della CEI), il cui territorio coincide sostanzialmente con quello della frazione.

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