Bestiario d'amore

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Bestiario d'amore
Titolo originaleLi Bestiares d'amours
Licormouton.jpg
Una pagina del bestiario
AutoreRichard de Fournival
1ª ed. originale1252
Generetrattato
Lingua originale francese

« E poiché questo scritto è il mio estremo bando e l'ultimo rinforzo che io possa inviare, è giusto che vi parli con maggiore energia che in tutti gli altri. »

(Richart de Fournival, Il Bestiario d'amore[1])

Il Bestiario d'amore (in lingua originale Li Bestiaires d'amours) è l'opera letteraria più importante e famosa di Richard de Fournival, scritta a metà del XIII secolo, probabilmente prima del 1252, in francese.

La forma bestiario[modifica | modifica wikitesto]

Questo testo trae origine, strutturalmente, dai bestiari cristiani medievali, ispirati all'ordinamento degli animali attuato nella Bibbia da Adamo. Richard ne sfrutta tutte le potenzialità per farne uno dei fondamentali testi sulla fenomenologia d'amore, utilizzando l'insistita similitudine zoologica, tipica della tradizione dei bestiari: ne esce, così, un originale compendio universale della vita amorosa[2].

Il testo[modifica | modifica wikitesto]

Bestiaire d'amour, XIV sec. (Biblioteca Medicea Laurenziana)

Prosa[modifica | modifica wikitesto]

Come spiega Richart, la prosa è da lui usata in sostituzione al canto, del quale ha già fatto uso:

...mi sono accorto che il canto mi è servito così poco che non potrei fare affidamento su di esso senza provocare la mia rovina...[3]

Infatti, conformemente alla natura del grillo e del cigno, il canto conduce a morte per amore del suono stesso: per timore che l'estremo canto del poeta conduca questi a morte, il messaggio è proferito da Richart per mezzo della più sicura prosa: essa, infatti, è concepita come forma della verità, lontana dagli artifizi letterari tipici dei versi.

Tuttavia, l'autore va perdendosi in uno stile sempre più liricheggiante, che impatta col programma del prologo; si rende conto, dopotutto, che poesia e prosa sono fatte della stessa materia, la parola: infatti, è essa stessa a non avere in sé la categoria della verità.

Memoria e sensi[modifica | modifica wikitesto]

Il tema della memoria è molto caro a Richart: il poeta-amante si pone come obiettivo del Bestiaires proprio quello di lasciare eterno ricordo di sé nella memoria dell'amata.

La memoria, spiega poi, ha due porte: vista e udito. Da qui si sviluppa un complesso discorso sui sensi, che coinvolge numerose nature degli animali da bestiario. Tra i sensi, è la vista il più sviluppato nell'uomo, dunque quello che ha la priorità[4]; ma ampio spazio hanno anche gli altri sensi, tutti svolti in via scientifico-letteraria, secondo le nature zoologiche.

Animali trattati[modifica | modifica wikitesto]

Nell'ordine, nel testo, sono citati e/o trattati i seguenti animali, per un totale di 57[5] (elenco completo):

La risposta al Bestiario d'amore[modifica | modifica wikitesto]

In taluni dei 19 manoscritti che conservano esemplari del testo di Richart, il Bestiaires è seguito da una Risposta: chi sia l'autore di tale testo è informazione ignota; tuttavia c'è una certezza: Richart non ne è autore, per l'enorme distanza stilistica. C'è chi ipotizza si tratti di un autore che si mette nella parte della dama cui Richart si rivolge; tuttavia la convinzione con la quale l'anonimo risponde al Bestiaires è tanto marcata, che c'è chi congettura un'autrice femminile[6].

Questo testo, più breve del Bestiario, si propone come un rovesciamento delle argomentazioni richartiane, fino a giungere al finale rifiuto esplicito dell'amore del poeta, che diviene, nel ritratto che se ne ricava, quasi un lauzengier, incastrato dalle sue stesse parole. Oltre a riprenderne le parole, l'anonimo autore si riallaccia a quasi tutte le similitudini zoologiche del Bestiaires, perlopiù citandole o rileggendone la natura.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ p.37 dell'edizione presente in bibliografia
  2. ^ definizione di Francesco Zambon
  3. ^ p.41 dell'edizione presente in bibliografia
  4. ^ nella letteratura d'amore sia provenzale sia italiana, il tema della vista come senso privilegiato nella fenomenologia d'amore ha enorme sviluppo, trovando il suo apice poetico e filosofico in autori come Cavalcanti e Dante
  5. ^ bisogna tener presente che per alcuni animali, tra i quali scimmia e leone, è riportata più d'una natura
  6. ^ principale sostenitrice di quest'ultima posizione è Jaenette Beer

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Edizione di riferimento:

  • Richard de Fournival, Il Bestiario d'amore, a cura di Francesco Zambon, 1999 Luni editrice.